Lanci di bottigliette all’uscita della scuola, bambini picchiati per nessun motivo. Le gang dei bulli minorenni si stanno scatenando ad Acerra. Ma nessuno denuncia, nessuno si rivolge a polizia e carabinieri. Tutto si consuma nella più totale omertà. Gli episodi più gravi negli ultimi tempi si stanno verificando nell’istituto comprensivo Siani, scuola elementare che si trova nel popolare rione Madonnella. Qui l’altro giorno un bimbo di 8 anni è stato picchiato selvaggiamente da una banda di ragazzini inferociti composta da maschietti e femminucce. Proprio così, in quel di Acerra, hinterland nordorientale di Napoli, ormai parità dei sessi ed emancipazione fanno capolino soprattutto sul fronte della piccola criminalità minorile. Nella scuola Siani intanto i genitori non sanno più come trovare il bandolo della matassa. Qui per un periodo i bulli si sono scatenati accogliendo i bambini all’uscita con continui lanci di bottigliette piene d’acqua. Ci sono stati anche lanci di pietre. L’anno scorso sempre nel rione Madonella, le gang di teppistelli hanno preso di mira anche gli anziani. Anche in questo caso sono stati registrati pericolosi lanci di pietre. Ma le bande minorili stanno flagellando tutto il territorio della città dell’inceneritore. Corre voice di persone continuamente infastidite mentre parcheggiano l’auto, di gente circondata, insultata. Nel frattempo il fenomeno cresce grazie all’omertà radicata. « Sappiamo che tra i bulli ci sono molti figli di pregiudicati e allora abbiamo paura di denunciare », confessa un genitore che vuole conservare l’anonimato. Il problema dunque affonda in un substrato sociale molto difficile, che si è ulteriormente deteriorato con il tempo che passa. Difficile soprattutto per gli insegnanti, per i docenti delle scuole elementari e medie della zona, dove si segnalano attraverso io social casi di bullismo sempre più frequenti. A ogni modo per fortuna il bambino colpito di recente davanti alla scuola Siani se l’è cavata solo con qualche contusione e qualche graffio. « Ma aspettiamo che ci scappi la solita tragedia per agire concretamente ? », l’interrogativo che serpeggia insistente. Da più parti si invoca una maggiore vigilanza della polizia municipale, in particolare negli orari di uscita dalle scuole. Ma l’allerta è costante, dovunque. Un altro punto sensibile è per esempio la Pretura, una piazza che da sempore è luogo di incontro degli adolescenti e dove tra l’altro si trovano alcune delle principali scuole dell’obbligo della città. Qui spesso si sono avute risse, ferimenti e i “consueti” lanci di bottiglie, anche di vetro. « C’è però la sensazione che si tenda a minimizzare – spiega un abitante della zona – che in fondo tutto sia normale e che quindi possiamo andare avanti così ». Il rischio di farci l’abitudine è già realtà, è già atteggiamento comune. Un comportamento che non fa che aggravare la situazione. Rimane sullo sfondo la mancata reazione della cittadinanza. Sia nella stazione dei carabinieri che nel commissariato di Acerra non sono infatti pervenute denunce circostanziate che raccontino i fatti, storie finora raccontate per strada o attraverso i social da testimoni oculari che però non intendono rivolgersi alle forze dell’ordine. La paura è una costante ad Acerra. Da queste parti c’è una percentuale di cittadini pregiudicati molto elevata, tipica delle periferie napoletane. Sempre qui un anno e mezzo fa i “guaglioni” a bordo di scooter e senza casco sfrecciarono davanti alla scuola Caporale impugnando mitra e pistole, in pieno giorno, mentre gli alunni uscivano dal plesso e i genitori li aspettavano. Anche questo episodio gravissimo, seppur confermato da fonti autorevoli e finito su tutti i giornali, non è mai stato denunciato da chicchessia.



