Banditi fanno esplodere il bancomat del Monte Paschi a Nola

  Un assalto violento e potenzialmente pericoloso quello avvenuto nella notte a Nola, dove un bancomat della banca Monte dei Paschi di Siena è stato fatto esplodere intorno alle ore 3 in via Fonseca. L’episodio ha provocato ingenti danni allo sportello automatico e all’edificio che lo ospita, situato nei pressi di una sala bingo. Secondo una prima ricostruzione, ignoti avrebbero posizionato un ordigno contro l’ATM, facendolo esplodere nel cuore della notte. La deflagrazione ha distrutto completamente il bancomat e causato il distacco di porzioni di muratura e componenti metalliche, finite sulla carreggiata. Il boato è stato così forte da essere udito anche a distanza, generando allarme tra i cittadini. Non risultano feriti, ma restano da valutare con attenzione i danni strutturali riportati dallo stabile. Le verifiche tecniche sono in corso per accertare eventuali criticità legate alla sicurezza dell’edificio e delle attività presenti al suo interno. Non è stato ancora chiarito se i responsabili siano riusciti a portare via il denaro contenuto nel bancomat. Gli accertamenti sono in corso e riguardano anche l’interno dello sportello automatico, oltre all’area circostante. Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente per mettere in sicurezza la zona ed effettuare i rilievi necessari. Le indagini mirano ora a ricostruire ogni fase dell’azione criminale e a identificare gli autori, anche attraverso l’analisi delle telecamere presenti lungo via Fonseca e nelle attività commerciali vicine. L’episodio riaccende l’attenzione sugli assalti agli sportelli automatici, fenomeno che continua a rappresentare un serio rischio per la sicurezza pubblica. Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore.

La storia ora è tragedia, ora è commedia: ma la trama è sempre la stessa. I Napoletani lo sanno da sempre

