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Il Comitato Civico “A. Cifariello” celebra, con una lapide, l’arrivo dei Medici a Ottajano e i valori della storia

Celebrando con una lapide Bernardetto Medici e la moglie Giulia che nel 1567 acquistarono il feudo di Ottajano e diedero inizio a una storia assai significativa, il Comitato Civico “A, Cifariello”, di cui è presidente l’avv. M. Fabbrocini, ha voluto ricordare quanto siano importanti, soprattutto per i giovani, lo studio del passato e la scoperta di quei valori assoluti che costituiscono l’identità di una comunità. L’impegno del sindaco avv. Capasso, dell’avv. Fabbrocini e del sottoscritto perché si realizzi il progetto di portare lo studio della storia di Ottaviano nelle scuole della città.

 

E’ stata una cerimonia ricca di significato, quella che si è svolta domenica mattina a Ottaviano, nel Palazzo Medici. E non poteva essere altrimenti. Il Comitato Civico, che proprio quest’anno celebra il ventennale della sua attività, ha dimostrato ampiamente di conoscere i problemi concreti del territorio e di saper proporre soluzioni utili e sagge, a tutela della salute e della vivibilità e per la promozione della cultura. Domenica l’avv. Marcello Fabbrocini, che del Comitato è Presidente, e il sindaco avv. Luca Capasso, che era accompagnato dal consigliere Vincenzo Cardarelli e dall’assessore prof. Simonetti, hanno “scoperto”, nell’androne della corte superiore del Palazzo, la lapide con iscrizione in latino che ricorda l’arrivo a Ottajano dei nuovi padroni del feudo, Bernardetto Medici e sua moglie Giulia, una Medici anche lei.Di questo arrivo abbiamo parlato prima davanti alla lapide, e poi, costretti dagli scrosci della pioggia, nell’ampia sala di ingresso del piano nobile, che ai tempi degli ultimi Medici era la sala d’attesa, e che è illuminata, come tutti gli altri “luoghi” del Palazzo, dagli affreschi “pompeiani” del Mozzillo.

Cosa abbia spinto i due signori a comprare, nel1567, il feudo di Ottajano, e che straordinario personaggio sia stato Ottaviano de’ Medici, padre di Bernardetto e capo di questo ramo laterale della grande famiglia fiorentina, lo racconteremo in un altro articolo. Per ora mi limito a ripetere ciò che ho scritto ripetutamente, e ho detto anche domenica, e cioè che l’arrivo dei Medici a Ottajano ha impresso una svolta nella storia sociale e economica non solo del feudo, ma dell’intero territorio vesuviano. Certo, i signori “feudali” hanno pensato prima di tutto ai loro affari: chi li rimprovera per questo mi ricorda un tizio, che di mestiere faceva il professore, il quale sosteneva che Seneca non aveva alcun diritto di dare lezioni di morale perché teneva al suo servizio una squadra di schiavi. A quel tizio consigliai di leggersi le lettere di San Paolo: vi avrebbe trovato dei ragionamenti sorprendenti, a proposito degli schiavi. Dunque Bernardetto, Giulia e i loro successori pensarono prima di tutto agli affari della famiglia: ma coinvolsero nella gestione delle loro attività, nella produzione dei vini, nel commercio del legno delle selve, nelle relazioni con i mercati del grano, nell’ allevamento dei cavalli, molte famiglie ottajanesi, e aprirono strade, bonificarono alvei, tutelarono in ogni modo e in ogni luogo i mercanti di Ottajano, di San Giuseppe e di Terzigno che i traffici portavano in tutta l’Italia meridionale.

Ho detto che lo studio della storia del passato è utile solo se svela i fondamenti, gli archetipi del sistema dei valori di un gruppo: per il resto serve a ben poco, poiché in superficie la storia non si ripete, ma è sempre nuova. I Medici hanno lasciato nel “carattere” degli Ottajanesi dei segni profondi e saldi, anche perché hanno governato la città, direttamente o indirettamente, per tre secoli, senza interruzione: ed è un caso unico in Campania. Ho espresso l’augurio che gli alunni delle Scuole Medie di Ottaviano abbiano l’opportunità di studiare la storia della nostra terra, di riflettere sui valori che costituiscono la trama dell’identità ottajanese, di conoscere, attraverso le vicende del tempo che fu, anche sé stessi, un poco. L’avv. Marcello Fabbrocini ha sottolineato il fatto che l’impegno del Comitato “Cifariello” va proprio in questa direzione, e l’idea della lapide “medicea” ne è una conferma. Il sindaco avv. Luca Capasso, dopo aver garantito che il Palazzo Medici sarà il centro delle attività culturali dell’Amministrazione, ha promesso che chiederà ai Dirigenti Scolastici se sono disponibili a proporre agli alunni progetti che abbiano come tema la storia di Ottajano e del territorio vesuviano, e a coinvolgere nell’ideazione e nella realizzazione le associazioni locali. Il pubblico, numeroso, ha seguito con evidente interesse i momenti della conversazione, e questo interesse è stato una nota assai significativa.

La giornalista Romilda Barbato e gli studenti dell’indirizzo turistico dell’Istituto “Einaudi” di San Giuseppe Ves.no hanno contribuito alla organizzazione dell’evento: nel segno dell’eleganza, come meritavano lo splendore del luogo e la raffinatezza del progetto realizzato dal Comitato Civico “A.Cifariello”.

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