Somma, il Liceo Torricelli premiato al concorso “Io non dimentico” della Fondazione Valenzi

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Somma Vesuviana. Il Liceo Scientifico “E. Torricelli” ha partecipato alla VI edizione del concorso “Io non dimentico”, promosso dalla Fondazione Valenzi per l’anno scolastico 2025/2026 e rivolto agli studenti del primo e del secondo ciclo di istruzione della Regione Campania.

Il concorso era dedicato alla realizzazione di elaborati su due tematiche di rilievo storico e civile: la Shoah, con particolare attenzione alle persecuzioni razziali e ai diritti negati, e il Porrajmos, lo sterminio del popolo rom durante il nazifascismo.

L’istituto ha ottenuto riconoscimenti in entrambe le categorie previste dal bando. Il premio per la categoria Porrajmos è stato assegnato alle studentesse Camilla D’Errico, Francesca Di Matola, Alessia Morni, Ilaria Pia Palmese e Claudia Pizza della classe V BSA (indirizzo Scienze applicate). Una menzione speciale per la categoria Shoah è stata conferita a Ludovica Maria Musiello, studentessa della classe IV B (indirizzo Scientifico Cambridge).

L’elaborato vincitore nella categoria Porrajmos, intitolato La ruota spezzata, è il risultato di un lavoro multidisciplinare che ha previsto la realizzazione di un oggetto tridimensionale tramite stampa 3D, la produzione di un testo poetico e la realizzazione di un video. Il progetto prende spunto da un percorso di riflessione storica sul Porrajmos e utilizza come elemento simbolico la ruota a sedici raggi, emblema identitario del popolo rom e presente nella loro bandiera internazionale, rappresentata in forma spezzata.

Per la categoria Shoah, l’elaborato Le valigie chiuse consiste in un testo poetico che affronta il tema della deportazione e dello sterminio attraverso il simbolo delle valigie conservate nei musei della memoria. L’immagine diventa metafora delle vite interrotte e delle storie rimaste incompiute, richiamando il tema della responsabilità della memoria collettiva.

La cerimonia di premiazione si è svolta martedì 27 gennaio 2026, in occasione della Giornata della Memoria, presso il Teatro Trianon Viviani di Napoli, dalle ore 9:30 alle 13:00. All’incontro hanno preso parte autorità cittadine, rappresentanti della Fondazione Valenzi, dell’associazione di promozione sociale “Chi Rom e Chi no”, docenti e studenti.

L’evento è stato condotto da Federico Quagliuolo, fondatore di Storie di Napoli, e ha incluso un intervento musicale di Gennaro Spinelli con la band Romani Project. Nel corso della mattinata è stato inoltre proiettato il cortometraggio d’animazione Rukeli di Alessandro Rak, realizzato in collaborazione con l’associazione Chi Rom e Chi no e con gli studenti dell’Istituto Galileo Ferraris di Napoli, dedicato alla figura del pugile rom Johann “Rukeli” Trollmann, campione dei pesi medi nella Germania nazista.

Bonifiche ad Acerra, Comune contro Regione: dimenticati i pozzi per analizzare falda acquifera

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ACERRA – Bonifiche, il Comune alla Regione: avete dimenticato l’attivazione dei pozzi pilota che servono per il monitoraggio e la messa in sicurezza della falda acquifera. E’ quanto chiede l’amministrazione comunale di Acerra che ha approvato la Delibera di Giunta comunale n. 13 del 2026 nella quale si invoca la Regione al pieno rispetto delle sentenze del Tar e della relazione finale del commissario ad acta. La Direzione Generale del Ciclo Integrato dei Rifiuti della Regione Campania, infatti, lo scorso 20 Gennaio, dopo esplicita richiesta della Giunta Comunale e del Consiglio Comunale, aveva chiesto di appostare nel Bilancio Regionale i fondi – 5 milioni di euro – per ultimare la messa in sicurezza e la bonifica di Calabricito (3 milioni di euro) e per le indagini, la caratterizzazione e i primi interventi di messa in sicurezza di Località Tappia (1 milione) e Porchiera Pantano (1 milione). Nella richiesta proveniente dal Comune di Acerra attraverso la Delibera di Giunta Comunale n. 6, tuttavia, era previsto anche l’intervento di messa in esercizio di due pozzi pilota che servono per il monitoraggio e la messa in sicurezza della falda acquifera. Intervento che però non ha trovato riscontro nella comunicazione della Direzione Generale del Ciclo Integrato dei Rifiuti della Regione Campania e che ha portato la Giunta Comunale a richiederne l’attuazione attraverso apposito provvedimento. Si tratta, nello specifico, di due pozzi pilota che furono realizzati per la messa in sicurezza d’emergenza della falda, con allacci volti al riutilizzo delle acque trattate ai fini irrigui o industriali ricadenti in zona Asi, uno in località Sannereto, nel vallo idrogeologico dell’ex stabilimento Montefibre e il secondo in località Aria di Settembre, nel vallo idrogeologico della Fiat). Due interventi previsti nell’Accordo di Programma del 2009, che deve essere rispettato secondo quanto stabilito dalle sentenze del Tar e dalla relazione finale del commissario ad acta.    

