A Balvano il 3 marzo 1944 ci fu il più grande incidente italiano avvenuto sui binari: morirono circa 600 persone, tra queste 12 cittadini di Boscotrecase. I consiglieri di Boscotrecase Libera chiedono sia istituito il 3 marzo come giorno della memoria.
La proposta arriva dai consiglieri Aniello Solimeno, Pietro Carotenuto, Bartolomeo Servillo e Aniello Federico di Boscotrecase Democratica che hanno protocollata una richiesta all’amministrazione comunale per chiedere di istituire il 3 marzo come giorno della memoria cittadina e dedicare per non dimenticare i cittadini di Boscotrecase che persero la vita nell’incidente. Il gruppo consiliare ha lanciato la proposta sulla scorta di quanto fatto anche da altri comuni, tra cui Meta di Sorrento e Sant’Egidio del Monte Albino.
La morte giunse non per via di un tragico impatto ma per le esalazioni di monossido di carbonio e acido carbonico (proveniente dalle caldaie guaste). Nel lunghissimo e pesantissimo convoglio (circa 600 tonnellate) che perse velocità fino a rimanere bloccato, senza mai riuscire ad uscire dalla galleria delle Armi di Balvano, tra glia altri, rimasero senza vita i corpi di Carmela Carotenuto, di 17 anni, Maria Carotenuto, di 33 anni, Luca D’Aquino, di 34 anni, Giuseppe Esposito, di 34 anni, Luigi Favorito, di 41 anni, Antonio Izzo, di 17 anni, Carmine Marrone, di 40 anni, Giuseppe Matrone, di 42 anni, e infine Vincenzo Matrone e Carmine Renis, entrambi di soli 11 anni.
La Campania e la Basilicata piansero diversi morti; donne e uomini che, stremati dalla guerra, nei paesi lucani speravano di poter acquistare derrate alimentari in cambio di sigari e caffè ricevuti dai militari statunitensi.
(Fonte foto: Rete Internet)

