Procedura di mobilità per 32 addetti.
Un’altra mazzata occupazionale sulle cliniche private convenzionate: 32 licenziamenti a Pomigliano e conseguente protesta a Napoli, davanti alla Regione. I lavoratori delle cliniche ex San Felice e Meluccio hanno manifestato in mattinata davanti agli uffici dell’assessorato regionale alla sanità, al centro direzionale. Dunque, dopo un anno di tregua si riaccende la vertenza delle cliniche private convenzionate con le asl in provincia di Napoli. Ieri mattina infatti i lavoratori delle cliniche ex San Felice e Meluccio, di Pomigliano, e Santa Maria La Bruna, di Torre del Greco, hanno formato un presidio davanti alla sede dell’assessorato regionale alla sanità, al centro direzionale di Napoli. Nelle due strutture di Pomigliano la proprietà ha avviato 32 licenziamenti. Infermieri e tecnici di laboratorio sono da tagliare. Ed è scattato lo sciopero: addetti sul piede di guerra e servizi ridotti. Da qualche tempo le cliniche ex San Felice e Meluccio di Pomigliano sono state rilevate dal gruppo imprenditoriale Medicina Futura. Fino a poco tempo fa sembrava però che qui le cose stessero andando bene visto che appena a giugno il patron di MF, Salvatore Improta, ha inaugurato nella ex clinica San Felice, ribattezzata “Ios”, un nuovo servizio sanitario. Un evento il cui taglio del nastro ha visto come protagonista il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, e che è stato benedetto dalla sorridente presenza del vescovo di Nola, Beniamino Depalma. Ora però l’incantesimo è stato interrotto: c’è tensione nella clinica Ios. La vertenza sui licenziamenti è aperta. Tensione anche nella Meluccio. Ieri intanto i responsabili territoriali dei sindacati di categoria si sono incontrati con i dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità. La partita ovviamente si gioca sul fronte degli accrediti e, soprattutto, delle coperture e delle autorizzazioni da destinare al settore privato.