A Torre Annunziata si terrà la Marcia diocesana della pace

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Riceviamo e pubblichiamo   L’Azione cattolica della Diocesi di Nola invita a fare spazio alla pace e i soci rispondono con gioia. Sono attese infatti più di 1500 persone – adulti, ragazzi, giovani, famiglie – alla Marcia diocesana della pace “Uno spazio di pace”, in programma, a Torre Annunziata, sabato 31 gennaio 2026.  L’appuntamento è per le 16:00 presso lo Stadio comunale da dove prenderà il via il corteo che giungerà, verso sera, al Santuario della Madonna della Neve. «Come associazione continueremo a dire che la pace “è sempre possibile”: lo facciamo ogni anno attraverso le marce cittadine promosse dalle associazioni parrocchiali di Ac, ogni tre anni con la marcia diocesana. E vogliamo continuare a farlo girando il territorio, i cui comuni diocesani sono purtroppo spesso associati a luoghi in cui non c’è pace. Il corteo colorato che sfilerà per le strade di Torre Annunziata sarà il corteo di chi si schiera da una certa parte della storia per dire che la pace è ancora possibile, che la pace è un dovere, non solo una possibilità, che la pace va costruita. E lo ribadiremo pur sapendo che la pace dipende molto da chi ha responsabilità governative a vari livelli. Ma sarà anche il corteo di chi sa che la pace è possibile se si educa ad una cultura della pace, alla risoluzione dei conflitti, che fanno parte del quotidiano, con il dialogo, sminando, per così dire, le motivazioni», ha dichiarato il presidente dell’Ac di Nola, Vincenzo Formisano. Momento centrale della Marcia sarà la testimonianza di Lina Morcos, operatrice di pace, consacrata del Movimento dei Focolari. Giordana, di origini palestinesi, Lina Morcos è laureata in Economia e ha conseguito anche il Baccellierato e la Licenza in Teologia fondamentale a Napoli. Ha vissuto a Gerusalemme per tredici anni, lavorando con la Caritas locale e nel campo del dialogo interreligioso; a Damasco, in Siria, per quattro anni, durante la guerra, come responsabile dell’ufficio del Catholic relief services, coordinando diversi progetti umanitari a favore della popolazione locale. Essere il 31 gennaio a Torre Annunziata è per lei una grande emozione e responsabilità: «So che Torre Annunziata non è un territorio semplice – ha dichiarato Morcos al giornale della Diocesi di Nola, inDialogo -. Pensiamo spesso che le guerre siano quelle che accadono lontano da noi, dove c’è distruzione, dove cadono le bombe. Io penso che ogni città, piccola o grande, ha le sue ferite. Allora, essere lì, il 31 gennaio, a Torre Annunziata, insieme a tanti giovani e tante famiglie, vuol dire per me gridare insieme che scegliamo la pace nel quotidiano, che vogliamo portare la pace lì dove siamo». La Marcia si concluderà presso il Santuario della Madonna della Neve, per affidare alla amata protettrice di Torre Annunziata la costruzione della pace nel territorio diocesano. A guidare il momento di preghiera sarà il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che nel messaggio rivolto alla Chiesa di Nola per Natale aveva sottolineato la preoccupazione per la brevità delle Amministrazioni e lanciato un appello ai politici: «Lo dico con delicatezza e fermezza al termine di un anno complesso nel panorama politico dei nostri territori – scriveva monsignor Marino -. Non è certamente mio compito fare analisi o previsioni politiche, ma è un dato preoccupante che troppo spesso le maggioranze amministrative, compaginatesi nelle urne elettorali, svaniscano già nei primi mesi di governo delle città. Quest’anno tanti, troppi sindaci in Italia, anche nella nostra diocesi, si sono dimessi dal loro servizio per mancanza di appoggio interno o per infiltrazioni malavitose. Come si può costruire la pace se manca il dialogo e la capacità di mediare nel piccolo della gestione delle nostre realtà in nome del bene comune? La pace si costruisce attraverso la bellezza di incontri; nel lavoro “artigianale” del fare rete, come affermava Papa Francesco. Faccio appello, pertanto, agli uomini e alle donne della politica: sappiate che la disponibilità a lavorare per il bene comune, non solo rende più vivibili le nostre città, ma educa i più giovani ad una mentalità di pace. Disarmate gli interessi di parte, le logiche meschine di tornaconto, i privilegi di partito e le piccinerie di una campagna elettorale permanente. Aiutateci a costruire la civiltà dell’amore, che Dio incarnandosi ha voluto ridonarci e renderci possibile nella misura in cui ci riferiamo ai suoi insegnamenti! Da voi, come comunità cristiana, non ci aspettiamo semplicemente l’allestimento dell’albero di Natale e il presepe in piazza, ma la garanzia del lavorare generosamente per la promozione umana e la diffusione dei valori cristiani ali. Siamo sempre disponibili a creare occasioni d’incontro, nella diversità e nel rispetto dei ruoli, con l’intento sinergico di organizzare la speranza della nostra gente».

