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UNA NAPOLI DA FAR WEST IN MOSTRA AL CAM

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Al via il progetto anticamorra nel museo di Casoria che ha chiesto asilo alla Merkel. Il console tedesco Munch: “qui non si distingue ancora tra banditi e sceriffi”. Parla Deva, l’artista dei manifesti che hanno sconcertato la Iervolino.

Ieri, 19 marzo, è stata inaugurata al CAM (foto), la mostra FAR WEST curata da Antonio Manfredi, direttore artistico dello spazio museale. FAR WEST è una provocazione sulla città di Napoli e il suo rapporto con la camorra. Metafora in cui i banditi e gli sceriffi si confondono in un’immagine di violenza che li accomuna al punto da rendere difficile distinguere chi è il buono e chi è il cattivo. Metafora di una città violenta e lontana, lontana dall’immagine della metropoli europea, forse vicina alle immagini di alcuni film cult da Spaghetti Western.

È proprio Antonio Manfredi, curatore della mostra e direttore artistico del museo a dichiarare nel discorso di apertura della mostra che l’arte deve essere “un pungolo continuo”.
Il concetto è ben chiaro già all’ingresso, dove, nella prima sala dedicata alla mostra, ci troviamo di fronte alla prima provocazione, opera di Peppe Esposito: un inquietante specchio su cui è rappresentato un pistolero. In questo specchio ci riflettiamo, affiancati dall’immagine del pistolero, accavallandoci a questa immagine siamo subito proiettati in una riflessione su quale ruolo abbiamo scelto nella nostra vita.

La mostra è anche il momento di approdo del progetto di Sebastiano Deva che ha visto una vera e propria campagna pubblicitaria con manifesti 6×3 distribuiti nella città dal 15 marzo per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare per combattere la camorra. I manifesti invitano alla sottoscrizione di una modifica alla Costituzione per inserirvi la pena di morte (civile) per i camorristi ovvero l’annullamento dei diritti civili tra cui la perpetua interdizione al voto dei camorristi e dei loro familiari fino al terzo grado. La provocazione, come è noto, ha fatto arrabbiare il sindaco di Napoli, che ha ordinato la rimozione dei manifesti. «Sono incostituzionali», ha sbottato la Iervolino, sbigottita dal richiamo alla pena di morte.

L’artista ci tiene a sottolineare la necessità di un passaggio ad una nuova consapevolezza sui comportamenti quotidiani che contribuiscono alla solidità finanziaria camorristica come l’utilizzo di servizi e di attività commerciali gestiti dalla Camorra. Il provocatorio manifesto si rifà ad un progetto i cui contenuti legislativi sono stati elaborati da un gruppo di giovani giuristi napoletani.

Il CAM non è nuovo ad iniziative dal chiaro intento provocatorio, tentativi di attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media sulla periferia di una città estrema.
Proprio all’ingresso del museo sventola la bandiera tedesca, paese a cui il CAM ha chiesto asilo politico. Presente all’inaugurazione il Console Generale della Germania Cristian Munch per sostenere l’iniziativa. È proprio lui nei ringraziamenti a sottolineare l’apprezzamento per il Museo, «non solo per la qualità artistica», ha sottolineato il diplomatico, «ma per l’impegno didattico e l’impegno di fare la differenza nella vita civica. Per questi motivi merita l’appoggio di tutti».

Il titolo della mostra, ha aggiunto Munch, «ci fa riflettere su chi sono gli indiani e chi gli sceriffi, definisce ancora chi è buono e chi cattivo, ci fa riflettere su chi ha il potere, la mostra è un omaggio alla società civile che si oppone alla camorra».

Ai taccuini de ilmediano.it, il console spiega che l’operazione di richiesta di asilo è un’azione di comunicazione, la scelta della Germania è quasi «casuale», per un pregresso rapporto culturale tra il CAM e il Goethe Institut. La lettera ad Angela Merkel, insomma, va letta come una provocazione. «Il CAM è radicato nella città, i suoi motivi sono qui», dice il diplomatico. «Loro non vogliono andare via da qui. La loro richiesta poteva essere alla Germania come a qualunque altro Stato, e lo scopo è dimostrare che non si sentono appoggiati dallo Stato Italiano. La lettera alla Germania, in altre parole, è stata un grido di allarme per farsi sentire».

Il Consolato è stato evidentemente sensibile a questa richiesta di attenzione e sono al momento diverse le iniziative in programma che vedono impegnati il Goethe Institut e il Cam. Tra queste, in cantiere c’è una mostra che si terrà presto a Berlino presso la galleria d’arte Tacheles.
Alla serata sono stati presenti anche i Letti sfatti e Patrizio Trampetti che hanno presentato “Questa città”, libro più dvd nati dalla collaborazione tra la band campana ed Erri De Luca (edizioni Testepiene).

CAM_Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D’Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167

www.casoriacontemporaryartmuseum.com
info@casoriacontemporaryartmuseum.com

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