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Compostaggio a Pomigliano: partita la gara. Sarà il primo della Campania. Parla l’ingegnere che lo ha progettato

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La gara per la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Pomigliano è partita. L’apertura delle buste è fissata al 12 dicembre, in municipio. L’importo dell’asta è di 9milioni e 200mila euro, danaro dell’Unione Europea stanziato dalla Regione. Intanto questo colpo d’acceleratore nella procedura lascia già intravedere un primato: il compostaggio di Pomigliano sarà il primo impianto del genere in Campania, dove se ne prevedono 7. Sarà di proprietà del Comune. << Attualmente i cittadini di Pomigliano pagano circa 1 milione e 300mila euro all’anno per far conferire fuori regione i loro rifiuti organici – spiega Antonio De Falco, ingegnere regionale e progettista del progetto preliminare dell’impianto – ma una volta realizzato il sito la cittadinanza risparmierà circa 600mila euro all’anno >>. Il compostaggio di Pomigliano smaltirà 24mila tonnellate all’anno di rifiuti organici provenienti da un bacino di oltre 100mila abitanti. << Per la verità – puntualizza De Falco – tratterà 18mila tonnellate di rifiuti organici e 6mila di scarti del verde pubblico >>. Negli 11mila metri quadrati di spazi individuati sul confine settentrionale del territorio, accanto alla provinciale che collega Pomigliano con Acerra, nei pressi del canile municipale, saranno installati 5 “biotunnel”, cilindri di cemento armato della lunghezza di 31 metri e di oltre 6 metri d’altezza. All’interno saranno stipate le frazioni più facilmente biodegradabili dei rifiuti organici da trasformare in compost, cioè in fertilizzante. Saranno anche costruiti tre capannoni, di cemento prefabbricato, di oltre 1500 metri quadrati e alti 7 metri. Uno ospiterà il processo di maturazione della frazione in uscita dalla fase di compostaggio attiva. In un altro si compirà la post maturazione del compost e la raffinazione dello stesso tramite vagliatura e deplastificazione. Nel terzo saranno miscelati i rifiuti organici e gli scarti del verde pubblico. Prevista anche una palazzina per gli uffici, di due piani, per un totale di 400 metri quadrati. Apertura del cantiere: entro la fine del 2019. L’impianto sarà soggetto soltanto all’autorizzazione integrata ambientale, l’A.I.A., perché secondo la Regione si tratta di una sito a basso impatto, le cui lavorazioni non costituirebbero un pericolo per la salute pubblica. L’area individuata è una zona che presenta ultra decennali criticità ambientali. A ogni modo ecco le garanzie sottoscritte nell’accordo Regione-Anci stipulato a luglio: in primo luogo, per i comuni che ospitano gli impianti e per quelli confinanti, la Regione si è impegnata a definire un principio di premialità tariffaria per i cittadini. Ulteriore risparmio, dunque, sulla tassa dei rifiuti per i territori ospitanti. Inoltre sarà prevista, con apposita norma regionale, la partecipazione dei comuni alla società di gestione. E per quei territori che presentano la contemporanea presenza di impianti pubblici e privati l’assessore regionale all’ambiente, Fulvio Bonavitacola, si è impegnato a << definire una ‘soglia limite di saturazione’ >> e ad << emanare il regolamento per le emissioni >>.