Le idee del sindaco prof. Simonetti e quelle del dott. Ferdinando Federico, capo dell’opposizione, non trovano un punto d’incontro su nessuno dei temi trattati nelle interviste. Il tono è stato duro, e solo in un caso è diventato aspro: è tradizione della politica ottavianese il rispetto sostanziale dell’avversario. Con qualche indispensabile eccezione. A parer mio, Ottaviano è afflitta da una crisi di identità. Ed è questa crisi, il primo dei problemi.
L’ Amministrazione Simonetti è sostenuta da una maggioranza risicata, di cui il sindaco potrebbe diventare “ostaggio”, ma il prof. Simonetti dice e ripete che i membri di questa maggioranza sono legati non solo da una comune visione politica, ma anche e soprattutto da un’amicizia leale e solida. E, mentre scrivo, mi chiedo se a tutti i consiglieri dell’opposizione faccia veramente piacere che la maggioranza frani e si torni al voto. C’è distanza, tra il prof. Simonetti e il dott. Federico, nella valutazione dello stato in cui versa l’economia di Ottaviano. Al capo dell’opposizione la situazione appare grave: egli ritiene che non siano poche le famiglie in condizioni di assoluta povertà e che aumentino progressivamente le richieste di “derrate alimentari”, mentre il sindaco dichiara che non sono numerosi i casi di povertà assoluta e che il livello di occupazione rientra nella norma. E’ questo un tema sul quale è indispensabile definire con certezza i termini della situazione, una certezza che abbia il conforto dei numeri e non il sostegno delle opinioni. E’ compito dell’intera classe politica spiegarci come stanno le cose, studiare la “geografia” di quelle strutture che muovono l’economia di Ottaviano, che forniscono posti di lavoro, che insomma producono ricchezza. E’ necessario capire quale sia la misura di un amaro fenomeno, quello dell’emigrazione dei giovani, e se sia possibile trasformare in un sistema equilibrato una città che oggi appare come uno spazio in cui tendono a contrapporsi un “pieno” e un “vuoto”. Il sindaco dice che è progetto fondamentale della sua Amministrazione sviluppare il turismo “vesuviano” traendo ogni possibile frutto dal patrimonio “ottavianese” del paesaggio, della storia e dell’enogastronomia e stringendo una preziosa collaborazione con l’ISIS. “Luigi de’ Medici” e anche con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Che fino ad oggi – aggiungo io -, pur avendo sede in Ottaviano, ha inciso poco sul nostro territorio. Anche il capo dell’opposizione ha riconosciuto che lo sviluppo economico, turistico e sociale della nostra città passa attraverso la realizzazione dell’“accesso diretto” al Monte Somma e al Vesuvio. Del resto, che questa sia la sola “via di sviluppo” che resta a Ottaviano l’hanno detto anche i sindaci degli anni ’70 e ’80 del ‘900. E veniamo al tema che ha dettato alla polemica toni assai duri. Come si sa, durante una manifestazione a San Gennarello, un signore che non fa parte dell’Amministrazione è stato autorizzato dal sindaco a salire sul palco e a parlare al pubblico delle aree che l’Amministrazione intende acquistare per realizzare parcheggi e strutture sociali, culturali e sportive nel segno di una riqualificazione urbana della frazione. Alla protesta dell’opposizione il sindaco risponde che il signore che ha parlato è coordinatore di “Forza Italia” e che avendo partecipato, in passato, alla vita politica della nostra città ha potuto dire a chi lo ascoltava che l’attuale “governo” di Ottaviano si accinge a realizzare delle opere di cui già si parlava nel 2003 e che poi vennero condannate all’oblio. Ma di questo tema il nostro giornale racconterà tutti i prossimi sviluppi e cercherà di capire il senso di tutto quello che è successo dopo la manifestazione di San Gennarello e dopo i manifesti pubblicati sui muri di Ottaviano. Per il resto, non si può negare che ci siano “disservizi” nel sistema di illuminazione, e anche in quello della N.U., e che “disagi” alla circolazione siano prodotti dai cantieri aperti per la sistemazione delle strade. Il sindaco non nega la fondatezza di questi rilievi, ma fa notare che si tratta di episodi, e non di carenze sistematiche dell’organizzazione: E spesso i disagi per la circolazione derivano non da errori di programmazione, ma dal fatto che pedoni e automobilisti non rispettano i segnali stradali. Al prof. Simonetti e all’assessore alla Scuola chiedo di far sì che i ragazzi delle scuole conoscano il patrimonio di storia e di arte della nostra Ottaviano, e che questa luce di conoscenza renda più solido il “sentimento” dell’identità civica e induca i ragazzi a riconoscere come propri i valori della comunità. Alla consigliera delegata alla Cultura mi permetto di ricordare che la nostra città ha bisogno di eventi e di manifestazioni che confermino l’attenzione degli Ottavianesi per la storia del passato e per quella del presente, e ci dimostrino che esistono ancora nella comunità segni e tracce di una “virtù” che fu solida fino agli anni ’80 del Novecento e che permetteva agli Ottavianesi di leggere, della realtà delle cose, tutti gli aspetti, anche quelli che non si notano subito: e dunque di agire con ampiezza e profondità di vedute.. Agire: questo è il verbo che dobbiamo coniugare con la forza, la precisione e la competenza di un tempo.



