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L’Autorità Anticorruzione ha pubblicato le line guida per assegnare i nuovi lavori. Entro pochi mesi investimenti in ambiente, rifiuti, manutenzione urbana.

Perché tutto sia più celere e trasparente. Perché nei Comuni non ci siano più alibi o trucchi per ritardare i lavori e assegnare gli appalti. Settori delicati e strategici come l’ambiente, i rifiuti, l’arredo urbano , la manutenzione,  stanno per ricevere procedure più snelle. Il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone avanza spedito con  il nuovo Codice  degli appalti. Dopo i passaggi burocratici tra Commissioni parlamentari ed Enti di controllo, ha appena varato le linee guida per i contratti di appalto sotto la soglia comunitaria. Una decisione prevista che entro pochi mesi darà sfogo a migliaia di appalti pubblici. Manca ancora il parere del Consiglio di Stato, ma le indicazioni sono chiare. Le soglie europee  sono di 5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione per le amministrazioni centrali , 209.000 euro per servizi e progettazione delle altre amministrazioni. Il passo avanti riguarda gli importi inferiori a questi limiti. Come annunciato più volte, legalità e trasparenza saranno assicurati dal principio della rotazione tra  ditte , così da assicurare la possibilità di partecipazione a piccole e medie imprese.      L’ Anticorruzione ha stabilito  che per i lavori di importo inferiore a 40.000 euro, gli enti pubblici procederanno mediante affidamento diretto, motivato, anche per lavori che fanno capo direttamente alla stessa amministrazione. Sopra i  40.000 euro e inferiore a 150.000, bisogna ricorrere alla procedura negoziata interessando almeno cinque operatori economici. Il rischio di affidare i lavori sempre alle solite ditte, viene  evitato . La selezione dei “minimo cinque” deve essere fatta sulla base di indagini di mercato o attraverso  elenchi di operatori economici. Dovrà essere chiara – ma  soprattutto praticata – l’alternanza tra imprese. Per le esigenze di lavori tra 150.000 e 1.000.000 di euro, la gara si svolgerà tra dieci  ditte. Anch’esse  scelte da elenchi di soggetti qualificati mediante severi screening. L’ultima parte delle linee guida tocca i lavori di importo superiore a 1.000.000 di euro, che continueranno ad essere assegnati esclusivamente con gara ad evidenza pubblica tra imprese con specifici requisiti. Tra pochi mesi il sistema dovrebbe entrare definitivamente  in vigore insieme alle altre norme del nuovo Codice degli appalti. Migliaia di lavori sono fermi in concomitanza con le nuove regole. Molte amministrazioni si sono bloccate nel timore di incorrere in sanzioni. D’altra parte i controlli dell’Autorità li hanno spaventati.Reggerà l’intero impianto ? Settori pubblici così delicati e interessanti, saranno davvero garantiti da truffe e raggiri ? A rischiare di più stavolta  saranno funzionari e dirigenti pubblici. Un po’ meno i rappresentanti politici. Ma la serietà nelle aggiudicazioni dipende molto  dalle valutazioni che Comuni ed Enti sapranno fare. Considerino che il nuovo Codice ha ridotto molti passaggi  a vantaggio dell’efficienza.  Si avvertiva la necessità ma poi tutto restava come prima. La scommessa dell’Anac di Cantone, in definitiva è stata questa: rivedere il sistema dal basso alla luce delle inchieste giudiziarie sull’assegnazione dei lavori e sulle malversazioni a danno dello Stato. A giudicare dalle adesioni raccolte sulle soglie degli appalti, si direbbe che la strategia è condivisa. Gli uffici dell’Anticorruzione hanno ricevuto oltre un centinaio di osservazioni e pareri positivi da imprenditori, sindacati, organizzazioni sul documento.Tutti aspettano. L’impatto sui territori sarà notevole,libererà risorse economiche in settori essenziali che solo grazie a vecchie norme farraginose hanno alterato il sistema, favorendo truffe e illeciti di ogni tipo. Si volta pagina e Cantone, più di ogni altra cosa, spera nella moralità dei singoli.***