Denuncia su anomalie e sospetto subappalato. Il comune: “No comment: si pronunci la magistratura “.
Non si spengono le polemiche su via Nuzzo, la strada che dalla periferia nord di Acerra si inoltra nel centro urbano e dove sono stati trovati ingenti quantitativi di amianto, anche sbriciolato e incendiato. L’altro giono l’ambientalista Aessandro Cannavacciuolo si è recato alla procura di Nola per consegnare una denuncia dettagliata su una serie di anomalie che avrebbe riscontrato nell’ambito della riqualificazione dell’arteria. La denuncia è stata trasmessa anche all’Anac, l’Autorità Anti Corruzione presieduta dal giudice Raffaele Cantone. Nell’esposto Cannavacciuolo sostiene, sulla base anche delle testimonianze dei cittadini che abitano nella zona, che durante i lavori dell’appalto per via Nuzzo gran parte dell’amianto trovato sul posto in massicci quantitativi sarebbe stata mescolata agli altri rifiuti e ammassata lungo i margini della strada. Una cosa che, se verificata, sarebbe grave visto che l’eternit è ritenuto un rifiuto molto pericoloso e quindi da smaltire attraverso speciali gare e altrettanto speciali misure di sicurezza. Nella denuncia inoltre Cannavacciuolo afferma anche che i lavori di riqulificazione di via Nuzzo sarebbero stati condotti da un subappalto e non dalla ditta vincitrice della gara comunale. “Subappalto che – specifica Cannavacciuolo – non si occupa nemmeno di rifiuti ma soltanto di giardinaggio”. L’ecologista dice di essere stato avvicinato sul posto da persone che con fare minaccioso avrebbero pronunciato il nome di un certo “Carlo D.I.”. Non è finita. Sempre secondo Cannavacciuolo alla gara per la riqualificazione di via Nuzzo avrebbero partecipato cinque ditte, parte delle quali sarebbero state solo in apparenza concorrenti in quanto quella che poi sarebbe risultata vincitrice e una seconda altra impresa avrebbero la sede operativa nello stesso opificio. Nel frattempo dal comune nessun commento su questa storia. “Attendiamo che si procunci la magistratura”, replicano dal municipio.



