venerdì, Maggio 1, 2026
13.8 C
Napoli

E’ meglio la Costituzione dei Padri o quella del sig. Renzi? E’ un falso problema: ma serve a distrarci da…

In un racconto di Dahl una donna uccide il marito colpendolo con un cosciotto d’agnello. La Costituzione è uno strumento: il suo valore dipende dalle intenzioni e dalla personalità di coloro che rappresentano le istituzioni e si servono di quello strumento. Una Carta Costituzionale perfetta non salva l’Italia dal disastro sociale.

 

La legge è uguale per tutti gli straccioni (Carlo Dossi).

 

Non se ne può più, ha detto Crozza. Le ragioni del Sì e le ragioni del No ce le portano in tavola in tutte le salse e a tutte le ore, anche Obama e Michelle si sono schierati, e se la fotografia mostrata da Crozza non è un trucco, anche i Watussi. Questa contesa è costruita intorno a un problema che è falso, prima di tutto in linea di principio: le norme costituzionali, come tutte le leggi, sono strumenti. Il loro valore dipende dalla volontà, dall’integrità morale, dalla competenza di chi applica quelle norme all’interno di uno spazio concreto, quello della società e della storia. L’intenzione dà forma e funzione allo strumento: in un celebre racconto di Roald Dahl l’arma del delitto con cui Mary Maloney uccide il marito è un succoso cosciotto di agnello usato come un bastone. La democrazia, osservava Ortega y Gasset, “è una pura forma giuridica”, incline a generare “le peggiori stravaganze” perché spesso è “incapace di orientarsi” sulla maggior parte degli aspetti della nostra vita quotidiana. E recentemente Eugenio Scalfari, di cui nessuno può mettere in dubbio lo spirito democratico, ha ricordato all’amico Zagrebelsky che la sola forma di democrazia è l’oligarchia, poiché anche “in democrazia sono pochi al volante e molti i passeggeri”. L’Atene dei secc. V e IV a.C. fu il “luogo” in cui si inventò la forma perfetta della democrazia, la democrazia diretta, e si realizzarono le condizioni adatte ad esercitarla: eppure sarebbe facile dimostrare che anche lì il “volante” veniva manovrato solo da poche persone. Zagrebelsky ha risposto all’amico Scalfari che “la democrazia non è una meta raggiunta, una situazione statica. La democrazia è conflitto. Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle oligarchie. In sintesi, la democrazia è lotta per la democrazia.”

Temo che siano solo belle parole: anche nelle società pienamente democratiche bisogna esercitare il potere, bisogna decidere, bisogna fare: e a decidere e a fare sono pochi. I soliti pochi: perché amministrare la cosa pubblica è anche una tecnica. Che non tutti posseggono. Quanto sia difficile trasferirsi sugli scranni del potere dai banchi dell’opposizione, e dai sereni e vasti campi della teoria passare agli spazi angusti e accidentati della prassi è oggi ampiamente dimostrato dai problemi che incontrano i “pentastellati” quando si siedono su quelle sedie là.

Le ragioni della chiarezza mi obbligano a dire che non sono un ammiratore del sig. Renzi: non mi piacciono la sua camminatura molleggiata, quel suo modo gigionesco di ascoltare e di parlare tenendo le mani infilate nelle tasche dei pantaloni, il tono declamatorio delle sue arringhe, la ricerca della battuta ad effetto, che sembra dire tutto, ma in realtà spesso non dice niente. Non sono pochi quelli che sospettano che egli venga manovrato da altri: Renzi lo sa, e per far cambiare idea ai sospettosi, assume talvolta atteggiamenti, anche un poco istrioneschi, da padrone del vapore: è un fenomeno diffuso tra i rappresentanti delle istituzioni, anche a livello locale. Ma dire che la riforma costituzionale disegnata da Renzi provoca un deficit di democrazia e apre la strada al “governo di uno solo” è polemica sciapa, e, quando la fanno certi personaggi, ridicola.

Del resto, basta vedere qual è lo stato attuale delle istituzioni configurate dalla Costituzione dei Padri, quella che Renzi vuole cambiare: il potere in mano alle caste, su tutto il territorio nazionale, e a ogni livello; un numero sostanzioso di senatori e di deputati accusati di reati di ogni genere e protetti dall’immunità parlamentare; una corruzione smisurata e devastante che macchia e contamina spesso anche chi la dovrebbe combattere; alleanze strategiche, dalle Alpi alla Sicilia, tra burocrazia alta, media e bassa, e la criminalità organizzata; una Scuola sgangherata; un sistema sanitario in cui la preparazione e la disponibilità dei singoli non riescono a compensare i guasti prodotti dalla ruggine dei meccanismi, da provvedimenti devastanti, dalla politica dello spreco e delle tangenti: un sistema che in alcuni ospedali lascia i malati nei corridoi, sulle barelle, e talvolta non concede a quelli in fin di vita il diritto di morire con dignità; un sistema giudiziario costretto, dalla mancanza di personale, a far sì che nel solo distretto di Napoli 30000 (trentamila) sentenze di condanna non vengano eseguite (CdM, 18 giugno 2016); la crisi del sistema del trasporto locale; il problema dell’inquinamento.

Questo è lo stato attuale delle cose, in un’Italia in cui funziona ancora la Costituzione che molti considerano tra le migliori del sec.XX. Rispetto l’opinione di chi crede che un dibattito così lungo e intenso come è quello che si sta svolgendo da settimane in TV sia un utile esercizio di democrazia. Ma ho il diritto di sospettare che qualcuno se ne serva per distrarre la nostra attenzione dai problemi che sono stati elencati. Sosteneva Luciano Gallino che banche e governi europei il colpo di Stato l’hanno già fatto organizzando e pilotando la crisi iniziata nel 2007 e che l’attacco alla democrazia aveva, ed ha, come obiettivo primo lo smantellamento dello stato sociale. In molti casi, le battaglie che i lavoratori combattono con le imprese private per il rinnovo dei contratti approdano tutte alla stessa conclusione: o i lavoratori accettano una riduzione dei salari e delle tutele sociali, o le imprese chiudono i cancelli e trasferiscono all’estero l’attività. E poi la crisi demografica, la disoccupazione giovanile, il numero e il livello di integrazione dei migranti: sono tre problemi che fanno una sola grande questione, decisiva per il destino dell’Italia. Ma mi pare che il dibattito su queste cose non trovi spazio nei programmi delle TV e nei sermoni televisivi di intellettuali e politici: fa eccezione solo Massimo Cacciari, che però non riesce a nascondere, da qualche tempo, scetticismo e sfiducia. Forse anche lui incomincia a sospettare che nessuno possa sfuggire ai “piaceri” della globalizzazione.

In evidenza questa settimana

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

San Vitaliano, grande partecipazione per la presentazione della lista “San Vitaliano in buone mani”

  San Vitaliano. Si è tenuta nella serata di ieri,...

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Argomenti

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Ottaviano, la corsa si accende: comitati aperti e tour nei quartieri

OTTAVIANO – La campagna elettorale entra nella fase più...

Il Castello delle Cerimonie è ufficialmente di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate

Svolta nella tormentata vicenda del Grand Hotel 'La Sonrisa'...

Related Articles

Categorie popolari

Adv