Volla. É partito l’anno scolastico: cominciano i primi malumori

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Carenza di aule al Liceo “Calamandrei”: gli alunni vengono ospitati nella sede del I I.C.S. “De Sica”.

"W La Scuola". Il Sindaco e l’amministrazione comunale augurano agli alunni e ai genitori, ai dirigenti scolastici, ai Dsga, ai docenti e a tutto il personale A.T.A. un sereno anno scolastico e un buon lavoro. Un augurio che vuol essere una fattiva collaborazione ai fini dell’educazione, dell’istruzione e della formazione dei nostri giovani". Con questo avviso, apparso qualche giorno fa, sui manifesti a Volla, partiva il nuovo anno scolastico, cioè cominciava la "Scuola".

Gli scolari con un’età compresa tra i due e i tredici anni oggi, però, non vanno più nelle "Scuole", perché queste hanno cambiato nome e definizione. Sono diventate "Istituti" e hanno acquistato un aggettivo molto significativo, e cioè "Comprensivo". Il progresso è passato dalla scuola che era un: "… luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica", all’Istituto: "… un insieme di persone che hanno regole e strutture di comportamento relativamente stabili". L’aggettivo "Comprensivo" deriva da comprensione, e cioè, letteralmente, "la capacità di capire, cioè comprendere con la ragione un contenuto". Ma, ci chiediamo se sia l’Istituto che debba comprendere i ragazzi, oppure siano i ragazzi che nell’Istituto debbano comprendere qualche cosa?

Una volta, a Volla c’era solo la scuola elementare di via Rossi. Poi nacquero la media, e la materna di Via Dante Alighieri. Successivamente, con l’aumento della popolazione, la "Politica" costruì le altre scuole (la Giovanni Falcone e la Vittorio De Sica). (A proposito sembra che stiamo ancora pagando le rate degli investimenti fatti tanti anni fa). Quindi, la promozione moderna in "Istituti Comprensivi". Paradossalmente, l’ultima ad essere stata promossa, l’anno scorso, è stata la scuola più antica di Volla, la San Giovanni Bosco. Nel concetto iniziale i luoghi di un I.C. dovrebbero essere ben identificabili e uno vicino all’altro. La legge recita che sono sufficienti più di seicento alunni per poter chiedere la promozione e passare da "Scuola" ad "Istituto Comprensivo".

Ovviamente, il passaggio è importante ed bramato perché consente di acquisire "autonomia gestionale ed economica". In questa autogestione, con i mezzi, le strutture e la cultura, che ciascun I.C. possiede, vengono organizzati i tempi, i modi e le abitudini della formazione culturale e sociale, e della nutrizione per i piccoli cittadini vollesi, con una variabilità di orari, prolungamenti, rientri, refezioni, pasti, panini e chi più ne ha, più ne metta. In questa organizzazione ciascun I.C., nel pieno rispetto della propria autonomia, fa quello che vuole.

L’amministrazione comunale non ha influenza sulla organizzazione interna agli I.C., ma solo sulla loro logistica strutturale. Infatti, per quanto riguarda la mensa scolastica, l’assessore alla pubblica istruzione, la prof.ssa Mauriello, ha dichiarato: " … il comune eroga il servizio di refezione scolastica … se poi qualche I.C. lo elimina, cambiando gli orari scolastici, è solo frutto di una scelta degli organi collegiali interni, e non per un paventato deficit comunale … come si va dicendo in giro … ".

Comunque, i 4133 ragazzi vollesi che hanno appena iniziato il nuovo anno scolastico, e soprattutto i loro genitori, devono abituarsi a comprendere la divisione della platea scolastica nei quattro “Istituti Comprensivi” presenti sul territorio e sui loro "percorsi formativi". Riepiloghiamoli. Il Primo I.C. è intitolato alla giornalista greco-napoletana Matilde Serao. Esso somministra istruzione a 1203 giovani cittadini vollesi così distribuiti: si comincia dai primi anni della sezione materna (nido) in Via Dante Alighieri (10 classi e 196 alunni). Poi, si passa alle elementari nel plesso di Via Caduti di Nassirya (ex Via Famiglietti, che è adiacente all’I.C. Falcone), che ospita 16 classi con 320 alunni. Superato il ciclo delle elementari, si ritorna in Via Dante Alighieri dove c’è la scuola media (25 classi e 687 alunni).

Il percorso del Secondo I.C., quello intitolato alla memoria del magistrato antimafia Giovanni Falcone, accultura 1188 alunni. Anche qui c’è un po’ di confusione. Infatti, i bambini della sezione materna si dividono in due gruppi: il primo va al plesso di Via Manzoni (4 classi con 100 alunni); il secondo si accomoda in Via Caduti di Nassirya (9 classi con 225 bambini). Dopo la materna per quelli "pro-mossi" si va alle elementari, in Via Manzoni (16 classi con 393 bambini). A seguire, dopo i cinque anni delle elementari, finalmente la "Scuola Media" che li aspetta di nuovo in Via Caduti di Nassirya (18 classi per un totale di 470 ragazzi).

Al terzo posto, in ordine di età, c’è l’I.C. dedicato al grande Vittorio De Sica che ospita 646 aspiranti "attori della vita". Rivediamo il loro percorso. Si comincia con la materna in Via De Carolis (7 classi, 180 alunni), poi si passa alle elementari di Via Filichito (16 aule ospitano 275 scolari), ed infine si ritorna alle medie di Via De Carolis (9 classi con 191 ragazzi). Per completare il quadro, dulcis in fundo, l’ultimo I.C., il quarto, costituitosi l’anno scorso. L’I.C San Giovanni Bosco mette a disposizione la sua "offerta formativa" per 1076 cittadini del futuro. Si parte dalla materna che si trova in Via Napoli (10 classi per 264 unità), poi si va alle elementari e qui ci si divide in due tronconi, uno resta in Via Napoli (19 sezioni con 383 alunni), l’altro si accomoda in Via Rossi (19 classi con 381 bambini).

Poi, superate le elementari si arriva, finalmente, alle medie, e quelli che erano stati in Via Rossi, devono ritornare in via Napoli (3 classi con 48 ragazzi, per quest’anno, essendo questa una platea destinata a crescere, ma chissà dove andranno a finire l’anno prossimo). Comunque, tranquilli ragazzi perché, forse, per quando andrete alle scuole superiori ci sarà un po’ più di chiarezza logistica. Per adesso, anche lì c’è qualche problema. Infatti, a Volla è attiva da qualche anno la sede distaccata del Liceo Calamandrei (in Via Filichito), nella quale furono costruite otto aule che avrebbero ospitato due corsi. Fino all’anno scorso poiché le classi erano otto, il problema non sussisteva.

Quest’anno, andando a regime, con cinque classi per sezione (220 studenti), ovviamente, mancano due aule! Per sopperire a queste "furbate politiche" sono stati avviati dei lavori di ristrutturazione per modificare la destinazione di alcuni spazi destinati in origine ad altro uso (aule multimediali). Quindi, nel frattempo, per quest’anno, alcuni giovani liceali ritornano alle elementari, perché vengono ospitati, provvisoriamente, fino a completamento di alcuni lavori, a carico del comune, nella sede delle elementari dell’I.C. De Sica, di Via Filichito.

Che confusione! Ovviamente essa aumenta sia perché non c’è una delimitazione strutturale e una definizione precisa dei luoghi, sia perché gli spazi all’interno delle scuole (pardon I.C.), vengono sacrificati sull’altare dell’autonomia scolastica!