Ieri il ministero dello Sviluppo Economico ha dato il via libera a un secondo periodo di cassa integrazione straordinaria per i due stabilimenti automobilistici campani di Pomigliano e Nola, dal 10 settembre di quest’anno al 10 settembre 2019. La prima tranche della cigs, di circa tre mesi, era già partita il 25 giugno scorso grazie a un accordo raggiunto presso l’assessorato al Lavoro della Regione Campania. Intanto l’accordo firmato ieri al MISE da governo, FCA e da tutti i sindacati di categoria prevede il rilancio sostanziale delle produzioni automobilistiche napoletane nell’ambito di un più complessivo impulso da conferire all’intero comparto auto nazionale. I responsabili di FCA hanno infatti garantito che l’azienda dettaglierà al più presto le nuove produzioni, 11 nuovi modelli Jeep e Alfa che saranno in gran parte prodotti in Italia e quindi anche a Pomigliano (4342 addetti) con il supporto del reparto logistico di Nola (280 addetti). 11 nuovi modelli per i quali sono già stati preventivati 45 miliardi di investimenti per la riorganizzazione e la ristrutturazione dei vari impianti. A ogni modo FCA ha anche dichiarato ai sindacati che la produzione della Panda sarà effettuata a Pomigliano fino al 2022, cosa che conferma le indiscrezioni giornalistiche dei giorni scorsi scaturite dalle assemblee di fabbrica tenute dai sindacati firmatari del contratto specifico aziendale. Comunque l’intesa di ieri prevede anche verifiche trimestrali. La prima si terrà a ottobre. L’accordo sulla cigs fino al settembre del prossimo anno ha nel frattempo suscitato reazioni molto positive da parte dei sindacati firmatari del contratto aziendale, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che giudicano l’intesa << proficua anche sotto il profilo salariale visto che è stata salvaguardata la maturazione degli istituti contrattuali di base >>. Complessivamente più cauta è la Fiom, che in un comunicato annuncia di << attendere la verifica di ottobre prima di giudicare l’effettiva validità di quest’intesa >>. Il mercato italiano dell’auto sta però facendo registrare un rallentamento rispetto all’Europa. << L’Italia – commenta Romano Valente, direttore generale UNRAE – chiude il primo semestre 2018 in rallentamento rispetto allo scorso anno. Evidentemente le evitabili anticipazioni sulle decisioni che potrebbero essere prese nel settore alimentano una generalizzata incertezza che finisce per avere riflessi anche sulla velocità di rinnovamento del parco circolante >>







