Povertà e solitudine ci passano accanto ma andiamo troppo veloci per vederle. Eppure, c’è ancora chi vive la vita con semplicità e gratitudine.
Secondo Osho, maestro spirituale indiano, provare gratitudine per l’esistenza è ciò che ci può avvicinare di più a Dio. Essere grati per tutto ciò che abbiamo, anche per le piccole cose, è sempre un buon approccio alla vita. Ma, per quanto ci ripetiamo che siamo in tempo di crisi e che bisogna economizzare, aneliamo sempre ad avere di più. E poi, un giorno di fine dicembre, a Somma Vesuviana, ti capita di soffermarti ad osservare qualcosa di veramente straordinario.
Un uomo solo, che da sempre vive nel silenzio e nel mutismo, una presenza straordinariamente discreta, un sorriso gentile e sempre grato che regala baci anche solo per un saluto. Vive con poco o nulla, non è uno di quelli che infastidisce chiedendo l’elemosina, ma accetta con umiltà solo ciò che gli viene offerto spontaneamente. Cammina molto, ama spostarsi anche con i mezzi pubblici nei comuni limitrofi, passeggia e osserva il mondo che lo circonda sempre con gli occhi della gratitudine. Non bada a chi lo guarda con diffidenza, non crederà mai che qualche ragazzaccio lo derida.
No, a lui basta poco per essere felice: un ombrello sulla spalla per appendere un sacchetto pieno di briciole di pane e panini. Briciole preziose che, generosamente, regala ai suoi amici: i piccioni. Dieci, venti, trenta e più piccioni in volo intorno a un uomo seduto su una panchina che, col sorriso di un bambino, distribuisce mollichine di pane: uno scorcio di vita che qualsiasi pittore, in quel momento, avrebbe voluto ritrarre, un momento che meritava di essere raccontato.
Una nota di emozione per ricordarci come nelle nostre strade si aggira lo spettro della povertà e della solitudine che, quotidianamente, ci passa accanto e che, purtroppo, spesso non vediamo. Anche in una città dalle luci scintillanti.





