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“VIETATO PENSARE!”

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Il disinteresse alle cose della Politica fa comodo al potente di turno. Chi non pensa non sa di restare fregato. E chi smantella la Scuola vuole proprio questo. È sicuro!
Di Raffaele Scarpone

Caro Direttore,
Si è in pieno periodo pasquale. La preoccupazione, più che alla drammatica situazione nazionale (scuola, politica, cultura, disoccupazione, sottoccupazione, immigrazione etc.), pare che sia per le condizioni del tempo. Pioverà o ci sarà il sole? Mi pare di aver letto che –per queste vacanze pasquali- si prevede un flusso turistico in aumento di circa il 7% rispetto all”anno scorso. Tu che dici, stante al tuo personale barometro, come si evolverà la situazione atmosferica (ma anche quella della scuola, della politica, della disoccupazione, della sottoccupazione, dell”immigrazione etc.)?

Io credo che ci stiamo avviando verso una forbice della società: i ricchi-ricchi ed i poveri-poveri. Non molto numerosi i primi, molto numerosi i secondi. In mezzo, una moltitudine che galleggia, si arrangia, fa sacrifici, chiede mutui, firma cambiali, vota sperando nel condono edilizio ed in quello fiscale, compra capi d”abbigliamento al mercato: Però non rinuncia alla televisione al plasma, al telefonino di ultima generazione ed alla programmazione delle vacanze (estive, invernali, pasquali e natalizie). Se, per caso, direttore, ti venisse in mente –così come ho fatto io più di una volta- di chiedere il perchè di questa sfrenata mania del divertimento, avresti di rimando sintetiche ma motivate risposte:

“La vita è breve e va vissuta intensamente:Voglio godermi ogni occasione (variante del dotto “carpe diem” o del più popolare “tutt””o lassato è perduto”):Bisogna essere egoisti e non curarsi degli altri, perchè nessuno si curerebbe di te (variante del detto popolare “nisciuno te dice: lavat””a faccia che pare chiù bello!”)”.

Caro direttore, riprendendo un ragionamento avviato circa un mese fa, io penso che se i giovani sono tutti proiettati all”edonismo, al miraggio di un eden o di un paese di bengodi, al godimento massimo di ogni occasione offerta dalla vita:beh! la colpa è solo di noi adulti. Tu pensa che, già alcuni anni fa, a me personalmente (non mi è stato raccontato da nessuno) capitò di leggere in alcuni temi di scuola media che il sogno delle mie alunne, adolescenti, era quello di sposare un camorrista, così avrebbero potuto godere di ricchezze, agiatezze e conseguente felicità. È duro, vero? Come fare, per cambiare. Ma, forse (o senza forse), dobbiamo cambiare innanzitutto noi adulti, costruire nuovi modelli, offrire nuovi esempi!

Il presidente degli USA, Barack Obama, l”altro giorno, parlando agli studenti a Strasburgo, ha, tra l”altro, detto: “Se si passa la vita a pensare a se stessi, allo shopping, alla lunga ci si annoia. Per vivere una vita piena bisogna pensare: cosa posso fare per gli altri? Lasciatevi coinvolgere: a volte rimarrete delusi, ma vivrete una grande avventura”. Caro direttore, l”imperativo è questo: “lasciatevi coinvolgere”. Ma tu capisci che il lasciarsi coinvolgere è esattamente l”opposto di tutto quanto, per anni, la nostra società ha sostenuto? Partecipare (“Preferisco dedicarmi ai miei hobby, alla mia famiglia, allo sport:”. Dove sono finiti gli anni di Gaber: “Libertà è partecipazione”)? Fare politica (“La politica è una cosa sporca!”, Ma via! Anche il pizzaiolo si sporca le mani con la farina; necessario che sia un pizzaiolo onesto!)? Interessarsi a qualunque cosa (Don Lorenzo Milani lo aveva scritto sulla porta della scuola di Barbiana, “I care [Mi interessa, mi riguarda!]”)?

Ma, caro direttore, bisogna anche dire che necessita riprendere l”abitudine a pensare; questa è la preoccupazione più grande, quella di cui nessuno sembra preoccuparsi. E, come tu ben sai, chi educa al pensiero sono i buoni maestri e la scuola. E chi ci governa vuole, purtroppo, una scuola in cui non si educhi a pensare; una scuola in cui si insegni a dire sempre sì; una scuola che bandisca parole in dissenso, in eresia, in autonomia, in pensiero divergente.

Una quindicina d”anni fa, nel 1994, la casa editrice Bompiani pubblicò, nei tascabili, un racconto, di appena settanta pagine, di un protagonista della nuova letteratura cinese, Acheng. Il piccolo libro (allora costava 10mila lire!), “Il re dei bambini”, riportava l”esperienza di un giovane maestro di scuola, che, invece di insegnare ai suoi bambini a leggere ed a riassumere i racconti dei sussidiari, pensò, in contraddizione con quanto stabilivano i programmi, di cambiare metodo, chiedendo agli stessi bambini di raccontare, con parole proprie, la vita di ogni giorno. Dopo pochissimo tempo il maestro venne sollevato dall”incarico ed avviato ad un nuovo lavoro (ma diverso da quello “ministeriale” del maestro di scuola!).

Direttore, sai pure cosa mi veniva in mente in questi giorni? Alcuni versi di Martin Niemolver, oppositore del nazismo, arrestato nel 1937: “Quando i nazisti hanno portato via i comunisti,/ ho taciuto,/ perchè io non ero comunista./ quando hanno messo in galera/ i socialdemocratici,/ ho taciuto,/ perchè io non ero socialdemocratico./ Quando hanno portato via me,/ non c”era più nessuno che potesse protestare”.
Buona Pasqua, direttore.

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