Alta Velocità e ciclo rifiuti, le sfide del 2022 del Napoletano: in ballo 80 miliardi del Pnrr

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Il 2022 è iniziato con dei buoni propositi, come avviene agli inizi di ogni anno nuovo. Per la Provincia di Napoli i progetti da portare a termine  sarebbero davvero tanti, per questo si è deciso di partire da alcuni punti lasciati in sospeso nel 2021 cercando di trovare la soluzione più efficace, e soprattutto a lungo termine, che ci sia.

Si parte dal Pnrr nazionale che ha destinato il 40% dei 206 miliardi previsti dall’Unione Europea per le opere territorializzabili, riservati proprio al Sud Italia. Circa 80 miliardi che le regioni del mezzogiorno dovranno essere in grado di utilizzare come vere e proprie risorse da impegnare in progetti pubblici concreti.

Una sfida“, come sostenuto anche dal Sindaco di Napoli Manfredi, che deve essere raccolta ed accettata tramite l’assunzione di tecnici e professionisti esperti in progettazione e rendicontazione per colmare il grande divario con altre regioni.

Un’occasione che questa volta non può essere sprecata, che vede la Provincia di Napoli tra i protagonisti. Una di queste sfide è sicuramente l’alta velocità ferroviaria, con la tratta Napoli-Cancello, il collegamento sotterraneo che farà parte della prima tratta Napoli-Bari, che ormai non può più essere rimandata. Sono tantissimi i professionisti al lavoro ormai già da un bel po’ di tempo impegnati in un’opera che spesso ha portato problemi a tutti coloro che abitano nelle vicinanza, alle attività commerciali che sono state costrette ad interrompere il proprio lavoro a causa del cantiere. Per questo motivo vi è l’assoluta necessità di portare i professionisti sul campo e dare un’accelerata a dei lavori pubblici che spesso creano un danno alla cittadinanza.

Altra sfida di questo nuovo anno riguarda i rifiuti, un tema che è sempre risultato un grande problema per tutta la città metropolitana di Napoli. Nel 2022 però, un capannone del TMB di Tufino ad oggi adibito per rifiuti indifferenziati, verrà completamente trasformato e ospiterà il primo impianto pubblico per il recupero di rifiuti organici. Questa struttura di recupero sarà in grado di trasformare in fertilizzante circa 10 mila tonnellate di rifiuti all’anno ed entrerà a far parte del ciclo di gestione rifiuti della Campania che rispetto ad altre regioni è carente di impianti di questo tipo e che, proprio per questa mancanza, paga dal 2015 una multa di circa 120 mila euro all’Unione Europea.

Un piccolo-grande passo che era ormai necessario per la Provincia di Napoli e che, si spera, riesca ad apportare delle soluzioni immediate ad un problema ambientale ed ecologico di cui siamo sempre stati vittime.

 

 

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