Da dieci anni il termovalorizzatore di Acerra sta incenerendo i rifiuti urbani provenienti dagli stir, gli impianti di trattamento dislocati nella varie province, rifiuti che sono prodotti dai 550 comuni della Campania, che al suo interno conta circa 6 milioni di abitanti. Ed è una valanga di rifiuti quella che entra nel forno dell’impianto acerrano: 730mila tonnellate all’anno, circa 2mila al giorno. Cifre da capogiro che sono state confermate ieri sera dalla stessa A2A, l’azienda milanese che gestisce l’impianto di proprietà della Regione Campania. 730mila tonnellate che però non rappresentano nemmeno soltanto un terzo dei rifiuti solidi urbani prodotti da tutti i comuni campani. Il resto finisce nelle discariche oppure nelle strade di periferia, nelle campagne o chissà ancora dove. Intanto la percentuale regionale di raccolta differenziata è di appena il 52 % mentre non si dispongono dati precisi su quante tonnellate di rifiuti differenziati finiscano effettivamente nel circuito virtuoso degli impianti di riciclaggio. Una situazione da pelle d’oca, dunque, quella sul fronte igienico sanitario. Un quadretto davvero poco confortante a cui si aggiunge la preoccupante notizia dei 35 giorni di stop consecutivi delle attività di incenerimento del gigante di contrada Pagliarone. Lo stop era stato programmato già da alcuni mesi dall’A2A a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, il meccanismo che recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti gira vorticosamente per produrre elettricità per 107 megawatt, cosa che fa di quest’impianto una centrale in grado di fornire energia a 200mila famiglie. Ma non era mai stato programmato un fermo così lungo. Finora le manutenzioni sono state mediamente di 10 giorni. Ora la questione è ben più problematica. Nel frattempo i comuni della Campania già avrebbero dovuto predisporre i siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti. Non lo hanno ancora fatto. Ieri il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, ha ribadito l’appello a tutti gli enti locali: “Trovate subito siti provvisori in grado di reggere circa due mesi”. E’ un conto alla rovescia spietato. Sempre ieri l’A2A ha confermato le date del fermo. Il termovalorizzatore chiuderà una delle tre linee d’incenerimento dal 26 al 31 agosto. Quindi tutte e tre le linee saranno chiuse completamente dal primo al 28 settembre. Intanto Napoli già è sommersa dai rifiuti in molti suoi punti, soprattutto di periferia. Ma situazioni di emergenza si stanno verificando anche in tanti altri comuni campani. A questo punto non ci resta che fare i dovuti scongiuri.







