L’incontro di verifica sulla cassa integrazione per i 4622 dipendenti degli stabilimenti FCA di Pomigliano e Nola si terrà al ministero del Lavoro venerdi 26 ottobre. Dunque, il dicastero retto dal pomiglianese Luigi Di Maio ha replicato a stretto giro di posta alla richiesta urgente inoltrata l’altro giorno dai sindacati. Si tratta infatti di una data molto attesa non solo perchè le vendite della Panda appaiono in calo irreversibile tanto da imporre uno stop alle produzioni per otto giornate lavorative di fila, dal 22 al 31 ottobre. In questo momento la preoccupazione più grande è soprattutto la scadenza della cassa integrazione sottoscritta con un accordo tre mesi fa e in scadenza a settembre dell’anno prossimo. Una data molto ravvicinata se si considera che per scongiurare i licenziamenti di massa sarà necessario introdurre al più presto nella fabbrica di Pomigliano almeno un’ altra nuova vettura da produrre. Nel frattempo però ambienti vicini all’azienda gettano acqua sul fuoco dei timori sostenendo che non esista << nessun dramma Pomigliano >> e che << a tempo debito saranno introdotte le nuove produzioni >>. << L’incontro del 26 ottobre al ministero del Lavoro per lo stabilimento FCA di Pomigliano d’Arco – sottolinea intanto Fernando Uliano, della segreteria nazionale Fim Cisl – era già previsto dall’accordo di cassa integrazione per riorganizzazione: è un appuntamento di verifica dello stato di avanzamento degli investimenti del sito campano. Abbiamo anche inviato – aggiunge Uliano – una richiesta d’incontro all’amministratore delegato Mike Manley con al centro della discussione la partenza degli investimenti in tutti gli stabilimenti italiani previsti dal piano industriale 2018-2022 >>. Uliano rivolge ancora una volta l’appello all’azienda automobilistica: << Come abbiamo più volte ribadito in questi giorni, per noi la questione tempo è fondamentale in particolare per le situazioni più urgenti dove gli ammortizzatori sono in fase di esaurimento: Pomigliano e polo produttivo torinese e per quelle che stanno subendo riduzioni nei volumi di produzione >>







