Nella palestra dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone”, la Pro loco “Evviva Volla” e i volontari della Croce Rossa Italiana, mangiano, pregano e giocano insieme alle persone meno abbienti del territorio.
Santo Stefano fu il primo dei martiri del cristianesimo, venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa, perchè fu il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e la diffusione del Vangelo. Il suo martirio avvenne per lapidazione. La celebrazione liturgica di Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il giorno Natale, perchè nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti nel “martirologio” i più vicini al suo percorso terreno e i primi a renderne testimonianza con il martirio.
E così, nello stesso giorno, il 26 dicembre, in memoria del protomartire del Cristianesimo un omaggio agli ultimi “martiri” della società moderna, che sono sicuramente quelli che fuggono dalle guerre, dalla fame, dalla miseria, quelli costretti ad abbandonare il loro paese d’origine e a tentare viaggi della disperazione, che spesso finiscono con l’affogare tra le onde del potere, della corruzione e della ricchezza di pochi. E, poi, ci sono i “martiri” silenziosi, trasparenti, quasi fastidiosi. Sono quelli che vivono in un limbo ai margini della società, che si riparano sotto i ponti, nelle stazioni tra i binari dismessi, quelli che respirano ad un passo dal lusso, ad un istante della vita. Sono quelli che hanno come supermercati i cassonetti dell’immondizia, come case i cartoni differenziati per la strada. Quelli che, per molti, sono “Invisibili”.
Quest’anno a Volla il giorno di Santo Stefano per i martiri “Invisibili” è stata una giornata diversa. Nella palestra dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” la nuova Pro loco “Evviva Volla”, in collaborazione con i volontari della Croce Rossa, ha organizzato un pranzo di beneficenza per tutte le persone meno fortunate del territorio. L’iniziativa, sostenuta e voluta da Rosa Praticò di “Officina delle Idee”, a cui è stato dato il nome di “Aggiungi un posto a tavola”, ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone, che insieme hanno gustato un meraviglioso pranzo preparato dallo chef Gianfranco Salatino, vicepresidente della Pro loco, dell’associazione italiana cuochi. Tris di primi piatti: gnocchi al forno, sartù di riso, fusilli al pomodoro, secondo di porchetta ripiena e contorni vari. E come tradizione vuole dolci natalizi quali pastiera, panettone e pandoro.
Solidarietà e fratellanza hanno dato un sapore unico e speciale a questi piatti prelibati. Tutti i presenti, non solo le persone meno fortunate, ma anche coloro che hanno predisposto e collaborato alla realizzazione dell’evento, magicamente, si sono sentiti fortunati, quasi come se non gli fosse mai accaduto niente di più bello. Forse, tra le due categorie, i più sazi e soddisfatti sono stati proprio quelli che hanno programmato e realizzato questo incantevole giorno. Come tutte le cose che arricchiscono l’animo, hanno avuto prima la sensazione di dare e poi hanno ricevuto per magia emozioni indescrivibili, molto vicine alla pace ed alla misericordia nel cuore. In serata gli organizzatori si sono recati a distribuire pasti caldi ai senza tetto della stazione centrale di Napoli, che non sono riusciti a venire a Volla.
La fratellanza, la solidarietà e la misericordia, le cornici di questa giornata, sono state sigillate dalla presenza di Padre Victor Mwembo Ilunga, parroco della chiesa Immacolata e San Michele che ha mangiato, pregato e giocato a tombola insieme ai convenuti.
C’erano persone davvero felici in quella sala. La loro bocca aveva il potere di parlare, la loro mente aveva il potere di pensare, le loro mani potevano toccare, i loro occhi potevano guardare senza essere fraintesi. Per un giorno hanno avuto il potere, perso, ignorato, o, forse, negato, di esistere.





