La presentazione del volume della scrittrice rientra nell’ambito della XXIII rassegna «Sant’Anastasia Arte e Spettacolo» curata dal maestro Carmine Giordano. A fare da cornice all’evento la mostra fotografica di Maria Rosaria Rubulotta.
E’ stato presentato mercoledì 20 maggio 2015 ore 18.30 presso l’aula consiliare di palazzo Siano l’ultima fatica letteraria di Lucia Stefanelli Cervelli, regista, attrice, sociologa della comunicazione scenica, la quale dopo il successo de «L’occhio strabico. Racconti brevi e monologanti per intellettuali a riposo (Photocity Edizioni, 2011)», ritorna con un nuovo volume: «L’occhio fisso. Racconti monologanti per intellettuali piuttosto delusi», edito da Homo Scrivens.
L’evento rientra nell’ambito della rassegna «Sant’Anastasia Arte e Spettacolo» patrocinata dal Comune di Sant’Anastasia e curata dal maestro Carmine Giordano il quale ha esordito affermando che quello della drammaturga napoletana «non è un libro di facile approccio perché costringe a consultare più volte il vocabolario il che risulta un’operazione molto interessante in quanto è un piacere in più scoprire altre parole. Lucia in questo volume ne ha per tutti: per la politica, l’ambiente, i premi, per i segnali stradali, come quel «caduta massi», una metafora spiegata in modo singolare. Il tutto reso grazie al suo modo personale di scrivere, alla sua abilità di penna e di parola».
Alla conversazione con la scrittrice hanno partecipato Esther Basile, filosofa-Istituto Italiano Studi Filosofici la quale ha affermato che «all’interno di questo libro, caratterizzato da una serie di racconti, c’è un’analisi non solo letteraria ma anche politico-sociologica-sociale ad ampio raggio resa con uno stile ironico» mentre Ermanno Corsi, giornalista, scrittore ed autore della prefazione de «L’occhio fisso», racconta che i suoi racconti monologanti «contengono tesi e antitesi simboleggiate da una contenuta, ma rappresentativa, coralità di personaggi con metafore tra esilaranti e grottesche e un po’ anche eduardiane: dalla rosa tatuata al nuovo sindaco del paese, dalla premianza caricatura della Premiopoli italiana all’ambientalismo di maniera, dagli inganni degli strumenti massmediatici alla società vista come lunghi filari di ossequiose formiche, dal desiderio di chi con una lapide pensa di diventare il postero di se stesso all’allegoria di un uovo al tegamino, dalle ricorrenti ibridazioni all’elogio della cecità luminosa».
Lucia Stefanelli Cervelli ha dedicato agli occhi studi particolari diventando, così, per Corsi la «scrittrice e signora degli occhi»: da un occhio, dunque «strabico», ovvero timido e strategico che «raccoglieva ciò che si defilava in angolo» come ha chiosato l’autrice, ad uno fisso, pervicace e pedante che «cattura il malcapitato oggetto, prescelto dalla sua osservazione, nel circoscritto della propria orbita e implacabilmente lo esamina e lo rigira agitandolo nel crivello delle sue ipocondriache considerazioni. Non fa sconti né a sé né agli altri». «I racconti sono monologanti perché presuppongono il continuo soliloquio di un omino afflitto dal denunciato disturbo visivo – ha raccontato la scrittrice – Ed il senso di questi racconti è un imperativo morale a fronte di una società diventata superficiale, troppo liquida».
A fare da cornice alla presentazione del libro di Lucia Stefanelli Cervelli, la mostra fotografica di Maria Rosaria Rubulotta, «L’occhio del reale» e la partecipazione del maestro Domenico Rea apprezzato pittore di origini anastasiane che ha dedicato una vita intera all’arte. All’evento presente anche il sindaco della cittadina vesuviana Lello Abete che da un lato ha definito il libro della drammaturga «di qualità e di spessore» e dall’altro sottolineato l’importanza di favorire iniziative culturali sul territorio «per garantire una società vivibile e piena di valori positivi, della quale tutti possiamo essere soddisfatti».