I Napoletani sanno che sul palcoscenico della storia cambiano le maschere, i panni, i toni della voce, i gesti, ma gli attori sono pochi, sempre gli stessi, e che tutti i canovacci e tutte le trame, al di là di qualche battuta, di qualche personaggio secondario, di qualche periferica variazione della storia, si riducono, infine, a una sola trama: perché l’esercizio del potere, le relazioni sociali, le scale dei valori, le leggi dei forti e le illusioni dei deboli sono, da sempre, recite che si ripetono, come noiose litanie. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Gino Severini “La famiglia di Pulcinella”.   Il 27 gennaio leggo cronache e vedo trasmissioni sul “giorno della memoria” e su Auschwitz, penso a Gaza, all’ Ucraina, all’ “ICE” di Trump, a scene italiche di saluti fascisti, a certe dichiarazioni di italici politici, alla schedatura dei “docenti di sinistra” e amaramente mi dico – me lo dissi già quando avevo venti anni, e non ho cambiato idea – che la storia si ripete, prima come tragedia e poi come farsa: su questo punto Marx aveva ragione. A Napoli non servono né i vaticini dei guru della politica e dell’economia, che spesso non ci azzeccano, né gli oroscopi di veggenti e indovini. Quando dicono che Napoli è la sola città antica che sia sopravvissuta nel mondo moderno, Goethe, Stendhal e Pasolini non parlavano da archeologi, ma da filosofi. E le radici di Napoli hanno succhiato da una parte gli umori filosofici di Parmenide, di Zenone e della scuola eleatica – Elea, Velia, Ascea-, dall’altra il materialismo di Epicuro, degli epicurei ercolanesi e di Sirone che teneva scuola a Posillipo e aveva come alunni Orazio e Virgilio: insomma, Napoli ha imparato fin dai tempi antichi che per alcuni il movimento è un’illusione ottica e il mondo è regolato da un ordine razionale, e che per altri, invece, il movimento è un principio costitutivo del cosmo, dell’aggregarsi degli atomi e  del loro disgregarsi, e dunque della vita e della morte. Era fatale che Napoli si abituasse da subito a non meravigliarsi di alcunché, e a mettere in conto che sul palcoscenico della storia salissero a recitare personaggi di ogni genere, nel segno di “Tutto e del contrario di Tutto”. Dalla cultura antica Napoli ha ereditato il saggio costume di riflettere sul Tempo, e perciò ha conquistato, da secoli, la salda certezza che il Tempo è circolare, alla fine ripete i suoi percorsi e torna al punto di partenza.  Ispirata e consolata da questa ancestrale sapienza, Napoli non si è meravigliata che su di lei alcuni intellettuali formulassero giudizi di segni nettamente, e spesso violentemente, opposti: e non si meraviglia che continuino anche oggi a impegnare i loro intelletti in questo fragoroso cozzo. L’ha messo in conto dai tempi in cui Lucullo organizzava sontuosi banchetti a Castel dell’Ovo, e Cicerone dichiarava che vivere in villa a Napoli è il solo modo per dimenticare le miserie della politica romana, che erano, già allora, miserie smisurate. Nei giorni terribili dei cumuli di monnezza che arrivavano fino al cielo Mario Martone disse che la città era “purgatoriale e disillusa” e che vi “dilagava una precarietà dell’anima” (CdM, 12 ottobre 2007), e pochi giorni dopo (CdM, 4 novembre 2007) Aldo Cazzullo sentenziò che “Napoli esporta il caos” e il suo “spirito anarchico ha contagiato il resto d’Italia”. Ma Raffaele La Capria gli rispose che era vero il contrario, che “l’Italia era il vero problema di Napoli”. Quattro anni dopo (CdM 9 giugno 2011) Luigi Riello scrisse che il “degrado” della città non dipendeva solo dai clan dei camorristi, ma dalla “strafottenza” dei molti, troppi Napoletani “che tacciono per assuefazione o per paura, oppure pensano di esorcizzare i problemi con prediche e proclami”. Nel 2015 tre libri, “La storia dell’Italia mafiosa” di Isaia Sales, “La mala setta” di Francesco Benigno e “Collusi” di Nino Di Matteo e di Salvo Palazzolo spiegarono che i livelli alti di camorra, mafia e ‘ndrangheta e alcuni settori della burocrazia dello Stato e del ceto politico formavano ormai una casta che era difficile attaccare, e dunque diedero indirettamente ragione alla prudenza dei Napoletani. Perché non di “strafottenza” si tratta ma di realismo, come ha scritto Silvio Perrella: “Ecco quello che Napoli può ancora insegnare al mondo: il tangibile, carnale, a volte spiacevole e doloroso, ma sempre penetrante, senso della realtà. Certo, questo realismo si colora talvolta di cinismo: lo dimostrano i proverbi e le massime in cui i Napoletani hanno sintetizzato la loro visione del mondo: “A che servono ‘e legge, si ‘o danaro appara ogni guaio?”, “’a legge è comme a ‘na felinia( la ragnatela):ce ‘ncappano ‘e muschille, ma ‘e muscune ‘a sfonnano”, “articolo quinto: tene mmano chi ha vinto”, “ Cagnano ‘e sunature, ma ‘a museca è sempe ‘a stessa”, “lassamme stà’ ‘e ccose comme stanno”.  Ma è noto che dal cinismo prorompono talvolta i fulgori dell’amore per l’idea: quando è necessario, i Napoletani sanno essere coraggiosi, sanno difendere la propria dignità: sarebbe bello scrivere qualcosa sui “Napoletani in guerra”, anche per smontare certe insinuazioni cialtronesche. Dice Tancredi, il personaggio del “Gattopardo”: “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ma prima di Tomasi da Lampedusa l’avevano detto Di Giacomo, Matilde Serao, Scarpetta, Eduardo, e dopo lo confermò, in modo magistrale, Domenico Rea.

San Vitaliano, autocarro divorato dalle fiamme dopo un raid

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SAN VITALIANO – Notte di paura a San Vitaliano, dove un autocarro è stato distrutto da un incendio divampato improvvisamente in via Troise. L’allarme è scattato nelle ore notturne e sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione di Sant’Anastasia, che hanno avviato i primi accertamenti per chiarire quanto accaduto.