Spaccio ad Acerra, polizia mette a segno 2 arresti: sotto sequestro coca e fumo

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  Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli volti ad intensificare il controllo del territorio e a contrastare i fenomeni di traffico di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 20enne ed un 34enne, entrambi di Acerra, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti del Commissariato di Acerra, nel transitare in via Matteotti ad Acerra, hanno esperito un servizio di osservazione nei confronti di due soggetti fermi nei pressi di uno stabile. In quei frangenti, uno di essi, dopo aver prelevato qualcosa da una busta poco distante, l’ha consegnata ad una persona in cambio di denaro; quest’ultima si è poi allontanata frettolosamente. L’altro soggetto, invece, svolgeva funzioni di “vedetta”. Preso atto di quanto riscontrato, i poliziotti sono prontamente intervenuti per interrompere l’iter criminoso e bloccato i due indagati, trovando uno di essi in possesso di circa 50 euro, evidente provento dell’attività delittuosa; inoltre, gli operatori hanno recuperato la busta al cui interno hanno rinvenuto 10 stecche di hashish per un peso complessivo di circa 21 grammi e 16 dosi contenenti 4 grammi circa di cocaina. Per tali motivi, gli indagati sono stati tratti in arresto dal personale operante

Referendum Costituzionale: riceviamo una riflessione dall’avvocato Vincenzo Nocerino

