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Volla. L’edilizia indebolisce la maggioranza consiliare

Consiglio comunale sui permessi per costruire alloggi con l’edilizia residenziale e il Piano Sviluppo Italia in deroga al PUC. Spaccatura tra il sindaco e i suoi consiglieri.

 A scuola avevamo imparato che la primavera comincia il 21 marzo. Sembra che le cose siano cambiate. Il giorno dell’equinozio non è più il 21, ma il 20. Tutto cambia, o forse nulla cambia, anche perché a guardare le condizioni atmosferiche del 20 marzo scorso, tutto sembrava, tranne che primavera. Vento, freddo, pioggia, quasi una tempesta tra il Borgomastro Guadagno e la maggioranza dei suoi consiglieri nell’XI Consiglio Comunale, che si è svolto, appunto, il primo giorno di primavera dell’anno del Signore 2013 e che potrebbe essere raccontato con una sola parola: Rinviato.

L’ordine del giorno proponeva due argomenti scottanti e simili, su cui si doveva votare e cioè: "Permessi di costruzione, in deroga, per gli interventi previsti dalla L.R. 19/2009 e 01/2011 (Alloggi di Edilizia Residenziale Sociale) e legge 106/2011 (Piani Sviluppo Italia) con approvazione da parte del consesso comunale dello schema di convenzione".

Ma, facciamo un passo indietro. In data 21-01-2013, con protocollo n. 1055, l’Assessore all’Urbanistica, Riccardo Festa (SEL), avendo verificato che "le pratiche relative a tale legge sono state esaminate dall’Ufficio Tecnico che ha concluso l’istruttoria con esito favorevole", e che i richiedenti le concessioni edilizie avevano già attivato una procedura giudiziale contro il mancato pronunciamento (il silenzio) dell’Amministrazione che avrebbe potuto trasformarsi in una richiesta di "risarcimento del danno subito e a denunce penali", sollecitava il Presidente del Consiglio Comunale di Volla a convocare "con ogni possibile urgenza il consiglio comunale affinché effettui le valutazioni di sua competenza in merito allo schema di convenzione".

In data 13-02-2013, con protocollo n. 03, il Borgomastro Guadagno trasmetteva agli organi competenti l’atto di "diffida per esecuzione di provvedimento giurisdizionale" con il quale la società Mondi Italia, proprietaria di uno dei luoghi da riconvertire "invitava l’amministrazione a pronunciarsi sull’istanza di permesso a costruire". La suddetta società, continuava nella diffida, ammonendo "in mancanza di tempestiva esecuzione, si agirà per ottenere l’esecuzione coattiva del provvedimento e il risarcimento dei danni sofferti a causa della condotta illecita dell’amministrazione". Risarcimento danni, denunce penali, esecuzione coattiva del provvedimento, commissariamento ("giammai permetterò la nomina di un commissario; è la politica che deve assumersi le sue responsabilità", ha tuonato il sindaco), condotta illecita. Caspita.

Così, "Il Silenzio degli Innocenti" doveva essere rotto ed è stato convocato il Consiglio Comunale.
L’Assessore Festa ha aperto la seduta spiegando la delibera da votare, in base all’articolo 5 della legge 106/2011, che consente di costruire, in deroga ai piani urbanistici e con procedure velocizzate, residenze e negozi, su ex aree industriali dismesse o dismissibili. Il tutto previa l’approvazione di uno schema di convenzione con i comuni per la regolamentazione dei rapporti e degli standard. Cioè, in altre parole, al posto di quelle che furono un tempo "aree agricole pregiate" e delle vecchie fabbriche abbandonate, si possono costruire case e negozi, essendo la riconversione un "affare di pubblica utilità". Che, poi, uno si chiede: prima i campi e le fabbriche davano lavoro, e quindi soldi ai lavoratori che con quei soldi potevano anche riuscire a pagare l’affitto delle case o a comprarle. Ma, se oggi le fabbriche chiudono e non c’è più lavoro, nemmeno nei campi, ma come faranno i lavoratori a pagare le case?

E, quindi, il legislatore, invece di proibire il consumo di altra terra e di "pretendere" dagli imprenditori di ricostruire o riconvertire le fabbriche in altre fabbriche o in similari opportunità di lavoro, come è stato fatto in altri paesi europei, ha dato la possibilità, cioè il grande vantaggio economico di cementificare. Ma chi comprerà queste case? E con quali soldi? Mistero. Coraggio! Purtroppo, questa è l’Italia! Comunque, le aziende proprietarie dei suoli da riconvertire, che hanno richiesto tali permessi, sono la Pentaplast, la Mondi e la Sirio, che coprono complessivamente circa 80.000 metri quadri in diverse zone di Volla. Su queste aree si dovrebbero costruire 65 unità abitative (u. a.) e 14 esercizi commerciali (e. c.), per la prima; 96 u.a. e 22 e.c. per la seconda; e 35 u.a. e 11 e.c. per la terza.

