I legali Pisani e Papais hanno querelato l’ospedale Cardarelli e chiesto il sequestro della cartella clinica della donna, morta a 44 anni nel Cardarelli per un ictus che i medici non hanno potuto controllare a causa dell’assenza di una tac per obesi. Ma anche del mancato trasferimento in un posto più attrezzato.
Si sono svolti ieri, nella chiesa della Beata Vergine di Lourdes, a Ponticelli, i funerali di Rosa Sessa, la donna di 44 anni colpita da un ictus e morta lunedi nell’ospedale, dopo cinque giorni di inutile permanenza al Cardarelli e di cure inadeguate a causa dell’assenza di attrezzature e, in qualche caso, anche della dichiarata indisponibilità del personale sanitario. Dopo il corteo funebre il feretro della donna è stato accolto nel suo rione, il rione Santa Rosa, al limite tra i quartieri di Barra e di Ponticelli.
“Ti hanno uccisa i tagli alla sanità”, lo striscione appeso nei pressi del piazzale in cui tutto il caseggiato, donne, vecchi, bambini, ragazzi, ha atteso l’arrivo della bara con dentro il corpo di Rosa. Gente con tra le mani dei palloncini bianchi ( la vittima dell’ennesima malasanità era nubile ), palloncini che sono stati fatti volare via tra gli applausi scroscianti della folla e le urla disperate di parenti e amici. La storia ha assunto i contorni della tragedia per il fatto che Rosa a causa del suo peso eccessivo, circa 200 chili, dopo essere stata colpita dal male, mercoledi scorso, non è riuscita a entrare nella tac dell’ospedale napoletano, concepita per normotipi e non per le persone particolarmente obese come lei. Per questo motivo i medici non hanno potuto diagnosticare in modo preciso il tipo di ictus che l’aveva colpita e la sua collocazione esatta. Cosa che non ha consentito cure ben calibrate. Poi la direzione sanitaria dell’ospedale non ha provveduto per tempo a trasferire Rosa nella clinica convenzionata Pineta Grande, dove i parenti e gli amici della donna erano riusciti a trovare da soli, e senza l’aiuto del personale sanitario, la tac per persone in grande sovrappeso.
Ma il trasferimento a Pineta Grande non c’è mai stato. Rosa è morta tra atroci tormenti. Intanto ieri mattina i suoi familiari – assistiti dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani e Gennaro Demetrio Paipais – hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica. La cartella clinica verrà posta sotto sequestro. “Chiederemo di disporre con urgenza – commentano gli avvocati Pisani e Paipais – il sequestro della cartella clinica e al di là di quelle che appaiono come gravissime disfunzioni organizzative del Cardarelli, approfondiremo l’aspetto medico-legale della vicenda per comprendere come mai, di fronte ad una paziente colpita da ictus cerebrale, nulla è stato fatto per effettuare la dovuta diagnosi ed i conseguenti interventi salvavita”.