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“Perché  votare  No al Referendum Costituzionale. Questo non è un articolo per professori o per addetti ai lavori . È un ragionamento semplice, pensato per chi vive ogni giorno i problemi di questo Paese e vuole capire cosa c’è davvero in gioco quando si parla di Costituzione. In un paese vesuviano come il nostro, i problemi concreti sono : lavoro che manca, servizi, nessuno escluso,  che funzionano a metà, sicurezza fragile, giovani che vanno via, decisioni prese lontano. In contesti così, la Costituzione non è una cosa astratta: è l’unica difesa che resta ai cittadini quando il potere diventa distante. La Costituzione serve soprattutto a questo: limitare e distribuire il potere, garantire equilibri, controlli, rappresentanza. Non promette miracoli, ma mette argini. E senza argini né limiti, nei territori più fragili, il rischio è sempre lo stesso: che pochi decidano per tutti. Nei nostri paesi questo rischio non è teorico. Nel tempo si sono consolidati sistemi di consenso fatti di relazioni personali, pacchetti di voti, abitudini che si ripetono. Quando il voto perde valore e la politica diventa gestione di interessi, il cittadino libero si ritrae. Nasce così l’astensionismo, che non è disinteresse ma rassegnazione. È qui che il tema della Costituzione torna centrale. Molti cittadini, di fronte a questo quesito, dicono una cosa semplice: “Non capisco i tecnicismi, so solo che la giustizia non funziona”. È una sensazione comprensibile. Ma il problema non è solo la lentezza dei processi. Il problema vero è chi controlla chi. La Costituzione ha voluto una magistratura autonoma proprio per evitare che chi indaga dipenda da chi governa. Per questo esiste un solo CSM: a tutela dell’indipendenza della magistratura. La riforma propone di separare il CSM e di creare anche un CSM dei Pubblici Ministeri che rischia di finire sotto l’influenza del potere politico. Questo significa una cosa molto semplice: chi esercita l’azione penale potrebbe dipendere da chi detiene il potere. E quando chi controlla il potere dipende dal potere stesso, non si rafforza la giustizia, si indebolisce la tutela dei cittadini. Qui non si tratta di difendere una corporazione o dei privilegi. Si tratta di difendere un principio fondamentale voluto dalla Costituzione: la separazione dei poteri. Un principio che serve soprattutto a chi non ha forza, protezioni o relazioni. In contesti fragili come il nostro, dove il potere è spesso concentrato e la fiducia è bassa, indebolire questi equilibri è un rischio serio. Quando le garanzie si riducono, a pagare non sono i potenti, ma i cittadini comuni. La politica, soprattutto in questi territori, dovrebbe avere una funzione chiara: ricostruire legami, ascoltare, includere, tenere insieme la comunità. Senza attenzione alle persone e alle relazioni sociali, ogni riforma rischia di essere giusta sulla carta ma sbagliata nella realtà. Per questo, in un paese come il nostro, votare No non è un gesto ideologico. È una scelta di prudenza e di responsabilità. È dire che le regole comuni vanno cambiate solo se rafforzano la democrazia, non se la rendono più debole. Questo vale soprattutto per i giovani. Senza conoscere la Costituzione non si sceglie davvero, si subisce. Spiegare perché si vota No significa dare strumenti per capire, non imporre un’idea. Una Costituzione senza padroni è una Costituzione che non si affida all’uomo forte di turno, ma a regole che valgono per tutti, anche — e soprattutto — quando il potere sbaglia. Nei paesi come il nostro questa non è teoria. È una necessità concreta. Per queste ragioni, votare No non è un atto di contestazione , ma una scelta consapevole. È fiducia nella maturità degli elettori e nella loro capacità di difendere le regole comuni. La Costituzione appartiene a tutti i  cittadini Italiani , non a chi governa temporaneamente. Ed è ai cittadini che spetta, ancora una volta, custodirla con responsabilità. Da  Vincenzo avv.Nocerino,  in difesa dell’equilibrio delle regole Costituzionali”.  

Marigliano: sequestrata arma giocattolo usata per intimidire, blitz in villa

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Proseguono senza sosta a Marigliano i controlli mirati in materia di sicurezza urbana, con un rafforzamento della presenza della Polizia Municipale nelle zone più sensibili della città. L’attività di vigilanza si sta concentrando in particolare nel centro cittadino, area quotidianamente frequentata da giovani, famiglie e anziani, con l’obiettivo di prevenire episodi di illegalità e aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini.

Un’attenzione specifica è stata rivolta alla zona della villa comunale, considerata uno dei principali luoghi di aggregazione. Proprio nei pressi dell’area verde, nella giornata di martedì 27 gennaio, gli agenti della Polizia Municipale hanno rinvenuto e sequestrato un’arma che, a seguito di accertamenti, è risultata essere un giocattolo. L’oggetto, tuttavia, riproduceva in modo estremamente fedele un’arma da fuoco reale, tanto da poter essere facilmente scambiato per una pistola vera. Secondo le prime ipotesi investigative, il finto revolver potrebbe essere stato utilizzato a scopo intimidatorio.

Sono attualmente in corso approfondite indagini per risalire all’identità della persona che deteneva l’arma giocattolo. Gli accertamenti si stanno concentrando anche sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, recentemente potenziati dall’amministrazione comunale.

«Il nostro obiettivo è rafforzare la percezione di sicurezza nella cittadinanza», ha dichiarato il comandante della Polizia Municipale, Nacar. «Un primo passo importante è stato compiuto con il ripristino e l’implementazione del sistema di videosorveglianza pubblica sul territorio. Nei prossimi giorni organizzeremo controlli ancora più mirati, anche con l’impiego di personale in borghese, per prevenire la commissione di reati violenti e tutelare la collettività».

