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Sant’Anastasia, stalker in manette: fa esplodere petardi sotto casa della moglie. “Devi bruciare viva”

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Tommaso T., separato e padre di un bimbo, perseguitava la moglie fin da febbraio scorso. Le indagini dei carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Francesco Russo, con il coordinamento della Procura di Nola, hanno messo fine all’incubo della trentaquattrenne C. T. 

Telefonate, pedinamenti, minacce, molestie. Tommaso T. braccava la moglie separata e madre di suo figlio fino all’atto folle che lo ha poi portato in carcere, dopo aver fatto esplodere grossi petardi sotto l’abitazione della donna. L’uomo è un operaio di trentaquattro anni che lavora in una delle aziende automobilistiche della vicina Pomigliano d’Arco, ed è stato arrestato con l’accusa di stalking. Il gip del tribunale di Nola ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per atti persecutori e i carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Francesco Russo, lo hanno arrestato.  La storia andava avanti da febbraio scorso, fin da quando la coppia di sposi, genitori di un bimbo di otto anni, si era separata. Tommaso, avvezzo all’uso di sostanze stupefacenti, non si rassegnava alla separazione dalla moglie coetanea, così aveva preso ad aspettarla sotto casa, a perseguitarla con continue telefonate e minacce, con scenate di gelosia eclatanti. Un incubo per la donna, casalinga, che non riusciva più a condurre una vita normale. Un crescendo di vessazioni, spesso sfociate in comportamenti violenti, che avevano spinto la donna a denunciare l’ex marito, rivolgendosi ad un legale che aveva sporto querela con atti inoltrati in Procura. Denunce che hanno poi dato il via alle indagini dei carabinieri, accertando una serie di atti vessatori e violenti, angherie e sopraffazioni che avevano trasformato i giorni e le notti della giovane mamma in un incubo angosciante. Negli ultimi giorni la situazione si era fatta ancor più pesante per la moglie separata che doveva fronteggiare non solo le continue scenate di gelosia, le persecuzioni, i pedinamenti, le telefonate ma anche le liti per la custodia del figlio: i giudici hanno infatti stabilito che il padre può sì vedere il bambino ma soltanto alla presenza dei nonni paterni, mai da solo. Regole che Tommaso T. non accettava, restrizioni per le quali incolpava sempre lei, la moglie. Così ha deciso di spaventarla e la sera di mercoledì scorso si è munito di grossi petardi e si è recato nei pressi dell’abitazione della moglie, nel centro storico di Sant’Anastasia. Il raid è avvenuto in due tempi: l’uomo si è prima recato da solo, in auto, sotto casa della donna e ha lanciato il piccolo ordigno verso il portone. Lo scoppio ha danneggiato la vetrina di un parrucchiere adiacente all’abitazione. Ma Tommaso T. non si è accontentato, quel che voleva era spaventare la donna, mandarle un messaggio chiaro e preciso, farle capire di essere disposto a tutto. Perciò poco dopo è tornato sul posto, in compagnia di un’altra persona e dall’auto ha lanciato altri grossi petardi mirando sia al portone che alla vettura della moglie parcheggiata lì vicino, danneggiando entrambi. I carabinieri, nelle successive indagini coordinate dalla Procura di Nola, hanno ritrovato in suo possesso altri tre petardi della stessa tipologia di quelli usati per commettere il reato. L’uomo, già note alle forze dell’ordine per reati legati al consumo e al possesso di sostanze stupefacenti, è stato arrestato e si trova ora nel carcere di Poggioreale. Dovrà rispondere di atti persecutori e stalking che, per l’articolo 612 bis del codice penale, prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni.

 

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