Resta il problema di una stazione ferroviaria che non garantisce sicurezza.
Si, è vero: non staremmo a piangere l’ennesima tragedia sui binari se domenica sera Raffaella Ascione, 19 anni, per uscire dalla stazione di Casalnuovo avesse preso il sottopassaggio invece di passare sui binari che scorrono nella strada che dà verso l’uscita. Fatto sta che Raffaella è morta travolta da un treno non solo perché ha commesso un’imprudenza (che peraltro commettono quasi tutti in questa stazione come in altre simili). Raffaella è morta anche perché questa stazione non è del tutto sicura. La strada che la lambisce, su cui si trovano i passaggi a livello, non protegge a sufficienza i pendolari che l’attraversano per uscire dalla fermata ferroviaria o entrarvi. Intanto domattina la città si stringerà attorno alla giovane lavoratrice, che prima faceva la barista a Casalnuovo e che poi, pur di sopravvivere e di avere un futuro, era stata assunta in un negozio di abbigliamento della lontana Mondragone. Il funerale della ragazza si terrà nella chiesa della Santissima Annunziata, alle 10. Alla messa funebre parteciperanno ovviamente i genitori, i parenti, e tutti i suoi amici, gli esponenti delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale, il sindaco Massimo Pelliccia e la vicesindaco, Nicoletta Romano.



