Ad affermarlo è Luigi Gallo (M5S): “Il Ministero della Giustizia ha dato una risposta molto superficiale sulla vicenda, trascurando il disastro economico che ha colpito 11mila famiglie di risparmiatori che hanno perso più di 700 milioni di euro”.
Giovedì 16 ottobre, la tanto attesa risposta da parte del Ministro della Giustizia all’Interrogazione presentata dal deputato del MoVimento 5 Stelle, Luigi Gallo, riguardante la “richiesta di indagare sul perché, nonostante la Procura, la Direzione investigativa antimafia e la Guardia di finanza avessero ottenuto analisi finanziarie anomale da parte dell’Unità di informazione finanziaria, istituita presso la Banca d’Italia, non sono intervenute ad impedire la truffa ed il successivo tracollo della società “Deiulemar Compagnia di Navigazione”, causando uno dei più catastrofici fallimenti della storia italiana che vede coinvolti centinaia di piccoli risparmiatori".
Gallo, a conclusione della sua Interrogazione, chiede al Ministro della Giustizia "quali iniziative intende porre in essere per fare luce in ordine alle responsabilità degli organi preposti che abbiano dato scarso riscontro e/o del tutto omesso di dare corso alle previste attività ispettive e di indagine conseguenti le segnalazioni in parola – inoltre – se non intende opportuno procedere ad inviare gli ispettori nelle specifiche procure che hanno ricevuto segnalazioni dalla Banca D’Italia".
“Scriverò direttamente al Ministero della Giustizia che oggi in commissione ha dato una risposta molto superficiale sulla vicenda Deiulemar, trascurando il disastro economico che ha colpito 11mila famiglie di risparmiatori che hanno perso più di 700 milioni di euro”. Queste le prime parole di Luigi Gallo, deputato del MoVimento 5 Stelle, appena ascoltata la risposta alla sua Interrogazione diretta al Ministro della Giustizia nella quale chiedeva “l’invio degli ispettori nelle specifiche procure
“Il sottosegretario Costa arriva ad affermare che le analisi finanziarie inviate dalla Banca D’Italia nel 2008 al nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza, alla direzione investigativa antimafia e all’autorità giudiziaria hanno prodotto le inchieste del 2011, cosa che invece scaturisce da altre denunce secondo le informazioni in mio possesso”.
“Se dal 2008 al 2011 – conclude Gallo – ci sono soggetti dell’autorità giudiziarie che non si sono colpevolmente mossi, procurando il disastro che tutti conosciamo, è giusto che vadano inchiodati alle loro responsabilità”.
(Fonte foto: Rete Internet)






