Stamattina l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, e il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, hanno benedetto frutta e ortaggi portati a piedi fino al santuario del Rosario dai contadini delle terre a nord di Napoli.
“Ci sono terreni contaminati ma ci sono anche tanti terreni incontaminati, che gli agricoltori difendono dall’aggressione dei violatori del Creato. Non distruggete quest’agricoltura sana e onesta: difendiamo e valorizziamo questi ottimi prodotti della terra”. E’ stato più che esplicito, il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che stamattina, insieme al “padrone di casa”, l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, ha accolto nel santuario della Madonna di Pompei decine di agricoltori provenienti dai territori della diocesi di Acerra, la cui giurisdizione abbraccia i centri e le campagne dell’area nordorientale della provincia di Napoli e dell’area sudorientale del Casertano. I contadini si sono mossi ieri sera, a piedi, con alcuni trattori al seguito, dalla chiesa del Suffragio di Acerra. Quaranta chilometri a piedi, fino a Pompei appunto, per chiedere alla Chiesa un aiuto concreto sul fronte della rivalutazione dell’immagine di un’agricoltura calpestata da un’opinione pubblica terrorizzata dal bollettino quotidiano delle morti per cancro. “Lo ripeto – ha aggiunto Di Donna – non diamo spazio ai facili allarmismi per cose che richiedono una conoscenza più approfondita. Ci sono tanti contadini che difendono con i denti i loro terreni riuscendo nell’intento di offrire un prodotto unico al mondo, genuino e saporito. Nello stesso tempo vigiliamo affinché le istituzioni diano il via alle bonifiche di quei terreni che sono risultati contaminati e che, tuttavia, non sono affatto la maggioranza dei campi agricoli, del tutto sani”. Quindi la benedizione di frutti e ortaggi portati davanti all’altare del santuario. Gli agricoltori rimarranno a Pompei fino a stasera. Sono rimasti tutto il giorno in preghiera nel grande luogo del culto mariano. Sfiniti ma contenti. E con il cuore pieno di speranza.




