CONDIVIDI

Prosciutto cotto “a rischio”.  La “Quadrelle 2001” ammette il grave errore. Ma la responsabile di zona si rifiuta di firmare la constatazione del fatto.      

 

Il prosciutto cotto era scaduto da cinque giorni ma è stato dato lo stesso in pasto ai bambini dell’asilo, i piccoli iscritti alla scuola dell’infanzia di via dei Mille, secondo circolo didattico, una grande scuola ubicata nel centro di Acerra. La spiacevole scoperta è stata fatta dalle mamme dei bambini, che hanno segnalato il fattaccio alle autorità competenti, comune in primis. Sotto accusa è finita la società cooperativa Quadrelle 2001, azienda operante dal 2012 e che ha la sede a Quindici, in provincia di Avellino. Le mamme hanno anche pubblicato le confezioni sospette di prosciutto, le cui etichette riportano chiaramente la data di scadenza del prodotto: l’11 marzo scorso. Ma ci si è accorti della distribuzione nelle scuole delle confezioni di cibo scaduto soltanto mercoledi 16. La contestazione alla ditta Quadrelle è stata consegnata dal comune 24 ore dopo. “Il giorno 16 marzo – si scrive nel documento municipale – è stato dato del prosciutto scaduto a un bimbo che frequenta la scuola dell’infanzia di via dei Mille e che per giunta ha un menù dietetico. Chiamata la vostra responsabile di zona – racconta ancora la funzionaria comunale del servizio –  questa ha confermato l’accaduto ma si è rifiutata, secondo quanto riferito dai responsabili della scuola, di firmare il modulo di constatazione”. Quindi l’avviso del municipio: “La ditta dovrà fornire la giusta motivazione scritta, protocollata e indirizzata al responsabile unico del procedimento. Intanto è invitata alla riunione in municipio con il responsabile di settore, Giuseppe Gargano”. Non si quali provvedimenti prenderà l’ente locale. Sullo sfondo c’è un passato recente, quello della Quadrelle appunto, decisamente turbolento. Il 27 gennaio di quest’anno i carabinieri del Nas, il Nucleo anti sofisticazioni, hanno fatto un sopralluogo in uno dei centri di cottura della ditta, ubicato a Ponte Valentino, a Benevento, riscontrando “la presenza di presenza di pasta per celiaci già scaduta”. La vicenda ha suscitato meraviglia nella città sannitica perchè il centro di cottura era stato aperto appena il 9 dicembre precedente. Un’altra storia controversa è quella relativa al centro di cottura di Orta di Atella, dove pure la Quadrelle aveva il servizio di mensa scolastica. Qui il comune casertano  il 30 gennaio del 2014 ha chiuso la cucina per l’assenza dei certificati di agibilità, della destinazione d’uso, sanitario e della sicurezza degli impianti. La Quadrelle subito dopo ha fatto ricorso al Tar. Ma ha perso. Il tribunale amministrativo ha dato ragione al comune di Orta di Atella rigettando il ricorso. C’è infine una polemica risalente a due anni fa, scoppiata ad Alife, in provincia di Caserta. Qui la Quadrelle è finita sotto accusa per aver avuto rapporti ( una locazione di ramo d’azienda ) con un’altra società, la Quadrelle 2001 onlus, ditta di rifiuti coinvolta in inchieste giudiziarie. Anche ad Acerra la mensa scolastica ha conosciuto una fase molto tormentata. Per tre anni ils servizio non c’è stato perché la Quadrelle e la concorrente Global Service si sono disputate l’appalto attraverso un lungo contenzioso giudiziario terminato l’anno scorso con la vittoria della società di Quindici.

La contestazione del comune alla ditta
La contestazione del comune alla ditta