L’accusa è di peculato per aver utilizzato le auto del comune a scopo privato.
Il viaggio che ha messo sotto accusa il sindaco Raffaele Lettieri, un ex assessore, uno attuale e quattro consiglieri comunali è quello effettuato a Chianciano Terme nel settembre dello scorso anno. Nell’amena località toscana era in corso la festa dell’Udc, il partito del sindaco di Acerra e di buona parte della maggioranza consiliare della città. Subito dopo, però, è scattata la denuncia in procura da parte delle opposizioni di centrodestra.
Secondo l’esposto Lettieri, l’ ex assessore all’ambiente Vincenzo Angelico, l’attuale assessore alle attività produttive Cuono Lombardi e i consiglieri comunali Paolo Rea, Pino Puopolo, Giuseppe Terracciano e Giuseppe Castaldo avrebbe utilizzato in maniera del tutto ingiustificata auto, benzina e telepass municipali per recarsi al congresso dell’Unione di Centro. Quindi, ieri sera, l’avviso di conclusione delle indagini notificato dalla procura di Nola agli indagati. L’accusa è quella di peculato. Secondo quanto fatto sapere dal comune oltre che dell’uso delle auto blu si contestano anche 99 euro di pedaggio autostradale e 265 euro di benzina.
La magistratura contesta ai sette politici un utilizzo privato di beni pubblici. E’ la seconda tegola giudiziaria caduta sulla giunta Lettieri nel giro di pochi giorni. La prima c’era stata quando il pm De Franchis ha indagato il vicecomandante della polizia municipale, Giovanni Trezza, e altri tre dipendenti comunali per aver rubato ( questa l’accusa ) 19 porte in alluminio dal primo circolo didattico di Acerra, una scuola chiusa da tre anni e quindi soggetta a ogni genere di ruberia e di atti di vandalismo. ” A questo punto il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone – l’appello di Alessandro Cannavacciuolo, candidato alle regionali per il Movimento Cinque Stelle – deve intervenire: non è possibile più andare avanti in questo modo nel comune di Acerra, dove i politici ormai sono sotto inchiesta per tanti motivi, a partire dalla compravendita dei voti per finire al peculato “.







