Divisioni nella rsu dello stabilimento aeronautico.
“Siamo in pochi ad avere fiducia nel comunicato di Fim-Uilm-Fismic e a pensare che queste rivendicazioni bastino a risolvere i problemi”. La stoccata ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil circa le loro rivendicazioni per il contratto integrativo, è partita, paradossalmente, da una sigla autonoma, la Failms, per tradizione legata a scelte più concretamente corporative. Ma ora è la Failms che apre una spaccatura nel consiglio di fabbrica bacchettando Fim, Fiom e Uilm proprio sulla necessità di abbandonare posizioni effimere dando il via a vere politiche in grado di migliorare effettivamente le condizioni dei lavoratori. L’organizzazione autonoma, non firmataria del contratto nazionale di lavoro, in un suo messaggio affisso in bacheca il 18 ottobre, cioè il giorno dopo l’affissione di quello dei sindacati, motiva infatti la sua critica puntando sulla vicenda del premio di risultato. “Che fine ha fatto la verifica sulla detassazione del premio?”, chiede polemicamente la Failms. C’è malcontento tra i lavoratori. Il governo quest’anno ha dato il via alla detassazione al 10% del premio di risultato. Ma il super sconto fiscale non è stato applicato dall’azienda, che ha erogato i premi con la vecchia tassazione. Premi che quindi sono risultati più magri del previsto. Oggi intanto si sarebbe dovuto aprire il tavolo di confronto con General Electric, a Torino, sul contratto integrativo. Ma il faccia a faccia è stato rinviato. C’è però anche una vecchia ruggine tra Failms e Fim-Fiom-Uilm. L’organizzazione autonoma non essendo firmataria di contratto non ha diritto ad avere la figura dell'”esperto” sindacale all’interno della fabbrica, vale a dire di un supporto aggiuntivo alla presenza della rsu. A causa di questa situazione la sigla autonoma da mesi non sta partecipando alle riunioni del consiglio di fabbrica. Sullo sfondo di questi conflitti si staglia però una storia importante, quella appunto dell’Avio di Pomigliano, prima grande fabbrica del polo industriale più importante del Mezzogiorno. Lo stabilimento nasce nel 1938, sotto l’insegna Alfa Romeo Avio. Per alimentarlo di addetti Mussolini fa costruire a Pomigliano un intero quartiere operaio, le “palazzine”. Nel 1943 l’impianto viene però raso al suolo da un bombardamento alleato. Ma nell’immediato Dopoguerra la fabbrica è in piedi. Nel 1986 passa ad Aeritalia, controllata Finmeccanica. 1996: la Fiat rileva per poi cedere nel 2003 al fondo Carlyle. 2006: subentra il fondo britannico Cinven. Settembre 2013: le speranze di rilancio sono alimentate da David Joyce, ceo di General Electric Aviation, che sbarca a Pomigliano e annuncia l’acquisizione da Cinven. Obiettivo di GE: un polo aeronautico di eccellenza mondiale. 1 miliardo e 100 milioni di euro i nuovi investimenti in 5 anni.








