L’arrivo del primo, grande impianto campano di compostaggio dei rifiuti si sta consumando in sordina. L’apertura del cantiere sembra infatti dietro l’angolo, grazie anche alle ultime dichiarazioni del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che ha dato per imminente il via libera definitivo alle procedure di realizzazione di 7 impianti produttori di compost, uno dei quali è stato ubicato sulla strada provinciale Pomigliano-Acerra . Intanto a riaprire il dibattito a Pomigliano e dintorni sulla questione c’ha pensato la Regione Campania. Questo perché in base a un recentissimo provvedimento pubblicato sul bollettino regionale, il burc, il 27 febbraio scorso, il progetto dell’impianto non dovrà più essere sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale, la cosiddetta V.I.A., che impone giudizi molto restrittivi ai piani delle strutture di trattamento dei rifiuti. L’impianto di compostaggio di Pomigliano potrà dunque essere soggetto soltanto all’autorizzazione integrata ambientale, l’A.I.A., perché, stando a quanto scrive la Regione, si tratta di una struttura a basso impatto, le cui lavorazioni non costituirebbero un pericolo per la salute pubblica. E’ una notizia di quelle che pesano nella Terra dei Fuochi, nella regione dell’eterna emergenza ambientale. L’area individuata per il sito di compostaggio a Pomigliano, grande quanto almeno quattro campi di calcio, si trova lungo la pista ciclabile della provinciale, tra un grande distributore di benzina, il campo di rugby e una cisterna di gas seminterrata. E’ una vasta zona che presenta enormi criticità ambientali, prediletta per decenni dall’ecomafia, che qui ha scaricato di tutto. L’impianto di compostaggio immaginato finora è una grande struttura progettata per smaltire 24mila tonnellate all’anno di rifiuti biodegradabili di vario tipo provenienti da un bacino di oltre 100mila abitanti. Negli 11mila metri quadrati di spazi individuati sul confine settentrionale del territorio di Pomigliano, accanto alla provinciale che collega Pomigliano con Acerra, nei pressi del canile municipale, saranno installati 5 “biotunnel”, enormi cilindri di cemento armato della lunghezza di 31 metri e di oltre 6 metri d’altezza. All’interno saranno stipate le frazioni più facilmente biodegradabili da trasformare in compost, cioè in fertilizzante. Saranno anche costruiti due capannoni, di cemento prefabbricato, di oltre 1500 metri quadrati e alti 7 metri. Uno ospiterà il processo di maturazione della frazione in uscita dalla fase di compostaggio attiva. Nell’altro invece si compirà la post maturazione del compost e la raffinazione dello stesso tramite vagliatura e deplastificazione. Sarà costruita pure una palazzina per gli uffici, di due piani per un totale di 400 metri quadrati. Nel maggio del 2016 il Comune di Pomigliano ha aderito a una manifestazione dì’interessi della Regione Campania, che con avviso pubblico ha indetto una campagna per chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti di compostaggio. Il Comune ha aderito al bando con un progetto presentato a giugno, che prevede appunto 24mila tonnelate all’anno di frazione umida di rifiuti. E il progetto presentato in Regione dal Comune di Pomigliano è stato quindi finanziato dalla Regione, ad agosto 2017.



