Giovedì 12 maggio alle ore 16:30, la Dirigente Scolastica della Scuola Secondaria di II Grado “Carlo Poerio” di Napoli, Daniela Paparella, con l’occasione della presentazione del libro ” Basta , vado a dormire” ha dato l’opportunità ad un pubblico partecipe e variegato di riflettere sull’autismo riunendo esperti, dirigenti, docenti e genitori.
I lavori hanno avuto inizio con la lettura delle prime pagine del libro ” Basta, io vado a dormire” di Rosa Francese, ad opera della voce narrante , Fabiana Sera, che ha trasportato immantinente l’uditorio in medias res nella vita di una madre che apprende la diagnosi relativa alla Storia di Autismo del suo piccolo figliolo.
È intervenuta, a seguire, la dott.ssa M. Landolfi, che si occupa delle problematiche legate ai BES presso l’USR di Napoli, e propone un sottotitolo al libro “……e noi svegliamoci!”. E’ infatti necessario un risveglio rispetto a quanto sicuramente è stato fatto finora.
La parola chiave intorno alla quale si è sviluppato l’evento è stata la necessità della “sinergia delle forze” per affrontare con consapevolezza le problematiche connesse all’autismo.
Il D.S. Del Villano del IV Circolo didattico di Napoli, molto sensibile al tema, ha mirato, subito dopo, a sottolineare la difficoltà non solo dell’inserimento del soggetto autistico nella scuola, quanto per il suo futuro, in quanto nella fase dell’accoglienza e dell’accudimento i problemi sono affrontabili e superabili; le maggiori perplessità si pongono sul dopo, e quindi la necessità della rete per affrontare il futuro dopo il mondo della scuola.
L’Assessora all’Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, ha presentato argomentazioni legate soprattutto all’esperienza, fatta dentro le scuole e al di fuori di esse, che le ha consentito di conoscere l’autismo vero e non quello che la cinematografia e la narrativa hanno troppo spesso costruito e presentato.
“Nasce l’esigenza di abbattere la differenza tra normalità e anormalità – ha affermato l’ assessora – questo libro ci consente una riflessione sul fatto che la famiglia e la scuola sono le uniche deputate all’inclusione che cancella la sordità dell’altro”.
A seguire, dopo un altro significativo e coinvolgente momento di lettura, il moderatore E. Scotti, ha introdotto il prof. F. Di Salle, che ha scritto la prefazione dell’ opera e lo ha invitato ad introdurre il tema degli studi internazionali sui metodi pedagogici diffusi per la migliore efficacia didattica.
“La modalità pedagogica vincente – ha dichiarato il professore – richiede competenze speciali nell’analisi dei comportamenti per acquisire i metodi idonei”.
L’avvocato Valentina Di Giovanni, sorella del noto scrittore napoletano di gialli ambientati nel tessuto della nostra città, Maurizio, ha indotto il pubblico ad una riflessione sul ruolo della sua professione nel tema dell’autismo, dopo aver sottolineato come, purtroppo al momento dell’inclusione che si svolge nella scuola segua il passaggio all’esclusione dal punto di vista legislativo. “Come avvocati non possiamo dare risposte a chi ci chiede aiuto, ma la società non se fa carico” la ” lettera dei desideri” che il genitore scrive, come progetto di vita del proprio figlio, è la prova di tutto questo. La diversità in generale nel nostro Paese non è riconosciuta in senso assoluto” .
L”intervento della neuropsichiatra, dott.ssa C. Cocchiaro, del Nucleo Operativo Neuropsichiatria Infantile del Distretto 24 di Napoli, ha riassunto le principali tematiche affrontate dagli esperti e ha raccontato le esperienze di formazione nelle scuole, in particolare presso il III Circolo, come facilitanti del processo che oggi è stato oggetto di riflessione e le attività sul territorio rivolte ai genitori per affrontare le problematiche sia a livello scolastico che sociale.
L’autrice, Rita Francese, conclude dicendo che ha avuto per lungo tempo il sogno di creare ” la casa di Oreste”, per aiutare le persone affette da autismo, ma anche questo sogno, per una serie di motivi, ha incontrato infinite difficoltà burocratiche che hanno reso irrealizzabile questo desiderio.
“Sono portavoce di un gruppo di genitori che sono disperati perché i costi di gestione per la complessità che comporta sono altissimi. La famiglia diventa autistica. Ci sono famiglie che non possono andare avanti”.
L’emotività in sala e’ stata fortemente palpabile, mentre il pubblico commosso ascolta ancora la lettura della voce narrante che intona un’ altra storia si solitudine……




