Si tenta un accordo entro il 3 agosto per risolvere il problema occupazionale dei 220 addetti di Casavatore rimasti senza lavoro.
Sarà delineato nei prossimi tre incontri, previsti il 28, 29 luglio ed il 3 agosto, l’accordo quadro che conterrà le condizioni contrattuali che caratterizzeranno il passaggio dei 220 lavoratori della sede Gepin Contact di Casavatore (Napoli) alle nuove aziende assegnatarie della commessa Poste Italiane. In questa maniera, secondo quanto riferisce una nota della Fistel Cisl della Campania diffusa al termine dell’incontro convocato al Mise dal viceministro Bellanova, “il governo intende porre un limite temporale entro cui chiudere la trattativa”. Si procede, quindi, a tappe forzate. “Le nuove aziende – precisa il sindacato – ribadiscono la loro posizione di sostenibilità dell’operazione attraverso l’assorbimento dei lavoratori a quattro ore”. “La nostra idea – precisa Giuseppe Di Marzo, della segreteria regionale Fistel Cisl – è quella di tutelare a tutti i costi i contratti in essere senza alcuna alterazione”. “Il 3 agosto – annuncia Salvatore Topo, segretario generale Fistel Cisl Campania – andremo avanti a oltranza, anche fino a notte fonda, se sarà necessario, per siglare l’accordo”. “Laddove si trovi un accordo – aggiunge Di Marzo – ci sarà una clausola secondo la quale l’intesa sarà valida solo se il TAR il prossimo 14 settembre boccerà il ricorso che System House ha presentato contro Poste Italiane. Il sindacato rimane fortemente critico sulla posizione assunta da Gepin Contact che tiene in ostaggio i lavoratori senza dar loro la possibilità di accedere a strumenti che faciliterebbero l’intero percorso”. E Massimo Taglialatela, segretario regionale della Uilcom-Uil, aggiunge quanto segue: “L’incontro di oggi è servito a emettere un ordine del giorno che vede posizioni diverse. Le aziende vorrebbero prendere i lavoratori a 4 ore, di certo operatori, valutando team leader e altre figure. Noi invece sosteniamo ovviamente che non deve esserci perdita di salario e che il perimetro occupazionale deve essere completo, ovvero con tutte le figure impiegate in Gepin Contact, senza distinzione. Il perimetro impattato è pari a 352 persone. La suddivisione è la seguente: fino a 220 su ECare con sede nella provincia di Napoli, 100 ad Abramo a Roma e 33 al consorzio RTI che raggruppa 3G e Italia Lavoro”. Osvaldo Barba, segretario della Slc-Cgil di Napoli chiude affermando che “Si sta riaprendo uno spiraglio in una situazione molto complicata per quanto riguarda i lavoratori di Casavatore”. “La situazione – commenta ancora Barba – è molto difficile: stiamo parlando di lavoratori a oggi fuori da ogni ciclo produttivo e in assenza momentanea di ammortizzatori sociali. Riteniamo necessaria una soluzione che integri nel territorio napoletano i lavoratori senza il rischio di proposte fuori regione con pochissimi soldi in tasca, ipotesi, questa che riteniamo inaccettabile. Vigileremo attentamente su tutto quanto sta accadendo”.



