“Scaricato” al pronto soccorso giovane albanese in fin di vita e gambizzato il gestore di una casa d’accoglienza per immigrati.
Sono trascorsi tre mesi da quando le armi da fuoco hanno tuonato per l’ultima volta ad Acerra. Tra marzo e aprile i guaglioni dei clan si erano “divertiti” con le “stese” sui palazzi dei loro nemici, sparando cioè all’impazzato contro balconi e finestre dei loro rivali. Poi c’è stato solo un piccolo lampo, quando un giovinastro, un rapinatore maldestro, a metà giugno ha accoltellato un salumiere ferendolo per fortuna in modo non grave. Tra lunedi e martedi però le armi sono tornate a farsi sentire: due sparatorie per due episodi diversi. Alle quattro di ieri stamattina un giovane albanese di 29 anni è stato “scaricato” da un’auto con a bordo alcune persone incappucciate davanti al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Era in fin di vita per cui è stato trasferito al Cardarelli. Qui i medici gli hanno estratto dal corpo 33 proiettili a pallettoni. Ora il giovane si trova in rianimazione. Non è finita. Alcune ore prima di questa vicenda, alle 8 della sera di lunedi, nella stessa clinica era stato ricoverato Aniello Esposito, residente ad Afragola ma radicato ad Acerra. È stato gambizzato in una zona non ancora precisata di Acerra: colpi di pistola in un ginocchio e nella coscia destra. A ogni modo Esposito è stato subito dichiarato dai medici fuori pericolo. L’uomo, 35 anni, gestisce ad Afragola un centro di accoglienza per immigrati.