Business del traffico di rifiuti nel Vesuviano: 12 indagati e sequestri per oltre mezzo milione di euro

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C’è anche l’area vesuviana al centro della maxi inchiesta che ha portato allo scoperto un articolato business illegale legato allo smaltimento dei rifiuti, con un giro d’affari stimato in circa 530mila euro. I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, insieme ai militari dei comandi provinciali di Napoli, Caserta e Salerno, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici persone, accusate a vario titolo di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Otto indagati sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre per altri quattro è scattato l’obbligo di dimora. L’indagine, partita nell’ottobre 2023 e sviluppata nel corso di diversi mesi, ha consentito di ricostruire un sistema strutturato che avrebbe operato tra le province di Napoli, Caserta e Salerno, con un ruolo centrale di società e soggetti riconducibili anche al territorio vesuviano. ùSecondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe gestito in maniera illecita rifiuti speciali pericolosi e non, tra cui scarti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata dei rifiuti urbani, provenienti soprattutto da impianti del Napoletano e del Casertano, eludendo le procedure previste dalla normativa ambientale per abbattere i costi di smaltimento. Le investigazioni, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, videoriprese e analisi documentali, hanno fatto emergere tre distinti canali di smaltimento: il conferimento irregolare dei rifiuti presso l’isola ecologica e successivamente nello STIR di Battipaglia, l’abbandono degli scarti in siti abusivi, anche in aree di pregio naturalistico e fuori regione, e l’interramento dei rifiuti nel territorio di Roccadaspide, all’interno di un’area riconducibile a una locale azienda suinicola, con gravi danni ambientali. Fondamentale per il funzionamento del sistema sarebbe stata la falsa classificazione dei rifiuti già negli impianti di produzione, accompagnata dalla redazione di documentazione fittizia e fatture false per giustificare trasporti e conferimenti mai avvenuti. Contestualmente alle misure cautelari personali, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di due impianti coinvolti nel circuito illecito, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e somme di denaro ritenute profitto dei reati contestati. Tra i destinatari degli arresti domiciliari figurano Giovanni Moccia, 40 anni, di San Giuseppe Vesuviano, Salvatore Agovino, 37 anni, di Scafati, Domenico Coppola, 62 anni, di Pompei, Gaetano Crescenzo, 44 anni, di Nocera Inferiore, Giuseppe Impembo, 43 anni, di Salerno, Ilario Vernieri, 54 anni, di Salerno, Vincenzo Coppola, 50 anni, di Pagani, e Bernardo De Prisco, 63 anni, di Pagani. L’obbligo di dimora è stato disposto per Rosario Vernieri, 25 anni, di Salerno, Giuseppe Figari, 47 anni, di Santa Maria Capua Vetere, Franco Moccia, 38 anni, anche lui di San Giuseppe Vesuviano, e Bruno De Prisco, 41 anni, di Nocera Inferiore. Misure reali sono state infine applicate alle società Polimec srl di Sarno, Peppotto-Fer srl con sede operativa a Villa Literno, CRD srl di Pagani e Mocciafer srl di San Giuseppe Vesuviano, ritenute parte integrante del sistema illecito smantellato dai carabinieri.

Furto alla cabina ferroviaria a Marigliano

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Nella notte, a Marigliano, è avvenuto un furto alla cabina ferroviaria che ha provocato l’interruzione della linea ferroviaria

Questa notte, intorno alle 3:15, i Carabinieri della stazione di Marigliano sono intervenuti sulla tratta ferroviaria Cancello-Sarno per dei danneggiamenti ai danni delle Ferrovie dello Stato, a seguito di un grave episodio di furto.

I militari, intervenuti al km 6+244 in Via del Carmine, hanno trovato la cabina di comando forzata e l’impianto elettrico rimosso, nei pressi della postazione di controllo dei passaggi a livello.

Stando ad una prima ricostruzione degli eventi, i ladri avrebbero rubato dei componenti importanti per la gestione del traffico ferroviario, mettendo a rischio il sistema di controllo.

I danni non sarebbero finiti qui. Infatti, oltre al furto dei componenti, sarebbe esploso un incendio interessando i circuiti elettrici della cabina. Il rogo ha aggravato la situazione, richiedendo l’intervento dei tecnici per la messa in sicurezza della zona.

Le conseguenze sono state ingenti, la linea Cancello-Sarno è stata immediatamente interrotta, causando disagi sulla circolazione ferroviaria e rendendo la situazione difficile per viaggiatori e pendolari.

Le Ferrovie dello Stato sono intervenute tempestivamente , lavorando efficacemente per ripristinare la funzionalità degli impianti.

