La scena “immortalata” dai velivoli di Capodichino sta facendo il giro dei social.
La foto è di quelle che fanno male, e parecchio. Immortala il gigantesco rogo di ieri pomeriggio del campo-discarica dei rom ubicato tra Afragola e Casalnuovo, il terzo incendio in poco più di un mese nello stesso posto, ed è stata scattata da un aereo turistico decollato da Capodichino. Già, proprio così: ora dagli oblò i turisti di tutto il mondo che visitano Napoli possono anche “ammirare” l’altro, terribile, volto della terra partenopea, funestata da brutture di ogni sorta, dalle orrende costruzioni della speculazione edilizia e, soprattutto, perchè più visibili dal cielo, dai fumi neri dei roghi tossici. Roghi che inglesi, americani, tedeschi o francesi, ma anche napoletani, stanno fotografando dalla comoda e più spettacolare posizione di un velivolo in fase di decollo. Ma veniamo a quello che è successo ieri. Alle quattro del pomeriggio hanno preso fuoco altre tonnellate di rifiuti ammassati attorno all’area delle ex baracche dei rom di contrada Mulino Vecchio. Prima c’erano stati altri due incendi: quello del 18 luglio e quello del 29 successivo. Il primo era stato devastante: una colonna di fumo nero invase l’aria di tutta la zona a est di Napoli. Comuni come Acerra, Pomigliano, Somma Vesuviana, Marigliano, Nola, sono stati seppelliti sotto le ceneri del rogo chimico di amianto e altri scarti pericolosi. Intanto ieri l’incendio stava per raggiungere la potenza di quello di quaranta giorni fa. Ma i vigili del fuoco lo hanno spento in circa quattro ore per fortuna. Nulla a che vedere con i due giorni che sono stati necessari la prima volta. A ogni modo quest’ultimo rogo è stato lo stesso pesante, bruttissimo, comunque devastante. A Casalnuovo e dintorni l’aria è rimasta irrespirabile. Fino a Pomigliano.







