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A Monteverde una lapide in memoria di Nicola Vella

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Giovedì 1 novembre alle ore 11:00 a Monteverde, Comune in Provincia di Avellino, si terrà l’apposizione di una lapide commemorativa in memoria di Nicola Vella, un protagonista della rinascita dell’Alta Irpinia, padre di Aldo ex sindaco di San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli.

L’evento nasce dalla collaborazione tra Regione Campania, Provincia di Avellino, Comune di Monteverde e Corriere Quotidiano dell’Irpinia. Il programma prevede, oltre alla apposizione della lapide all’esterno della casa natale in via Santa Filomena, la consegna alla Biblioteca Comunale di una copia del libro Barricata Ideale (1941) e del panphlet Alta Irpinia (1948), opere di Nicola Vella, da parte dei figli Michele e Aldo al sindaco Ricciardi Francesco. Saranno presenti: Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania; Domenico Gambacorta, Presidente della Provincia di Avellino; Gianni Festa, Direttore del Corriere quotidiano dell’Irpinia.  

Nicola Vella nacque a Monteverde il 22 ottobre del 1901. Fu una delle principali figure dell’antifascismo irpino. Nel 1923 sostenne la fondazione della federazione provinciale di Avellino del Partito repubblicano, mentre nella sua città natia fondò il Gruppo Giovanile d’Azione. Il 12 novembre del 1931 conseguì la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Camerino, esercitando successivamente la professione di avvocato a Lacedonia. Dopo l’8 settembre 1943 sostenne la corrente liberal-socialista del Partito d’Azione, e collaborò attivamente all’organo ufficiale del partito Irpinia Libera. Il Comitato di Liberazione Nazionale lo designò sindaco di Lacedonia nel 1944 e commissario prefettizio a Bisaccia. Come sindaco riuscì a realizzare il consorzio idrico intercomunale dell’Alta Irpinia nel 1946. Lottò anche contro la mancanza di strade e l’arretratezza delle infrastrutture, che penalizzavano le comunicazioni e lo sviluppo dell’Alta Irpinia, e contro l’analfabetismo. Fu promotore – come riferisce Vincenzo Barra del Centro Ricerca Guido Dorso – del movimento contadino per l’occupazione delle terre incolte, perché fosse allargata la riforma agraria all’Alta Irpinia e fossero denunciate all’opinione pubblica nazionale le condizioni di vita dei contadini del Mezzogiorno. Nel 1952 fondò Il Progresso Irpino,  che divenne in seguito l’organo ufficiale del Partito Comunista Irpino. Fu eletto consigliere provinciale come indipendente di sinistra, per poi essere candidato nelle fila del Partito comunista, come indipendente, alle elezioni del 1953. Nel 1956 il distacco dal Pci e il passaggio a Comunità, il movimento progressista di Olivetti, per il quale fu candidato al Senato. Aderì poi al Partito socialdemocratico. Nel 1958 fondò il periodico La Regione a Napoli. Fu consigliere provinciale fino al 1960 e durante tutta la vita non percepì mai alcuno stipendio, convinto come era che il potere e l’impegno politico dovevano essere solo un servizio alla società. Morì a Napoli il 4 settembre 1984.

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