Le Forze dell’Ordine stanno lavorando per risalire ai responsabili, avviando un’indagine e acquisendo le immagini delle telecamere di video sorveglianza. Sono state raccolte le testimonianze di eventuali testimoni e hanno analizzato le modalità del colpo che lasciano supporre ad un’azione mirata e pericolosa.

Questo tipo di colpi è ben noto e sono sempre più rischiosi, arrivando a mettere fuori uso intere tratte ferroviarie, causando disagi e preoccupazioni nella popolazione.

Plessi scolastici accorpati, il nuovo piano 2026/2027: coinvolte scuole di Pomigliano, Saviano e Torre del Greco

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Ormai è ufficiale: la giunta della Regione Campania ha approvato un nuovo piano ridimensionato della rete scolastica per l’anno 2026/2027. Differentemente da quanto avvenuto sotto la guida di De Luca, la nuova giunta ha deciso di adottare una linea indubbiamente prudente, per evitare eventuali problematiche future. Il piano conferma i 23 accorpamenti tra le scuole di cui si era già parlato a fine 2025, con molti plessi che perderanno la propria autonomia. Si tratta di scuole situate in ogni parte della Campania, le quali continueranno con la propria offerta formativa, ma non avranno più un dirigente scolastico proprio, in quanto sarà condiviso con altre scuole di riferimento. Tra tutti questi plessi, vi sono anche scuole situate a Pomigliano D’Arco, Saviano e Torre del Greco che l’anno prossimo dovranno adeguarsi alla nuova direttiva regionale a causa di un calo delle iscrizioni. A Pomigliano D’Arco sono previste ben tre nuove costituzioni di Istituti Comprensivi: nascerà, infatti, il nuovo IC Ponte-Omero, che comprende i plessi Omero, Mazzini e quelli del Capoluogo Ponte e Rodari; l’IC Catullo che unisce i plessi Catullo, Sulmona e San Giusto; confermato anche l’IC Falcone-Paciano con i Plessi Siciliano, Don Milani e Fratelli Bandiera. A Saviano, invece, il Circolo Didattico Saviano sarà accorpato a partire dal prossimo anno all’Istituto Comprensivo Ciccone. A Torre del Greco, infine, sono stati confermati gli accorpamenti tra le scuole Don Milani. Leopardi e Sauro-Morelli. La decisione è stata ormai ufficializzata al fine di evitare il commissariamento ed eventuali ricadute negative sui singoli plessi e sulla didattica scolastica. Nonostante in questi mesi vi era la speranza di riuscire a trovare una soluzione diversa da quella effettivamente applicata, l’anno prossimo queste scuole non potranno, dunque, fare altro che adeguarsi al meglio alle nuove scelte della Regione, con l’unico obiettivo di portare avanti l’insegnamento a tutti gli alunni dei plessi coinvolti.

Banditi fanno esplodere il bancomat del Monte Paschi a Nola

  Un assalto violento e potenzialmente pericoloso quello avvenuto nella notte a Nola, dove un bancomat della banca Monte dei Paschi di Siena è stato fatto esplodere intorno alle ore 3 in via Fonseca. L’episodio ha provocato ingenti danni allo sportello automatico e all’edificio che lo ospita, situato nei pressi di una sala bingo. Secondo una prima ricostruzione, ignoti avrebbero posizionato un ordigno contro l’ATM, facendolo esplodere nel cuore della notte. La deflagrazione ha distrutto completamente il bancomat e causato il distacco di porzioni di muratura e componenti metalliche, finite sulla carreggiata. Il boato è stato così forte da essere udito anche a distanza, generando allarme tra i cittadini. Non risultano feriti, ma restano da valutare con attenzione i danni strutturali riportati dallo stabile. Le verifiche tecniche sono in corso per accertare eventuali criticità legate alla sicurezza dell’edificio e delle attività presenti al suo interno. Non è stato ancora chiarito se i responsabili siano riusciti a portare via il denaro contenuto nel bancomat. Gli accertamenti sono in corso e riguardano anche l’interno dello sportello automatico, oltre all’area circostante. Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente per mettere in sicurezza la zona ed effettuare i rilievi necessari. Le indagini mirano ora a ricostruire ogni fase dell’azione criminale e a identificare gli autori, anche attraverso l’analisi delle telecamere presenti lungo via Fonseca e nelle attività commerciali vicine. L’episodio riaccende l’attenzione sugli assalti agli sportelli automatici, fenomeno che continua a rappresentare un serio rischio per la sicurezza pubblica. Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore.