Dai risultati delle perizie è emerso che la colpa della strage del Granturismo è da ricondurre ad un guasto ai freni.
L’incidente sul viadotto Acqualonga dell’A16 in cui morirono 39 persone di ritorno da una gita nel Beneventano, sarebbe dovuto ad un guasto dell’autobus, guidato da Ciro Lametta.
Lo ha riferito l’avvocato Andrea Pianese, uno dei consulenti nominati dalle varie parti interessate, indagati e parti lese, che hanno partecipato al sopralluogo nei luoghi della tragedia. Secondo quanto emerso dai rilievi tecnici, il pullman avrebbe perso pezzi del sistema di trasmissione un paio di chilometri prima di imboccare il viadotto e questo avrebbe messo fuori uso l’impianto frenante, portando la vettura allo sbando fino al volo nella scarpata. Durante il sopralluogo nell’avellinese per i rilievi sulla carcassa del bus turistico precipitato, Eugenio Rapinese, nominato dal titolare della Mondo Travel di Gennaro Lametta, fratello dell’autista morto nell’incidente, si è ferito battendo la testa contro una trave: è stato soccorso e medicato all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.
Entrambi sono indagati dalla Procura di Avellino, assieme a due dipendenti della Società Autostrade per l’Italia per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Nel trigesimo del tragico incidente di Monteforte Irpino, intanto, l’amministrazione comunale di Pozzuoli commemorerà le 39 vittime nel corso di una Santa Messa che si terrà martedì 3 settembre 2013 alle ore 19 nella cattedrale San Paolo di Monterusciello. La messa sarà presieduta dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella. Saranno presenti il sindaco Vincenzo Figliolia, gli assessori e i consiglieri comunali di Pozzuoli. L’amministrazione ha inoltre rinnovato il proprio cordoglio alle famiglie, colpite dal lutto, attraverso un manifesto affisso per le strade della città .

