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Amore e linguaggio del corpo: cosa diciamo con un gesto

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Il corpo parla d’amore prima delle parole: uno sguardo, un tono di voce, un gesto valgono più di mille “ti amo” scritti in chat. In questo articolo ti mostro perché comunicazione paraverbale e non verbale sono così potenti (e a volte pericolose) nelle relazioni e come usarle in modo più consapevole. 

In amore, le parole arrivano per ultime. Prima di un “ti amo”, c’è uno sguardo che si ferma un secondo in più, una mano che cerca l’altra, il corpo che si avvicina o si ritrae. Il nostro corpo parla continuamente, spesso molto prima che ce ne rendiamo conto.

Capire questo linguaggio – paraverbale e non verbale – significa leggere meglio noi stessi e l’altro, evitando molti fraintendimenti emotivi.

Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale: cosa cambia

– Verbale: sono le parole che usiamo. Il “cosa” diciamo.
– Paraverbale: è “come” lo diciamo.   Tono, volume, ritmo, pause, sospiri, risatine. Un “tutto bene” può suonare gelido o rassicurante solo cambiando il tono.
– Non verbale: è il linguaggio del corpo.   Postura, distanza, contatto fisico, sguardo, micro-espressioni, mani, gambe, persino il modo in cui respiriamo.

Nelle relazioni affettive, paraverbale e non verbale sono spesso “più potenti delle parole” perché:

– sono in gran parte istintivi e quindi più difficili da controllare;

– vengono percepiti prima delle frasi;

– quando sono in conflitto con ciò che diciamo, il cervello tende a credere al corpo, non alle parole.

Perché il corpo è così potente in amore

 L’innamoramento attiva aree del cervello legate all’istinto, alla paura, al desiderio. In quelle frazioni di secondo in cui decidiamo se una persona ci attrae o ci respinge, non stiamo facendo un ragionamento razionale:

stiamo “leggendo segnali”.

Esempi tipici:

 – Ti piace qualcuno, ma dici: “No, tranquillo, non sono gelosa”

Il corpo però: sguardo sfuggente, mascella serrata, voce più tesa.

– Dici: “Sono felice di vederti”

Il corpo però resta rigido, braccia conserte, niente sorriso vero.

In questi casi l’altro, anche senza rendersene conto, percepisce l’incongruenza e qualcosa “non torna”.

Pro e contro della comunicazione non verbale in amore

Pro

– È autentica: rivela emozioni vere, anche quelle che non sappiamo nominare.
– È rapida: un gesto comunica in un secondo ciò che una spiegazione richiederebbe minuti.
– È universale: un abbraccio rassicurante o un sorriso sincero sono compresi ovunque.

Contro

– Può essere fraintesa: una persona introversa può sembrare fredda, chi è espansivo può sembrare invadente.
– È culturale: distanza, contatto, toni di voce vengono interpretati diversamente a seconda del contesto.
– Se non se ne è consapevoli, si rischia di mandare messaggi opposti a quelli che vorremmo.

Se vuoi dire: “Mi interessa davvero quello che provi”

Evita:

– Guardare il cellulare mentre l’altro parla

– Incrociare le braccia e sospirare

Prova così:

– Parole: “Raccontami, voglio capire meglio come ti senti.”

– Paraverbale: tono calmo, volume medio, poche interruzioni.

– Non verbale: corpo leggermente inclinato verso l’altro, sguardo negli occhi, cenni del capo.

Se vuoi dire: “Ti desidero, ma rispetto i tuoi tempi”

Evita:

– Avvicinarti troppo, troppo in fretta

– Tocchi improvvisi e non concordati

Prova così:

– Parole: “Mi piaci molto, ma voglio che tu ti senta sempre a tuo agio con me.”

– Paraverbale: voce morbida, ritmo lento.

– Non verbale: stai vicino ma non addosso, movimenti lenti, chiedi il permesso con lo sguardo prima di un contatto (mano, abbraccio).

Se vuoi dire: “Sono arrabbiato, ma voglio trovare una soluzione”

 Evita:

– Urlare, puntare il dito, invadere lo spazio dell’altro

– Sbattere porte, alzarti di scatto

Prova così:

– Parole: “Sono molto arrabbiato, ma per me è importante che ne parliamo senza ferirci.”

– Paraverbale: tieni la voce ferma, non urlare, usa pause per calmarti.

– Non verbale: piedi ben piantati a terra, mani aperte (non a pugno), mantieni una distanza rispettosa.

Se vuoi dire: “Ti voglio bene anche quando litighiamo”

Evita:

– Volgere le spalle e sparire senza dire nulla

– Tenere il broncio per giorni

Prova così:

– Parole: “Sono ancora un po’ agitato, ma ci tengo a te. Possiamo riparlarne più tardi?”

– Paraverbale: tono sincero, non freddo.

– Non verbale: un tocco leggero sul braccio, un abbraccio breve, uno sguardo tenero prima di allontanarti.

Vademecum di piccole azioni subito applicabili

– Rileggi i tuoi ultimi litigi:

– cosa hai detto con la voce e

– cosa hai detto con il corpo?

– Nei prossimi giorni, prova a:

– rallentare il tono di voce nelle discussioni;

– usare almeno un gesto coerente con ciò che senti (un abbraccio, una mano, uno sguardo);

– chiedere: “Come ti è arrivato quello che ti ho detto? Ti sono sembrata/o fredda/o, arrabbiata/o, distante?”.

Il punto non è recitare una parte, ma allineare corpo, voce e parole per rendere l’amore più leggibile e sicuro per entrambi. 

 

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