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Terra dei Fuochi, ad Acerra roghi tossici e voglia di ronde

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Dopo l’ennesima raffica di incendi di rifiuti i cittadini hanno tenuto un duro confronto con il sindaco Raffaele Lettieri. Vogliono dare il via alle ronde. Ma il comune non ha fondi per potenziare i controlli. E l’Esercito ha fallito.

I roghi di rifiuti tornano e il popolo della terra dei Fuochi si ribella. L’epicentro dell’ultima tensione è stato registrato tra ieri e ieri l’altro, ad Acerra, territorio simbolo dei mali della Campania. Qui mercoledì sera quattro colonne di fumo nero si sono levate contemporaneamente. Situazione simile, proprio nello stesso frangente, a Nola, Marigliano, Caivano, Giugliano, nel basso Casertano.

A un certo punto un gruppo di ambientalisti ha improvvisato una ronda. “Armati” di rudimentali bastoni, rami spezzati, in caso di incontri spiacevoli, gli ecologisti hanno perlustrato alla meglio il territorio di Acerra e quello della confinante Caivano.
Ma i piromani erano già spariti. E il giorno dopo un gruppo formato da decine di cittadini esasperati, in prevalenza donne, ha invaso il municipio della città dell’inceneritore.

S’invocano controlli che non riescono ad arginare un fenomeno diffuso e martellante come quello dell’incendio di rifiuti. Quindi il confronto, molto teso, tra la gente e il sindaco, Raffaele Lettieri, nella sala del consiglio comunale. ” Le ronde non sono legali: bisogna segnalare gli incendi alle autorità competenti “, ha sostanzialmente puntualizzato il sindaco. Apriti cielo. Le donne hanno subito replicato saltando dalle sedie della sala destinate al pubblico: ” Vogliamo fare le ronde perchè nessuno ci protegge, perchè le nostre segnalazioni vengono ignorate da chi deve controllare “. Stizza, rabbia. Ma anche divisioni.

C’è stato chi tra gli ambientalisti ha condiviso in pieno la linea del sindaco di Acerra. ” Ma allora perchè qui non fanno niente ? Perchè restano immobili in un territorio in cui peraltro dobbiamo anche fronteggiare i rischi derivanti dalle emissioni dell’inceneritore ? “, gli interrogativi di Alessandro Cannavacciuolo, volontario delle Guardie Ambientali di Acerra e figlio dei pastori locali le cui greggi furono abbattute per la presenza di diossina nel sangue. Gli enti locali manifestano però disagi reali. “Vorremmo avviare il turno notturno nella polizia municipale – spiegano dal comune – ma non abbiamo i fondi”.

Tra gli operatori istituzionali del territorio, tra chi è delegato ai controlli, serpeggiano malumori. Un importante operatore di polizia municipale di un comune vicino ad Acerra vuole restare nell’anonimato e si sfoga.

” L’Esercito – denuncia – non è servito a nulla e costa troppo. Sarebbe bastato potenziare i comandi di polizia locale e il Corpo Forestale: si sarebbe speso molto meno “. I caschi bianchi sottolineano di avere competenze di polizia giudiziaria che i militari di stanza nell’hinterland napoletano non hanno. ” Gli operatori dell’Esercito – aggiungono i poliziotti municipali – sono dieci per turno in tutta la provincia di Napoli: troppo pochi. Inoltre – lamentano ancora i poliziotti locali – quando individuano i sospetti e li fermano non dispongono di quei poteri giudiziari e investigativi di cui possiamo disporre noi, anche sulla base della nostra esperienza “. Nel frattempo ad Acerra e dintorni la gente resta sul piede di guerra. Qui le ronde spontanee sono sempre dietro l’angolo.

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