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Disturbi dell’apprendimento, come affrontarli con le giuste soluzioni

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Sono ancora troppi, tanti, gli episodi di discriminazione nei confronti degli alunni affetti da DSA. E questo, purtroppo, accade fin troppo spesso in una realtà che dovrebbe invece, crescere e formare i giovani, ovvero la scuola.

Fin dai primi anni di scuola, ogni bambino, dovrà apprendere abilità quali: lettura, scrittura e calcolo. Capacità che formeranno la loro conoscenza durante tutta la loro crescita. Eppure, per tanti di questi, quello scolastico diviene un percorso non del tutto privo di ostacoli. Un’esperienza che invece, a contrario di quanto talvolta accade, dovrebbe essere ricco di esercizi e comprensione.

Per queste complesse ragioni, i bambini affetti da DSA, dovrebbero essere guidati lungo dei percorsi di potenziamento, disegnati sulle loro singole personalità, con l’intento di offrirgli i migliori risultati didattici.

Britton, noto designer, per dare un supporto concreto a quanti soffrono di DSA, ha ideato il progetto Dyslexic Typeface, un font che riesce ad andare incontro alle esigenze di chi è dislessico e non riesce a comprendere nel modo opportuno le lettere.

Infatti, poter leggere le frasi scritte con questi caratteri, diviene molto semplice, anche se la comprensione si fa alquanto macchinosa. Il progetto di Britton, però, come finalità, ha quella di informare gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie sull’elaborazione di strategie che favoriscono l’apprendimento.

Altro strumento di grande utilità è rappresentato da un videogioco scaricabile proprio sui tablet. Si tratta di una app sulla quale hanno lavorato ricercatori dell’università di Pisa, del Cnr dell’università Vita-Salute San Raffele di Milano. Attraverso questo semplice test percettivo, sarà possibile anticipare una diagnosi di dislessia.

Queste soluzioni, se adottate su larga scala, potranno essere di grande aiuto sia in ambito clinico che scolastico, offrendo agli operatori interessati un considerevole vantaggio per affrontare ogni specifica difficoltà dei proprio alunni. Evitando, in questo modo, spiacevoli episodi come la bocciatura, che fin troppo spesso è il risultato di una mancata o errata diagnosi.