Il Napoli batte il Milan al San Paolo, ma le attenzioni sono tutte rivolte agli ultimi giorni di calciomercato.
Magari hanno ragione loro. Magari finita la vita terrena, l’aldilà è davvero presidiato da Allah, che sicuramente non sta apprezzando gli eccessi di certi suoi adepti (non tutti) ma comunque ci sta aspettando per spiegarci come vanno le cose.
Oppure ci sta Buddha, che fa un lavoro silenzioso ma porta a casa proseliti sempre più numerosi.
Tutto questo per dire che un tempo non si sapeva a che Santo votarsi, oggi non si sa a che Dio affidarsi. Eppure chiediamo poco. Cioè, vorremmo chiedere tanto in generale (per il mondo, per la vita, per l’umanità intera) ma nello specifico, relativamente a questo articolo, a questa rubrica e a questo umile giornale, chiediamo pochissimo: chiediamo che il calcio torni quello di una volta. In particolare, basta col calciomercato fino al 31 agosto!
Fino a quel giorno, fino a mercoledì, ogni pallone giocato, ogni passaggio e ogni gol passano in secondo piano. Non ce ne frega nulla della vittoria tra luci ed ombre del Napoli contro il Milan (4 a 2, con prima doppietta di Milik), non ci interessa la condizione atletica degli azzurri, non ci importa di buttare uno sguardo agli avversari. No, l’argomento è uno solo: torna Cavani? Edinson il Matador, l’uruguaiano che De Laurentiis riuscì a vendere con una mega clausola rescissoria proprio come ha fatto con Higuain, verrà ad indossare la maglia numero 9 lasciata libera proprio dal Pipita (lui che aveva il 7, peraltro)?
Prima risposta scontata: mancano pochi giorni al 31 agosto, presto sapremo. Il fatto è che ci tradisce l’impazienza, la voglia di sapere, il desiderio di sognare.
Seconda risposta, un po’ meno scontata ma netta: non torna. Non ci sono proprio le condizioni per imbastire una trattativa così rapida. Siamo il Napoli: contratti lunghi, postille, diritti di immagini da cedere, Giuntoli che passa le carte a Chiavelli, che le passa ai procuratori, che le passano ai calciatori che, essendo stranieri, non capiscono l’italiano e chiedono aiuto ai parenti (che manco loro capiscono l’italiano, ma ormai nel calcio si è capito che senza un parente scassacazzi non vai da nessuna parte). Vi ricordate con Soriano come andò lo scorso anno? Ma veramente fate?
Terza risposta, da tifoso: non succede, ma se succede… Non oso pensare l’entusiasmo, i dietrofront di un mucchio di scettici, don Aurelio che cade sempre in piedi. Ma non succede. Certo, se succede… Comunque non succede, dai. Oddio (o Allah, o Buddha) però se succede…








