Un metodo dei delinquenti per incendiare i rifiuti nell’assenza di controlli.
Se le inventano davvero tutte per aggirare la legge e continuare a incendiare indisturbati i rifiuti nelle campagne. Ad Acerra i “soliti” incendiari dei roghi tossici hanno infatti individuato un metodo che gli consente di scaricare gli scarti e di bruciarli in zone isolate senza colpo ferire. Basta farlo nelle aree demaniali, dove cioè non è efficace la legge regionale che vieta la coltivazione per quattro anni negli appezzamenti in cui è stata riscontrata la presenza di un rogo tossico. Dunque, funziona così: i criminali portano l’immondizia da incenerire nelle fettucce di terreno non coltivato e quindi i contadini non s’arrabbiano più di tanto. Alla fine nessuno parla, omertà totale, e il gioco è fatto. In questo modo è accaduto che nell’ultima settimana si siano consumati tre roghi tossici nello stesso punto, in contrada Pagliarone, sul sentiero interpoderale di proprietà dell’acquedotto campano, vale a dire della Regione. Qui di roghi ce ne sono stati due la settimana scorsa. I poliziotti municipali hanno sequestrato i fazzoletti di terreno interessati dagli incendi. Ieri però i criminali, sicuramente locali, sono tornati alla carica e hanno appiccato un altro incendio di rifiuti, copertoni, guaine, polistiroli, e ancora una volta nello stesso posto. A segnalare il tutto alle forze dell’ordine è stato il giovane ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. “C’è omertà – spiega Alessandro – ma c’è anche un’impressionante assenza di controlli “.