Le fiamme, alte e visibili anche a distanza, hanno rapidamente avvolto il mezzo pesante parcheggiato lungo la strada. L’intervento dei vigili del fuoco si è reso necessario per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area, evitando che l’incendio potesse propagarsi ad altri veicoli o alle abitazioni vicine. Le operazioni di spegnimento sono durate a lungo, fino al completo raffreddamento dell’autocarro.

Fortunatamente non si registrano feriti né persone coinvolte. Il conducente o il proprietario del mezzo non si trovavano sul posto al momento dell’incendio e non è stato necessario l’intervento dei sanitari. Resta però alta l’attenzione da parte delle forze dell’ordine, considerata la natura dell’episodio.

Secondo quanto trapela dalle prime verifiche, non viene esclusa l’ipotesi di un incendio di origine dolosa. Saranno gli accertamenti tecnici e investigativi a stabilire se il rogo sia stato provocato intenzionalmente o se possa essere ricondotto a cause accidentali, come un guasto meccanico o elettrico del veicolo.

I carabinieri stanno acquisendo ogni elemento utile, comprese eventuali immagini di sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e testimonianze di residenti che potrebbero aver notato movimenti sospetti prima o durante l’incendio. L’area di via Troise è stata temporaneamente presidiata per consentire i rilievi.

L’episodio ha destato preoccupazione tra i cittadini di San Vitaliano, che chiedono chiarezza sull’accaduto. Le indagini sono in corso e nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi dettagli utili a definire la dinamica e la matrice dell’incendio.

Ladri assaltano Napolitano Store, colpo contro il tiktoker indagato

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Cardito. Un’azione rapida, studiata nei dettagli, ma conclusa con un fallimento. È quanto accaduto nella notte a Cardito, dove ignoti hanno tentato di mettere a segno un furto ai danni di un negozio di elettrodomestici e telefoni cellulari riconducibile ad Angelo Napolitano, imprenditore molto conosciuto anche sui social.

Il gruppo, secondo le prime informazioni raccolte, si sarebbe mosso a bordo di un’Audi RS3, veicolo ad alte prestazioni spesso utilizzato per garantire una fuga veloce. Una volta arrivati davanti allo store, i malviventi hanno iniziato l’azione forzando la saracinesca con un flex e cercando successivamente di sfondare l’ingresso principale con una mazza. Un’operazione rumorosa che non è passata inosservata. L’intervento quasi immediato della vigilanza privata ha infatti mandato all’aria il piano: i ladri, temendo l’arrivo delle forze dell’ordine, hanno abbandonato l’azione e sono fuggiti a mani vuote. Nessun bottino, ma danni evidenti alla struttura del negozio. L’episodio si verifica in una fase complessa per l’attività commerciale: la sede di Cardito  è regolarmente aperta, mentre sotto sequestro c’è quella centrale di Casalnuovo. L’indagine, avviata nel settembre 2025, aveva portato a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 5,74 milioni di euro, successivamente confermato dal Tribunale del Riesame. Proprio la chiusura temporanea del negozio potrebbe aver spinto i malviventi a tentare il colpo, ritenendo l’area meno controllata. Un’ipotesi ora al vaglio degli investigatori, che stanno passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. Le indagini sono in corso e non si esclude che nelle prossime ore possano emergere nuovi elementi utili all’identificazione dei responsabili.