Quindi, i cittadini di Volla, con la spada di Damocle sul collo, hanno il "dovere" di esprimersi, e lo devono fare anche in fretta, altrimenti saranno costretti a pagare, come da dichiarazione dell’Assessore Festa: "dobbiamo procedere altrimenti i proprietari faranno ricorso e potremo andare incontro a pagare le spese amministrative e penali con il commissariamento". E così, ecco convocati i loro rappresentanti, e cioè il Consiglio Comunale, per il primo giorno di primavera dell’anno di grazia 2013, che poi, dicevamo, alla fine è stato "Rinviato". Si, perché la cosa più importante, e cioè la decisione del voto è stata rinviata, come da proposta fatta all’assise, all’inizio della serata, dal capogruppo del Partito Democratico, Domenico Viola.

"Il PD rispetta gli interessi legittimi individuali e collettivi, condivide l’impianto generale della legge, ma ha qualche difficoltà a dichiarare d’interesse pubblico la sola riqualificazione di un’area degradata. Ci vogliono anche altri vantaggi per la collettività. Alcuni imprenditori hanno portato delle proposte migliorative solo in questi giorni. Vogliamo esprimerci con consapevolezza, con coscienza e con serenità, soprattutto su queste proposte". Ecco. Dopo questa dichiarazione, ci si aspettava la votazione della proposta e la dichiarata conclusione del consiglio, visto che il PD è maggioranza assoluta. Invece, stranamente, non hanno votato ed è cominciata la discussione sul merito. Due erano le domande più significative a cui, nessuno, né la politica, né i tecnici, è riuscito a dare una risposta precisa e sicura.

1. Qual è la vera Pubblica Utilità?
2. Le costruzioni, cioè gli appartamenti e quindi la cubatura costruita con questi interventi andrà a diminuire quella prevista dal redigendo PUC?

Forse sulla prima c’è stata più condivisione. Pare che la "pubblica utilità" sia già intrinseca nella legge (riqualificazione delle aree dismesse, dalla costruzione di unità abitative secondo le regole e i moderni criteri di risparmio energetico ed antisismici, ecc…). Per non parlare poi degli oneri di urbanizzazione che porterebbero ossigeno puro alle asfittiche casse comunali, e del fatto che mettendo in moto il settore dell’edilizia si darebbero posti di lavoro ed una scossa all’economia locale: "adesso basta, dobbiamo pensare allo sviluppo. Come possiamo rinunciare a 1.700.000 euro nelle condizioni di quasi dissesto in cui si trova il comune? " come ha dichiarato il presidente della commissione urbanistica Luigi Petrone (PD).

Anche Luciano Manfrellotti dei Moderati per Volla ha condiviso che "è la legge che definisce la pubblica utilità" – e poi ha aggiunto – "Se fossi al posto degli imprenditori non sarei più disponibile mi sentirei offeso, non possiamo sfuggire alle nostre responsabilità", riferendosi a qualche tipo di "ristoro" offerto dagli imprenditori alla città, che accresce la pubblica utilità. Per quanto riguarda la seconda domanda, c’è stata più incertezza. Qualcuno ha detto che la cubatura di questi interventi non andrà ad inficiare quella del futuro PUC (Ass. Festa), qualcun altro ha detto il contrario. Certo che, se così fosse, questi interventi andrebbero a scontrarsi con le "promesse pre e post elettorali" fatte un po’ da tutte le parti politiche che propendevano più a favore dei piccoli proprietari che non dei grandi costruttori.

Alla fine dell’animata discussione, nella quale sembrava che fossero più o meno tutti d’accordo sul concedere la "pubblica utilità", ripetiamo più o meno, c’è stata la votazione se rimandare il voto al successivo consiglio comunale oppure votare seduta stante. Hanno votato a favore del rinvio tutti i consiglieri del PD (Viola, Buonocore, Riccio, Petrone L., Scarpato, Imperato, Antignano) e della lista civica Verso il Futuro (Aprea e Montanino). Si sono astenuti il Sindaco, il Presidente del Consiglio e i consiglieri di minoranza Petrone, Manfrellotti, De Simone e Annone. Quindi la partita è finita 9 a 6.

Fulmini e saette. Benché fosse scesa l’oscurità, il cielo era ancora grigio e tempestoso. Ma, come si sa, dietro le nuvole c’è sempre il sole, e non dimentichiamoci che è già primavera!
(Fonte foto: Rete Internet)

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