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Alunno di 6 anni rasato in classe, il dirigente scolastico: “E’ stata una bravata: non è bullismo”

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Stupore e incredulità ma anche tanta indignazione serpeggiano nell’opinione pubblica dopo la pubblicazione della notizia relativa all’alunno di prima elementare vittima dell’ennesimo atto di bullismo. Al bambino, di appena sei anni, uno o più compagni di classe suoi coetanei hanno rasato i capelli con le forbici di cartoleria. L’agghiacciante episodio si è consumato lunedi scorso nell’edificio della scuola media Capasso, in via De Gasperi, dove sono stati provvisoriamente trasferiti alcuni dei 1100 alunni del primo circolo didattico di piazzale Renella, chiuso da anni a causa di un dissesto strutturale. Intanto lo “scherzo”, davvero di cattivo gusto, ha allarmato i genitori del piccolo che ha subito il macabro gioco. Genitori che quindi si sono rivolti ai carabinieri e al direttore del primo circolo, Marcellino Falcone, dopo aver pubblicato su facebook la foto della testa del bambino deturpata dal taglio indiscriminato dei capelli. “Un primo risultato della mia denuncia c’è stato – fa sapere nel frattempo Gennaro La Ventura, il papà – le maestre hanno fatto togliere le forbici dagli astucci dei bambini”. Ieri La Ventura è stato ricevuto dal direttore Falcone. Il colloquio è durato quasi tre ore. ”Mi ha chiesto scusa per l’accaduto – afferma il genitore – mi ha detto che cose del genere non accadranno più. E’ stato disponibile e collaborativo”. “Si tratta di un episodio che per quanto spiacevole possa essere non può mettere in discussione il nostro lavoro”, puntualizza però il dirigente scolastico. “C’è sempre la nostra preoccupazione – aggiunge Falcone – ma non si può definire bullismo una bravata. Io ad ogni modo ho convocato tutti i docenti. Comunque lo ripeto: l’episodio mi lascia molto perplesso e mi amareggia ma in quella classe non c’è bullismo. Si stratta di una classe modello, esemplare”. Dunque, il fatto è avvenuto ma non sarebbe ascrivibile a un episodio di bullismo, stando almeno alle parole del dirigente. “Un bambino di sei anni può discernere ? – si chiede Falcone – O tende ancora a giocare ? C’è inoltre dal considerare il contesto: la nostra utenza è legata ai valori della famiglia. Mai nel primo circolo sono avvenuti episodi di bullismo. Qui il corpo docente si esprime al massimo delle sue possibilità”. Ieri sera La Ventura è stato chiamato dai carabinieri della stazione di Acerra. Il papà del bambino non è affatto intenzionato a mollare la presa. E’ convinto che solo con la denuncia e che solo rendendo pubbliche vicende come questa si possa sfondare il muro dell’omertà che alimenta fenomeni del genere. Dunque, parlarne confrontandosi a viso aperto con gli operatori del settore. Del resto la mamma del signor La Ventura, nonna del bambino che ha subito la violenza, è una maestra che insegna proprio nel primo circolo didattico. Una scuola peraltro segnata da una storia tormentata. Nel 2102 il grande l’edificio centrale, ubicato in pieno centro storico, alle spalle del Castello Baronale, è stato chiuso per un dissesto strutturale. Da allora i 1100 iscritti sono stati dirottati in nove plessi diversi sparsi sul territorio. Il primo circolo è stato intanto soprannominato “la scuola più bella del mondo” dal titolo di un noto film comico girato proprio all’esterno dell’edificio. Nel frattempo “la scuola più bella del mondo” ha subito un incendio, forse doloso, e il furto sistematico di infissi e suppellettili. In ogni caso i lavori di ripristino avviati dal Comune stanno proseguendo. Si spera che a breve la scuola più storica di Acerra possa essere restituita alla città.

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