Intanto versa ancora in coma l’albanese preso a fucilate alcune ore dopo l’agguato ad Aniello Esposito.
Lunedi scorso, nello spazio di sette ore, sono successe due cose davvero strane nel circondario di Acerra. Poco dopo le 8 di sera alcuni tizi, forse due, probabilmente in moto, hanno sparato nell’auto guidata da Aniello Esposito, imprenditore di 35 anni, di Afragola, che si occupa di accoglienza degli immigrati e di smaltimento dei rifiuti. L’agguato è avvenuto nella zona delle “Cinquevie”, a poca distanza dall’abitato di Acerra ma nel territorio di Afragola. Esposito è il marito di Cristina Acri, consigliera comunale di Afragola, all’opposizione. Candidata nella lista di Fratelli d’Italia (destra) alle elezioni amministrative del giugno scorso, la Acri ha ottenuto una valanga di voti: ben 1596. La polizia indaga ma a quanto pare il consorte della politica non sta fornendo le dritte giuste per risalire ai componenti del commando che ha fatto fuoco su di lui. Non si riesce nemmeno a capire con esattezza se i presunti motociclisti ( questa almeno è l’ipotesi, cioè che gli aggressori stessero a bordo di un mezzo a due ruote) abbiano fatto fuoco per uccidere o per ferire soltanto. Esposito, ricoverato nella vicina clinica villa dei Fiori di Acerra, è stato trovato dai medici con due colpi di pistola in un ginocchio e in una coscia. Gli stessi medici che alcune ore dopo si sono visti impotenti di fronte a un altro arrivo al pronto soccorso, quello di un albanese di 29 anni che è stato scaricato davanti alla clinica da un’auto in cui c’erano alcune persone incappucciate (anche in questo caso si tratta di ipotesi ). Il giovane è giunto nel nosocomio acerrano in condizioni disperate per cui i sanitari ne hanno disposto il trasferimento al Cardarelli. Qui l’albanese è stato operato: gli hanno estratto dal torace 30 colpi di fucile. Ma si trova ancora in coma nel grande ospedale partenopeo.