Il Chelsea rievoca dolci ricordi

21 febbraio 2012. Dopo 21 stagioni, il Napoli è tornato in Champions League ed ha superato alla grande un girone tostissimo; il sorteggio per gli ottavi di finale è altrettanto duro: sarà il Chelsea di Drogba (per dirne appena uno) l’avversario degli azzurri. L’andata si gioca in casa e in quella serata l’atmosfera è così rovente da non far percepire il freddo che avvolge il San Paolo. Il consueto urlo prepartita può solo lasciar immaginare agli inglesi la bolgia assordante che saranno costretti a subire per oltre 90 minuti, in un’epoca in cui tutto lo stadio e non solo le curve erano in grado di fare la differenza. Inizialmente, l’inesperienza ha la meglio e su una leggerezza del capitano Cannavaro il Chelsea passa in vantaggio. Ma il Napoli di Mazzarri, pur inesperto e operaio, ha grinta da vendere, prende in mano la partita e schianta i Blues con la doppietta del Pocho Lavezzi e la rete del Matador Cavani. Nella ripresa, più volte è sfiorato il quarto gol che avrebbe probabilmente portato il Napoli a qualificarsi ai quarti. Aldilà del ritorno, la lezione da tenere a mente per domani sera è che, anche se la squadra è in totale emergenza, bisogna dare l’anima e non partire già da sconfitti, perché nel calcio nulla è impossibile: in tal senso, anche il Maradona dovrà far sentire la vicinanza ai calciatori e tornare ai fasti di un tempo.

San Gennaro Vesuviano, Giornata della Memoria, le scuole unite per non dimenticare

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  Studenti, istituzioni e comunità insieme per ricordare la Shoah e riflettere sulle tragedie del presente.     Una mattinata intensa, carica di emozione e riflessione, quella vissuta il 27 gennaio a San Gennaro Vesuviano in occasione della Giornata della Memoria. L’Istituto Cozzolino–D’Avino, in rete con le scuole del territorio e con il patrocinio morale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha promosso un momento di commemorazione dedicato a una delle pagine più drammatiche della storia dell’umanità: lo sterminio del popolo ebraico ad opera del regime nazista. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di numerosi studenti e docenti, confermando il valore della memoria come strumento educativo fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni. Nel corso dell’incontro, il sindaco ha sottolineato il legame profondo tra le tragedie del passato e quelle del presente, richiamando l’attenzione su uno scenario internazionale ancora segnato da conflitti e violenze, e invitando i ragazzi a essere protagonisti consapevoli nella costruzione di un futuro migliore. Un momento particolarmente toccante è stato dedicato alla figura dell’ufficiale Francesco Siano, cittadino sangennarese deportato e internato nei lager nazisti dal 1943 al 1945. L’Amministrazione comunale ha voluto rendergli omaggio raccontando agli studenti la sua storia di libertà, dignità e coraggio, esempio concreto di resistenza morale di fronte alla barbarie. Elemento centrale della giornata è stata la rete tra le scuole del territorio, che ha dato forza e significato all’iniziativa. Oltre all’Istituto Cozzolino–D’Avino, hanno partecipato l’Istituto Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, l’Istituto De Medici di Ottaviano, l’Istituto A. Rosmini e l’Istituto A. De Curtis di Palma Campania. Una collaborazione che dimostra come il lavoro condiviso tra istituti possa amplificare il valore educativo di eventi come la Giornata della Memoria, trasformandoli in occasioni di crescita collettiva. La partecipazione numerosa degli studenti ha reso ancora più significativa la giornata, confermando il ruolo della scuola come luogo privilegiato di formazione civile, oltre che culturale. Ricordare la Shoah non è solo un dovere storico, ma un impegno quotidiano contro ogni forma di odio, discriminazione e indifferenza. Una lezione che passa attraverso la memoria, la testimonianza e la collaborazione tra scuole, affinché il “mai più” non resti solo una formula, ma diventi responsabilità condivisa.

Viaggio nei territori dell’insonnia…

Viaggio nei territori dell’insonnia. Meccanismi di iperarousal e il fallimento del flip-flop cerebrale.

“To die, to sleep, maybe to dream“, (morire, dormire, forse sognare). Amleto (Atto 3, Scena 1) di William Shakespeare.

Gli antichi Greci amavano, nel sonno, la divinità della pace e dell’oblio: il sonno che fa dimenticare gli affanni è sempre “dolce” e “soave”. Ma essi avevano anche la consapevolezza che questo misterioso intervallo era una forma di “morte breve”, e per questo accostavano il dio del Sonno al dio della Morte. Ipno (o Hypnos), infatti, è il dio greco del sonno, figlio della Notte (Nyx) e dell’Oscurità (Erebo), nonché fratello gemello di Tanato (la morte). Rappresentato come un giovane alato, vive negli Inferi in una grotta silenziosa piena di papaveri, da cui induce il sonno su uomini e dèi.

Cos’è il Sonno? Numerose sono le teorie sul significato funzionale del sonno e, benché si sia ancora lontani da una comprensione esaustiva, è possibile affermare che esso è indispensabile al benessere di tipo biologico e mentale dell’individuo e al mantenimento delle funzioni vitali, anche in considerazione dell’estremo depauperamento organico che può condurre alla morte l’animale privato di sonno.

Il processo del sonno è un fenomeno complesso con una struttura ciclica interna (NREM-REM) e una regolazione sia omeostatica che circadiana. Il sonno è composto da cicli di circa 90-120 minuti che alternano fasi NREM (sonno calmo) e REM (sonno attivo), cruciali per il riposo fisico e cognitivo. La fase NREM (75-80% del sonno) include l’addormentamento, il sonno leggero e profondo, caratterizzato da onde cerebrali lente e rilassamento. La fase REM (20-25%), o “sonno paradosso”, presenta sogni vividi, paralisi muscolare e alta attività cerebrale, con i cicli che diventano più lunghi verso il mattino.

Il processo omeostatico cerebrale. Il principale attore nella promozione del sonno è il nucleo ventrolaterale preottico (VLPO) dell’ipotalamo anteriore. Questo nucleo utilizza i neurotrasmettitori inibitori GABA e galanina per spegnere i sistemi di allerta del cervello. Questo sistema funziona come un interruttore elettrico “flip-flop”, progettato per mantenere stati stabili di veglia o di sonno ed evitare transizioni incerte o intermedie. È stato ipotizzato che l’adenosina sia il neuromodulatore coinvolto nel processo omeostatico, accumulandosi durante la veglia e dissipandosi durante il sonno. Un trasmettitore ipotalamco scoperto nel 1998, l’Orexina-ipocretina, agisce come un “ancoraggio” per l’interruttore flip-flop, fornendo un input eccitatorio ai nuclei monoaminergici durante la veglia. La perdita o la disfunzione di questi neuroni porta a un’instabilità cronica, caratteristica della narcolessia, dove i confini tra veglia e sonno diventano labili. Nel contesto dell’insonnia moderna, l’eccessiva attivazione di questi neuroni oressinergici, spesso dovuta a stress o stimoli ambientali, impedisce al VLPO di “vincere” la competizione inibitoria, bloccando l’interruttore nella posizione di veglia. Il processo circadiano. Nell’uomo i ritmi circadiani sono coordinati ed organizzati da una struttura cerebrale con funzione di Pacemaker, cioè il nucleosoprachiasmatico dell’ipotalamo (NSC). La luce raggiunge tale sistema attraverso le proiezioni retiniche dell’occhio del tratto retinico ipotalamico. Il NSC controlla a sua volta la liberazione della melatonina dalla ghiandola pineale. La riduzione dell’attività elettrica del NSC è parallela all’aumento della Melatonina. I due meccanismi di controllo interagiscono tra loro integrando stimoli esterni ed interni.

L’insonnia rappresenta una delle sfide più pervasive e complesse della medicina moderna, configurandosi non più come un semplice epifenomeno di altre patologie, ma come un disturbo autonomo con una propria dignità nosografica e fisiopatologica. La transizione verso una comprensione dell’insonnia come “sindrome delle 24 ore” riflette l’evidenza che le alterazioni del sonno hanno ripercussioni sistemiche che si estendono ben oltre il periodo del riposo notturno, influenzando la sfera cognitiva, emotiva, metabolica e cardiovascolare dell’individuo. Oggi si considera il Disturbo da Insonnia come un’entità clinica persistente, spesso coesistente con altre condizioni mediche o psichiatriche, ma che richiede un’attenzione diagnostica e terapeutica specifica e mirata. La classificazione attuale dell’insonnia, secondo i criteri internazionali (ICSD-3) e il DSM-5, si concentra principalmente sulla durata (acuta o cronica) e sulla tipologia dei sintomi, definendo l’insonnia come un disturbo del sonno insoddisfacente (difficoltà a iniziare, mantenere o risveglio precoce) vissuto come invalidante, spesso indipendentemente da altre cause. Ecco la classificazione dettagliata: in base alla durata: Insonnia acuta (o a breve termine): Episodi brevi, solitamente legati a stress o cambiamenti ambientali (jet lag).

Insonnia cronica: Disturbo che dura da oltre un mese (spesso definito cronico se si verifica almeno 3 volte a settimana per più di 3 mesi).

In base al momento della notte:

Insonnia iniziale (o d’addormentamento): Difficoltà ad addormentarsi la sera.

Insonnia centrale (o di mantenimento): Risvegli frequenti o prolungati durante la notte.

Insonnia terminale (o risveglio precoce): Risveglio molto anticipato al mattino con incapacità di riaddormentarsi.

In base alle cause (Approccio attuale): l’approccio moderno considera spesso l’insonnia cronica come un disturbo a sé stante, piuttosto che una mera conseguenza di altre patologie. Le forme possono essere primarie (senza causa apparente) o secondarie, collegate a disturbi psicologici (ansia, depressione), dolori, farmaci o altre malattie. L’insonnia è il disturbo del sonno più frequente, con una prevalenza maggiore nelle persone anziane e nel sesso femminile. Un passaggio critico nel percorso diagnostico aggiornato al 2026 è l’esclusione di altri disturbi del sonno che possono mimare o complicare l’insonnia. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSA) e la sindrome delle gambe senza riposo (RLS) richiedono trattamenti radicalmente diversi e, se scambiate per insonnia psicofisiologica, possono essere aggravate da un uso improprio di farmaci ipnotici. La RLS è un disturbo sensori-motorio caratterizzato dal bisogno urgente di muovere le gambe, solitamente accompagnato da sensazioni sgradevoli che insorgono a riposo e peggiorano nelle ore serali.

Il modello delle 3P di Spielman

Il modello teorico più riconosciuto per spiegare lo sviluppo e il mantenimento dell’insonnia è il modello diatesi-stress delle 3P, un framework eziologico fondamentale per comprendere l’insonnia che identifica tre classi di fattori determinanti: fattori Predisponenti (vulnerabilità di base), Precipitanti (eventi scatenanti acuti come stress o lutti) e Perpetuanti (abitudini errate che cronicizzano il disturbo, come restare a letto svegli o ansia da prestazione. Il trattamento dell’insonnia nel 2026 segue un approccio integrato che privilegia gli interventi psicologici come prima scelta, riservando i farmaci a situazioni specifiche o croniche sotto stretto controllo medico. Le linee guida nazionali ed internazionali, incluse le più recenti consensus della Società Italiana di Medicina del Sonno (SIMG-AIMS), confermano inequivocabilmente che la CBT-I è il trattamento di prima scelta per l’insonnia cronica in tutte le fasce d’età. La CBT-I è un intervento multicomponenziale che mira a modificare i fattori comportamentali, cognitivi e fisiologici che mantengono il disturbo nel tempo. A differenza della terapia farmacologica, che agisce prevalentemente sulla soppressione dei sintomi, la CBT-I interviene sui meccanismi psicofisiologici alla base dell’insonnia, portando a miglioramenti più lenti ma estremamente più duraturi. Studi clinici hanno dimostrato che i benefici della CBT-I persistono fino a due anni dopo il termine del trattamento, riducendo drasticamente il rischio di ricadute. Componenti Strutturali del Protocollo CBT-I.

Restrizione del sonno: Limitare il tempo trascorso a letto per consolidare il sonno.

Controllo dello stimolo: Associare il letto esclusivamente al sonno e all’attività sessuale.

Ristrutturazione cognitiva: Correggere le convinzioni errate o le preoccupazioni eccessive riguardo alla mancanza di sonno.

Igiene del sonno: Regole comportamentali base (evitare caffeina, luci blu, orari irregolari).

Tecniche di rilassamento: Mindfulness, meditazione o respirazione profonda per ridurre l’iper-arousal (stato di eccitazione mentale). La farmacoterapia: antagonisti dei recettori dell’Oressina (DORA), rappresentano la classe più innovativa del 2026. Il Daridorexant agisce bloccando i segnali della veglia invece di sedare il cervello, favorendo un sonno più naturale senza causare dipendenza o sonnolenza residua il giorno dopo.

Farmaci Z (Z-drugs): Come lo Zolpidem e lo Zopiclone, utilizzati per ridurre il tempo di addormentamento. Devono essere usati per brevi periodi a causa del rischio di assuefazione.

Benzodiazepine: Storicamente comuni, oggi usate con estrema cautela per il rischio di dipendenza e alterazione della qualità del sonno.

Antidepressivi a basso dosaggio: Farmaci come il Trazodone o la Mirtazapina sono spesso prescritti per la loro azione sedativa, specialmente se l’insonnia è associata a disturbi dell’umore.

Melatonina: Utilizzata principalmente per i disturbi del ritmo circadiano (come il jet lag) o negli anziani.

Il Disturbo da Insonnia è oggi riconosciuto come una patologia cronica con profonde implicazioni sulla salute pubblica. Resta fondamentale un approccio multidisciplinare che integri il medico di medicina generale, il neurologo, lo psicologo e lo pneumologo, al fine di garantire a ogni paziente un percorso di cura basato sull’evidenza scientifica e volto al recupero della qualità della vita.

Giuseppe Auriemma

Psichiatra Psicoterapeuta

Psico-oncologo di II Livello

Coord. Sipo Campania

Palma Campania, hackerato il cellulare di Don Antonio Nunziata: scatta l’allarme truffa

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  Messaggi WhatsApp inviati a centinaia di cittadini con richieste di denaro. Carabinieri e sindaco invitano a non rispondere Allarme truffa a Palma Campania, dove nelle ultime ore è stato hackerato il numero di cellulare del parroco Don Antonio Nunziata. A segnalarlo sono stati gli stessi cittadini, destinatari di un messaggio WhatsApp sospetto che chiedeva un prestito urgente di denaro, facendo leva su una presunta emergenza sanitaria. Il testo, inviato a centinaia di palmesi, recitava: «Ciao, potresti aiutarmi con un prestito di 810 euro? Devo saldare urgentemente una visita dal dentista e al momento ho un problema con la carta. Ti ridò tutto domani sera». Una richiesta che, per il tono confidenziale e il riferimento diretto alla figura del parroco, ha tratto in inganno alcuni destinatari, inducendoli a cercare un contatto diretto per verificare la veridicità del messaggio. È stato proprio grazie a queste segnalazioni che Don Antonio Nunziata ha potuto chiarire l’accaduto, comprendendo di essere vittima di un attacco informatico. La truffa è stata confermata anche dalla locale stazione dei Carabinieri di Palma Campania, che ha immediatamente avviato gli accertamenti del caso. I militari dell’Arma, guidati dal comandante Massimo Nasti, hanno lanciato un appello chiaro alla cittadinanza: non effettuare alcun pagamento e non rispondere ai messaggi ricevuti. L’Iban allegato alla richiesta, infatti, risulterebbe riconducibile ai truffatori e non al parroco. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palma Campania, che attraverso un post sui social ha invitato i cittadini alla massima attenzione: «È stato hackerato il telefono del nostro parroco Don Antonio Nunziata. In queste ore stanno arrivando numerosi messaggi con richieste di prestito. È una truffa. Non rispondete». Il primo cittadino ha inoltre espresso solidarietà a Don Antonio per quanto accaduto. L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno, sempre più diffuso, delle truffe digitali che sfruttano identità conosciute e figure di riferimento della comunità per guadagnare fiducia e colpire un numero elevato di persone. Un caso che invita alla prudenza e alla verifica diretta prima di rispondere a qualsiasi richiesta di denaro, anche quando proviene da contatti apparentemente affidabili.

Giunta Fico vara salario minimo negli appalti pubblici. Il plauso di Auriemma

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  “La Regione Campania introduce un criterio chiaro: negli appalti pubblici verranno premiate le aziende che garantiscono ai lavoratori almeno 9 euro lordi l’ora. È questo il primo disegno di legge approvato dalla Giunta regionale guidata da Roberto Fico, una scelta che mette al centro la dignità del lavoro e lancia un segnale politico forte e chiaro fin dai primi passi di questa nuova amministrazione. Un risultato che nasce da un impegno portato avanti nel tempo, anche a livello nazionale, e che oggi diventa finalmente concreto grazie a un Presidente espressione del M5S. Continueremo a incalzare il Governo nazionale chiedendo l’introduzione del salario minimo, per affrontare il grave problema dei bassi salari e contrastare il lavoro povero, ancora troppo diffuso, come evidenziato anche dall’ultimo rapporto Svimez presentato ieri a Napoli dal Direttore Generale Luca Bianchi, alla presenza del Presidente Giuseppe Conte. Da anni ci battiamo per un Paese più giusto. Questa è la direzione giusta”. Così Carmela Auriemma, vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati

Pedopornografia, ad Acerra siglato un protocollo d’intesa per tutelare i ragazzi dai pericoli del web

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ACERRA – Prevenzione ed informazione per tutelare i ragazzi dai pericoli del web. E’ l’obiettivo che si prefigge l’amministrazione comunale di Acerra sostenendo la rete tra istituzioni, scuola e famiglie. Se ne è discusso nel corso di un incontro promosso in particolare dall’assessore alla Formazione Milena Tanzillo in collaborazione con l’Associazione Meter che si è tenuto nella Scuola Caporale sui temi della pedopornografia e della pedocriminalità, con la partecipazione, tra gli altri, di Rosaria D’Anna, referente locale di Meter. “Garantire i  minori rappresenta una priorità assoluta – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – iniziative come questa rafforzano il ruolo della prevenzione e della formazione”. In questa direzione va anche il protocollo d’intesa stipulato tra il Comune di Acerra e l’Associazione Meter, che ha visto la partecipazione in collegamento con don Fortunato Di Noto. “Un impegno concreto e continuativo – aggiunge il sindaco – non un atto formale, ma una scelta di responsabilità per esserci, prevenire e accompagnare le famiglie in un percorso di consapevolezza. Proteggere i minori significa ascoltare, informare ed educare, perché solo insieme possiamo difendere ciò che abbiamo di più prezioso, i nostri ragazzi”. “La scuola è il luogo privilegiato in cui avviare un dialogo serio e consapevole su temi complessi come la pedocriminalità, perché è qui che si costruiscono gli strumenti critici per leggere la realtà – l’analisi del’Assessore alla Formazione Milena Tanzillo – ringrazio la Dirigente Scolastica Rosa Esca e l’Associazione Meter per aver condiviso un percorso che mette al centro la cultura della formazione È fondamentale che istituzioni, famiglie e mondo educativo agiscano in modo coordinato, superando l’idea che la tutela dei minori sia una responsabilità individuale. Solo attraverso una rete attiva e competente possiamo creare ambienti sicuri e offrire ai nostri ragazzi la possibilità di crescere protetti, informati e liberi”. Nel corso dell’evento è intervenuto Carlo Di Noto, direttore dell’Associazione Meter, che ha spiegato come “la pedocriminalità si nutra spesso del silenzio e della disinformazione. Informare gli adulti, educare alla consapevolezza digitale e rompere l’indifferenza è oggi una responsabilità imprescindibile per proteggere i minori e restituire loro dignità e sicurezza”. Meter richiama inoltre l’attenzione sul ruolo dei social media, sottolineando come le famiglie non possano esporre i minori online per fini di visibilità o monetizzazione: quegli spazi, infatti, non sono neutri e, anche tra i commenti apparentemente innocui, possono celarsi soggetti pedocriminali che osservano, raccolgono informazioni e alimentano dinamiche di sfruttamento.