L’anno scolastico finito nel giugno scorso ha offerto agli studenti opportunità e conoscenze. Ecco alcune esperienze che aiutano a conoscere in che modo si pratica lo studio.
Gestire un istituto che, come l’Isis Pacioli, chiuda in se indirizzi di natura completamente diversa può , a rigor di logica, portare ad una serie di difficoltà nel far convivere studenti e professori dagli obiettivi e dagli scopi cosi diversi . La moneta però ha due facce, da un lato sappiamo che i presupposti, le premesse di chi frequenta una ragioneria, ad esempio, possano avere ragioni completamente diverse da quelle che muovono lo studio di chi frequenta un Liceo linguistico o pedagogico…ma siamo tutti adolescenti/studenti che si preparano alla vita, e questo tipo di formazione per quanto difficile da realizzarsi è per ciascuno di noi uguale e necessaria.
Cosi, specie nell’anno scolastico conclusosi nel giugno scorso (2012/2013), il Pacioli ha voluto coinvolgere gli studenti di tutti gli indirizzi in progetti che li vedevano protagonisti di viaggi che consentissero loro di conoscere culture diverse, lontane, stili di vita, ad esempio, scanditi dalle ore di lavoro invece che dalla campanella a fine ora. Nel mese di ottobre gruppi di 15 ragazzi si sono divisi tra Germania, Francia e Inghilterra ed altri invece poco distanti da casa, si sono avvicinati al concetto di lavoro e ricompensa nella vicina Paestum. Una delle ragazze che ha partecipato proprio a quest’ultimo tipo di progetto, Luisana Cormano, parla di una sua maggiore considerazione dello studio stesso, di una più chiara consapevolezza della sua importanza e delle possibilità che apre nel vero e proprio mondo del lavoro, toccata e cresciuta dai legami creatisi grazie al progetto.
A volte, l’ambiente provinciale in cui viviamo, fa di noi bambini cresciuti capaci a misurarsi solo in famiglia, magari a scuola o tra amici, nel caso del progetto lavorativo di Paestum invece, i 15 ragazzi coinvolti hanno convissuto con persone più o meno distanti, nuove, ed hanno imparato a conoscerle e rispettarle e di conseguenza conoscere e rispettare nuove aspetti della loro stessa persona. Sebbene non calandosi nel ruolo di un maturo lavoratore, lo stesso potrebbe essere accaduto a chi è partito per le grandi capitali europee, Berlino o Londra ad esempio (meta dalle grandi possibilità), città lontane dalla loro vita non solo a livello geografico, ma anche culturale, addirittura psicologico.
I freni sono cosi pochi che è tanto, troppo, quello che di più vedono gli occhi di un diciassettenne o di un diciottenne, la grande città viene vissuta per davvero e se tutti dicono che i viaggi cambino qualcosa nelle persone, in un periodo come questo il cambiamento lo senti sulla pelle più che in qualsiasi altro momento della vita. Il Pacioli ha come regalato un ciondolo ad ognuno dei ragazzi partiti, uno di quelli che si indossano senza tempo ed è sempre presente nella mente di chi lo indossa, un simbolo di una parte di noi impossibile da dimenticare. Marisa Giordano, partita per Londra nel 4 ottobre 2012, ha senz’altro conosciuto meglio la lingua straniera e si è più appassionata ad essa, considerando la possibilità di una nuova, futura partenza.
Ancora, nel mese di Aprile, l’istituto ha dato vita ad uno scambio culturale insieme al General Lyceum di Agia Triada di Napfilo (Grecia). Conoscere il nuovo ed il diverso, in questo caso, non volevano essere gli unici obiettivi, lo scopo fondamentale è dare ai ragazzi nuovi orizzonti, aprire le loro menti, mettere in mostra opportunità. Praticare oltre che studiare: premessa dei progetti del Pacioli.
(Fonte foto: Rete Internet)






