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Energia: quanto mi costi !

 

Bollette pesanti  da Nord a Sud , mentre  riparte la discussione sul settore.  Il governo prepara un piano strategico per il 2017.

Cosa  bisogna fare per far scendere i costi dell’energia per famiglie ed imprese ? Una nuova strategia, risponde il governo. In questi giorni riprende corpo la  discussione  su nuovi indirizzi  di medio- lungo periodo per non far più soffrire cittadini ed imprese. Le bollette pesano.  Le linee energetiche tracciate quattro anni fa sono ormai superate. Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda e il premier Matteo Renzi, si sono impegnati  a presentare per i primi mesi del 2017 un piano  più efficace e soddisfacente. Sollecitazioni a fare in fretta sono arrivate dai deputati del Pd. In un question time alla Camera  hanno chiesto cosa concretamente si  vuole  fare. Non solo. Gli onorevoli di Renzi hanno chiesto anche riscontri su alcuni costi maggiorati di  smistamento di energia elettrica. Senza girarci troppo intorno, hanno parlato di “condotte anomale” a danno della collettività. Temi delicati, che toccano l’etica delle  imprese e il sistema dei controlli. Secondo gli interroganti gli italiani nel 2016, avrebbero sopportato oneri di “ circa un miliardo di euro, dovuti alla differenza fra l’energia effettivamente consumata/generata e acquistata/venduta nel mercato”.  Cautela prima di gridare allo scandalo e il governo ha avviato i suoi accertamenti.  Il punto vero  è che l’Italia deve  girare  pagina se non vuole restare indietro nel buon uso delle fonti di energia. Non ci può essere sviluppo e crescita dei territori se mancano gli indirizzi.  E tra il 2012 ed oggi   si  sono avute nuove direttive europee, balzo in avanti delle rinnovabili, progetti complessi  per  infrastrutture più estese,   impegni  sul clima  della Conferenza di Parigi. Marzio Galeotti ed Alessando Lanza,  due qualificati docenti universitari, hanno scritto su la voce.it  che la congiunzione tra fabbisogni energetici dei Paesi e  cambiamenti climatici  calza come il paradosso di Zenone. Tutte le volte che l’obiettivo sembra diventare prossimo, nuove scoperte, nuove sfide e più ambiziosi traguardi chiamano a raccolta i diversi Paesi. Proprio come nel paradosso filosofico, dove  Achille che dava 10 metri di vantaggio alla tartaruga senza mai però  raggiungerla. Rivoltando il principio ,invece, il governo  dice che  nei 2017 ci sarà una  rivisitazione  complessiva della strategia energetica, abbassando prima di tutto  la dipendenza dalle importazioni. Per l’elettricità si lavorerà su una  maggiore integrazione con gli altri mercati europei e sulla revisione delle produzione di fonti rinnovabile. Le bollette di tutti dovrebbero andar giù. C’è  consapevolezza di fare presto con un disegno ambizioso in linea con i principi della Commissione europea . Ci sarà posto un po’ per tutto ed entreranno  in gioco le aste per l’acquisto di  prodotti  nazionali. Ma si  guarderà anche oltre confine alla ricerca di capacità di energia dai Paesi vicini. In parte già avviene, anche se a dispetto di  quella  flessibilità del sistema da tutti richiesta. Dalle aree economicamente forti a quelle deboli.  Il distacco storico del Sud – fatto di minori consumi, morosità elevate, inefficienze, industrie in crisi – potrà essere superato con nuove reti , tariffe amministrate e concertazione territoriale. Nella discussione in Parlamento la volontà del governo è stata apprezzata. I deputati  hanno  ricordato che qualcosa è stato già fatto, come la semplificazione di alcune procedure e una maggiore liberalizzazione del mercato elettrico.  Non è sifficiente  ma non si è sentito nemmeno il ruolo delle Regioni.Dal mercato dell’energia ricavano qualche risorsa per i loro bilanci  e potrebbero programmare meglio in casa propria, per quanto gli è ancora concesso.  Possiamo pensare  che sarà il governo a farle  appasionare nella imminente strategia di medio-lungo periodo. A meno che non si voglia applicare anche  qui il paradosso di Zenone.

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