Gli attivisti del comitato di lotta dei cassintegrati di Pomigliano danno il via all’offensiva antisindacale davanti ai cancelli della Fiat.
Davanti ai cancelli della fabbrica di Pomigliano c’è Rosario Monda, operaio della Fiat licenziato e poi reintegrato dai giudici del lavoro, qualche anno fa. Ma per poter essere reinserito negli organici dell’azienda Rosario, l’anno scorso, dovette prendere in braccio il suo bimbo di tre anni per poi lanciarsi con lui di corsa nello stabilimento, quasi come a volerlo occupare insieme alla sua sola prole. Un gesto disperato che se non altro consentì a Rosario di guadagnarsi qualche articolo di giornale e il magro salario della cassa integrazione. La Fiat infatti lo reinserì negli organici ma lo sbatté subito in cig a zero ore. Davanti all’ingresso dello stabilimento della Panda c’è anche Mimmo Mignano, operaio pure lui licenziato dalla Fiat ma mai più rientrato in organico.
La sua causa pende ancora negli uffici del tribunale di Nola. Intanto Rosario e Mimmo distribuiscono tra gli operai un volantino dal contenuto che di questi tempi può di sicuro essere definito esplosivo. “E’ il momento: cacciamo i sindacati dalla fabbrica”, scrivono i militanti del comitato di lotta dei cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano. Gli extraparlamentari di sinistra stanno fiutando il momento giusto. Le parole di Grillo – “togliamo di mezzo i sindacati” – hanno di sicuro fatto breccia nell’opinione pubblica. E il volantino distribuito alla Fiat è in totale sintonia col messaggio del comico nonché guru della politica, della seconda forza politica italiana.
“Mandiamo a casa tutti i sindacati presenti in fabbrica – scrivono gli attivisti del comitato – cancro della nostra vita. ll popolo, con la politica, nelle ultime elezioni già lo ha fatto. Ora tocca a noi operai. Tra astensioni, schede bianche e voti a Grillo, più del 50 % degli aventi diritto al voto si è allontanato dai partiti e dai sindacati a loro appartenenti. ll Pd ha perso tre milioni e mezzo di elettori. ll Pdl sei milioni e trecentomila. Tranne Monti, la cui lista rappresenta comunque un fallimento. Gli altri (lngroia, Vendola, Di Pietro, De Magistris, Ferrrero ,Rizzo,Ferrando ecc.ecc.) sono quasi spariti perché hanno sempre fatto la ricotta sulle spalle dei lavoratori ”.
Più sinceri e chiari di così….Per non parlare della disamina sui sindacati. Altrettanto spietata: “Mentre in parlamento tutto cambia, nelle fabbriche rimane tutto come prima. Ora costruiamo la cacciata dei sindacati dalle fabbriche. Continuiamo a farci rappresentare da aperti nemici degli operai, come la Uilm, la Fim, la Fismic, l’Ugl, o da sindacati inconsistenti che oltre alle cause legali non sanno costruire nessuna mobilitazione in nostra difesa, come Fiom e i cosiddetti sindacati alternativi”.
Quindi, l’analisi, altrettanto spietata, del momento che sta attraversando il settore industriale. “A Pomigliano – scrivono ancora i militanti del comitato dei cassintegrati – Marchionne ha tolto di mezzo la sua grande invenzione: la Fip, Fabbrica Italia Pomigliano. Ed è tornato alla vecchia società. ln questo modo ha evitato di dover licenziare a luglio, alla scadenza della cassa integrazione, quelli ancora non assunti in Fip. Dopo è stato subito firmato un accordo "fantasma" tra i venduti di Uilm, Fim, Fismic e Ugl e l’azienda per assicurare un altro anno di cassa integrazione. Una truffa, un contentino per tenerci tranquilli, studiato a tavolino dai politici e dall’azienda”. “Vogliamo organizzare un’assemblea a Pomigliano – anticipano intanto Rosario e Mimmo – dobbiamo spazzare via tutto lo schifo che ancora resiste tra noi”.

