C’era una volta un gemellaggio…

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Stasera all’Olimpico è in programma Roma-Napoli, sfida molto importante per capire le ambizioni di entrambe le squadre, con gli azzurri chiamati a vincere per rilanciarsi prepotentemente nella corsa al titolo. Come è ben noto, si tratta di una partita molto sentita anche fuori dal campo, con le tifoserie coinvolte in un’accesa rivalità.

Tuttavia, c’è stato un tempo in cui la situazione era piuttosto diversa e il cosiddetto Derby del Sole era occasione di festa tra gli ultras, che si scambiavano bandiere e vessilli. Da parte dei gruppi azzurri c’era grande rispetto e ammirazione verso i romanisti, il cui tifo era considerato un vero e proprio modello, dal momento che i loro cori venivano addirittura presi in prestito e riadattati.

Il momento in cui si consuma la “rottura” è negli anni ’80: nel 1986 avvengono i fischi a Bruno Giordano, causati dai suoi trascorsi laziali, e nell’anno successivo il famoso gesto dell’ombrello di Bagni sotto la Curva Sud. Nel corso degli anni il rapporto si è andato a deteriorare sempre di più e la frattura è diventata insanabile nel pomeriggio del 3 maggio 2014, quando l’allora ultrà giallorosso Daniele De Santis ha sparato fatalmente al giovane Ciro Esposito in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.