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Acerra, estirpato l’ulivo anti inceneritore. L’ex vescovo: “Deluso e amareggiato”

L’albero era stato piantato dalle comunità cattoliche davanti al termovalorizzatore.       

 L’ulivo contro l’incenerimento dei rifiuti era stato fatto piantare dall’ex vescovo di Acerra, nella rotonda antistante l’ingresso del termovalorizzatore. Ma l’ulivo è stato sradicato, in questi giorni. “Sono deluso e amareggiato “, il commento di monsignor Giovanni Rinaldi, ex vescovo della diocesi. La pianta era stata adornata dalle comunità cattoliche locali con pietre ornamentali e lapidi in memoria delle tante sofferenze provocate dall’inquinamento nella Terra dei Fuochi. Però le decorazioni sono sparite. Intanto adesso la rotonda è un cantiere. Dentro c’è un grande fosso con un tubo che affonda in una pozzanghera. L’ulivo simbolo della pace e della lotta delle comunità per un mondo più pulito si trova adagiato in un angolo, tra i detriti accumulati con lo scavo per la posa dei tubi. ” La pianta sta morendo: è uno sfregio perpetrato ai danni di un’intera comunità “, dice Alfonso Maria Liguori, presidente della locale Comunità Agricola Cattolica del Sacro Cuore. E’ stato Liguori a segnalare questa vicenda. I lavori sono quelli per il potenziamento delle rete idrica nell’area che una volta era di pertinenza dell’A2a, la società che gestisce il termovalorizzatore, e che ora è sotto la giurisdizione del consorzio Asi. Sembra un cantiere fantasma. Non c’è da nessuna parte il cartellone che dovrebbe indicarne i dati. La segnaletica tra l’altro indica un’interruzione stradale inesistente visto che le automobili passano lo stesso attraverso il cantiere, in senso vietato. “Quest’area andrebbe sequestrata – aggiunge Liguori – qui tutto è stato consumato senza il minimo controllo da parte delle autorità pubbliche”. Resta l’amarezza di monsignor Rinaldi, che il 17 ottobre del 2009 insieme a don Aniello Tortora, responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola, e ai rappresentanti delle comunità cattoliche della piana del Sele, fece piantare l’ulivo sotto le mura del termovalorizzatore. “Sono passato lì insieme ad alcuni amici del posto appena qualche giorno fa – racconta Rinaldi – sembrava tutto a posto. Sono addolorato. Piantammo l’ulivo grazie a un accordo con il direttore dell’inceneritore, sia per celebrare la pace con loro, vista la lotta della comunità contro l’impianto, sia per ribadire il no alle politiche d’incenerimento. Per cui mi sembra strana questa cosa. Non so se si vogliono cancellare gli scrupoli: eppure il ministero della Salute ha sancito che qui c’è un aumento terribile dei tumori….”.

Acerra, l'ulivo al momento della piantumazione, nel 2009
Acerra, l’ulivo al momento della piantumazione, nel 2009

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