Soddisfatti i segretari di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Renzi esulta: “Ci avevamo creduto e ci siamo riusciti”.
Contratto di solidarietà, cassa integrazione, formazione, monitoraggio mensile, rilancio: è la formula trovata al Mise dopo 17 ore di trattativa a oltranza per scongiurare 2988 licenziamenti nelle sedi di Napoli, Palermo e Roma di Almaviva, il più grande call center italiano. E alla fine ieri mattina alle sette l’accordo salva posti è stato siglato dalle parti. L’azienda ha revocato la procedura di mobilità, che sarebbe scaduta sabato 4 giugno provocando un’ecatombe occupazionale in mezza Italia. Intanto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, interpreta la firma di quest’intesa come una sorta di vittoria politica sua e del suo governo. “Ci credevamo nel salvataggio e ci siamo riusciti – le parole a caldo del capo dell’esecutivo, comunicate attraverso i social – grazie al grande impegno profuso dalla viceministro Teresa Bellanova e dal ministro Carlo Calenda abbiamo portato a termine un accordo che sembrava impossibile”. Il primo accordo, quello di aprile, era stato infatti bocciato dai lavoratori nel referendum del 5 maggio. Intanto i tempi si sono accorciati pericolosamente (la scadenza della procedura era prevista per sabato ) per cui un altro referendum non ci sarà. Cosa che ha indispettito non poco molti lavoratori, comunque contrari anche a questo secondo patto. “Patto che però – fa notare Massimo Tagliatela, segretario regionale della Uilcom Uil Campania – è stato favorito dall’accordo sulla clausola di salvataggio stipulato poco prima”. Nella giornata di lunedi i sindacati di categoria e l’Assotelecomunicazioni hanno firmato un altro accordo puntato a garantire il passaggio automatico dei lavoratori colpiti dalle dismissioni nelle aziende di call center vincitrici di appalti omologhi. “Comunque – eccepisce Salvatore Topo, segretario regionale della Fistel Cisl Campania – il nostro obiettivo prioritario era di salvare lavoratori e salari. E ci siamo riusciti”. Soddisfatto Osvaldo Barba, segretario della Slc Cgil di Napoli. “E’ una grande soddisfazione – commenta – aver scongiurato 400 licenziamenti a Napoli e la chiusura di una parte del sito: ora attendiamo il rilancio”. L’accordo Almaviva si basa su vari fattori. Il contratto di solidarietà è a decorrere da oggi e sarà della durata di sei mesi. Cds che interesserà le sedi di Napoli, Palermo e Roma secondo le riduzioni orarie stabilite (35 % a Napoli e 45 % a Palermo e a Roma ) e “senza alcun peggioramento delle attuali condizioni reddituali dei lavoratori”. La riduzione dell’orario sarà pianificata ogni due settimane e potrà prevedere sospensioni dal lavoro, senza preavviso, “per effettuare interventi formativi della durata anche inferiore alla giornata, secondo il dettaglio che sarà fornito da una successiva intesa separata”. Nel caso in cui una stessa commessa dovesse essere gestita da più uffici, sia da quelli interessati dai contratti di solidarietà che da quelli non coinvolti, eventuali picchi di lavoro saranno assorbiti in via prioritaria attraverso la riduzione della solidarietà. E’ stato poi concordato che entro novembre sarà necessario stipulare un nuovo accordo puntato “su produttività, qualità e analisi individuale”. E ancora: l’impegno dell’azienda per i siti di Napoli, Palermo e Roma ad abbassare al 20 % la riduzione oraria, con l’aumento progressivo dei volumi, durante i 12 mesi di cig successivi ai 6 di cds. Impegno aziendale anche per il mantenimento della logistica di Napoli e per l’aggiornamento professionale degli organici. Prossimo appuntamento il 9 giugno, di nuovo al Mise, quando sindacati, aziende e governo si rivedranno allo scopo di individuare soluzioni in grado di rilanciare l’intero settore. Obiettivo: tutelare produzioni e occupazione.



